La fisica secondo Tolkien: ecco come un anello può renderti invisibile.

Ognuno di noi ha sognato d’indossare quell’Anello dell’invisibilità per un motivo o per un altro. Ora immaginate un oggetto davvero in grado di farlo, come funzionerebbe?

“Un anello per domarli, un anello per trovarli, un anello per ghermirli e nel buio incatenarli”

Una frase forse scontata, ma fondamentale per introdurre uno dei più potenti artefatti mai creati nella Terra di Mezzo: l’Unico Anello. Esatto, un semplicissimo gioiello sul quale è incentrato forse la prima, e più grande opera fantasy di tutti i tempi che non ha, in alcun modo, bisogno di presentazioni. Ciò che colpisce, non è però solo la banalità dell’oggetto, ma il suo potere a prima vista un po’ ambiguo. Quando una persona indossa l’anello, esso viene “trasportato” dal regno fisico nel regno degli spiriti, varcandone la soglia. Tale effetto si traduce nel renderne il possessore invisibile a tutti gli esseri concreti. Ovviamente si tratta di letteratura fantastica, ma sarebbe possibile dare una spiegazione scientifica al fenomeno dell’invisibilità? Mettiti comodo, e resta a guardare il magico mondo della fisica dove tutto è possibile.

Un mondo fantastico

Direi di partire con un piccolo excursus storico, giusto per rimettere in carreggiata chi non è fresco di libri o film o chi magari è solo curioso. L’Anello fu forgiato intorno all’anno 1600 della seconda era all’interno di Orodruin (conosciuto meglio come Monte Fato). Fu realizzato dal Signore Oscuro Sauron con l’intenzione di rafforzare il proprio potere. Esso voleva creare un oggetto in grado di controllare tutti gli altri Anelli del Potere forgiati in precedenza, i quali erano stati distribuiti ad Elfi, Nani e Mortali. In questo modo, Sauron sperava di ottenere l’egemonia su tutte le razze della Terra di Mezzo.

Il potere primario dell’Unico era dunque il controllo sugli altri anelli, inclusa la padronanza dei loro poteri e il dominio sulle volontà dei loro possessori.  Tuttavia, essendo stato forgiato con l’essenza del Signore Oscuro, solo quest’ultimo è in grado di esercitarne tutta la potenza. Poteri o effetti diversi dell’Anello sono visti nell’utilizzatore a seconda della sua personalità e capacità. Udito sopraffine e vista acuta ne sono degli esempi. Nonostante i numerosi pregi, indossarlo ha delle notevoli conseguenze ma l’effetto che lo ha reso famoso rimane comunque l’invisibilità.

Un mondo scientifico

Per capire come qualcosa non può essere visto, dobbiamo prima capire perché i nostri occhi vedono alcune cose ed altre no. Gli oggetti sono visibili perché sono colpiti da una particolare radiazione elettromagnetica, come la luce che arriva dal Sole, la quale viene in parte riflessa e catturata dall’occhio che la traduce in un’immagine. La forma più semplice d’invisibilità è infatti un oggetto che non riflette la luce. La sfida dunque è quella di costruire qualcosa che non rifletta in alcun modo e nascondersi dietro di esso.

Il tentativo forse più famoso è stato da parte di un team di ricerca della Duke University, capitanato da Steven Cummer. Il risultato non assomigliava molto ad un anello o ad un mantello: almeno, non uno che indosseresti. Sembrava più una serie di recinzioni circolari concentriche, con posto all’interno l’oggetto da occultare. Quando il dispositivo fu acceso, gli scienziati non video sparire però nulla. Quella prima versione non proteggeva infatti gli oggetti dalla luce visibile bensì da un altro tipo di radiazioni: le microonde. Quei piccoli cerchi  di metallo sono stati progettati per cambiare la direzione dei campi elettrici e magnetici delle onde, evitando che questa interagissero con l’oggetto.

Un’altra chanse comprende i metamateriali. Si tratta di nuovi materiali creati dall’uomo, che non esistono normalmente in natura, in grado d’influenzare in diversi modi le onde elettromagnetiche. Questi non sono però di ultima generazione, perché la storia è costellata di metamateriali. Un esempio banale è una comune lente d’ingrandimento, grazie alla quale riusciamo a vedere cose che ad occhio nudo restano invisibili.

 

Le radiazioni elettromagnetiche sono definite comunemente da una lunghezza d’onda e da una frequenza tra loro inversamente proporzionali. L’insieme di tutte le lunghezze e delle frequenza è chiamato spettro (figura in alto). Nella figura sotto vediamo invece il dispositivo del gruppo di Cummer.

 

Un mondo fantascientifico

I libri, soprattutto Il Silmariollion, spiegano abbastanza dettagliatamente il funzionamento dell’Anello, infatti mandano completamente a picco l’idea di un’energia che devia la luce (ciò è dimostrato anche dal fatto che chi indossa l’anello si rende invisibile a tutti gli esseri fisici, ma altamente visibile ad altri esseri come i Ringwraith). Nonostante questo, le possibili applicazioni di una tecnologia analoga sarebbero stupefacenti, di gran lunga superiori a quelle della lente d’ingrandimento contenuta nei microscopi. Una delle idee più bizzarre dice che se un materiale può reindirizzare la luce, allora può farlo anche con qualcosa di solido. Immaginate quindi giubbotti che deviano intorno al corpo i proiettili, oppure strutture che proteggono le città dagli Tsunami. L’idea dell’invisibilità comunque compare nei libri da secoli, ma la scienza dei metamateriali è solo nel suo primo capitolo e non vedo l’ora di proseguire con la lettura.

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