La fisica di Dark tra viaggi spazio-temporali e paradossi.

Dark, una delle serie più sottovalutate proposte da Netflix, ci riserva grandi sorprese dal punto di vista della Fisica.

 

 

La storia si svolge in una piccola cittadina molto strana (e strana è dire poco) di nome Winden.
Nel 2019, la scomparsa di due bambini nella città tedesca porta alla luce molti misteri e segreti di questa misteriosa città.

“A Wilden non succede mai nulla”

Sparizioni di persone, strani fenomeni come la morte di uccelli che cadono in massa sulla gelida terra di colpo, impulsi elettrici che fanno saltare la linea elettrica dell’intera città, e meno male che
“a Wilden non succede mai nulla” dicono alcuni cittadini. Qualche abitante più anziano ricorda. Ricorda che questi avvenimenti sono già accaduti 33 anni fa e con la medesime modalità. Ed è allora che la trama si infittisce e si scopre che la soluzione si trova nel passato. Da lì in poi vi è un crocevia di salti temporali tra 1953,1986 e 2019, tra passato presente e futuro, questi, cosa sono se non punti di vista? In Dark tutto si basa sul tema del viaggio nel tempo.
Ma cos’è un viaggio nel tempo? Il viaggio nel tempo è una tipologia di viaggio che non è possibile prenotare in agenzia…Lasciando stare gli scherzi. Tutti noi bene o male sappiamo cos’è, fa parte ormai nel nostro immaginario collettivo, grazie anche al cinema. Più di tutti “Ritorno al futuro”.

 

Il paradosso del nonno

Forse (o forse no) non tutti sanno però che i viaggi nel tempo sono un paradosso, una contraddizione logica. Nel caso specifico si parla del “Paradosso del nonno”.
È molto semplice. Torno nel passato ed uccido mio nonno, quindi non è nato più mio padre e nemmeno io. Io, non essendo mai nato, non esisto. Se non esisto, com’è possibile che io sia riuscito a uccidere mio nonno ?

Se avete visto “Ritorno al Futuro” ricorderete che stanno bene attenti a non intaccare questo paradosso, a volte lo fanno,ma questa è un’altra storia.

È una questione sui cui i fisici teorici indagano da molto tempo e che continuano ad indagare, ma, il primo a descriverlo è stato uno scrittore di fantascienza di nome René Barjavel, nel suo libro “Il viaggiatore Imprudente” nel 1943.
Quindi, alla luce di ciò, se fosse teoricamente possibile viaggiare nel passato, il viaggiatore dal futuro come influenzerebbe il passato? E se il passato si modificasse, cosa accadrebbe al viaggiatore? E al futuro alterato dal passato ?

In altre parole, come si risolve tutto questo?

Al tal proposito, sono state proposte alcune “soluzioni”.

Una di queste è la teoria del “multiverso”, dove, questo paradosso, non è una contraddizione logica. Viene generato un universo parallelo ad ogni singola “interferenza”, e ogni evoluzione avverrebbe li e quindi ogni viaggio nel passato comporterebbe la creazione di infiniti universi con infinite linee temporali. Ma quello che più ci interessa è la metodologia di risoluzione di Dark.

 

 

Il principio di autoconsistenza di Novikov

Dark fa appello al “Paradosso della predestinazione” che trova le sue basi in una teoria esistente “Il principio di autoconsistenza di Novikov”

Il viaggio nel tempo non è impossibile, ma le conseguenze che esso produce dal passato verso il futuro sono proprio quelle che hanno reso possibile quel viaggio dal futuro verso il passato, è quindi possibile andare indietro nel tempo, ma è impossibile modificare la storia tramite un viaggio indietro nel tempo, poiché esso è già avvenuto nel passato e doveva avvenire nel presente.

Nello specifico, ad esempio, se sono effettivamente riuscito a tornare nel passato e a uccidere mio nonno prima che sposasse mia nonna, allora o ho ucciso qualcun altro convinto che fosse lui, o suo figlio (ossia mio padre) è stato concepito prima che lo uccidessi.

Spiegando in modo pratico quello che succede, chi viene dal futuro, non ha la possibilità di cambiare il passato poiché questi è già stato influenzato dal futuro, ed è così com’è proprio per l’influenza che dal futuro ha subito. Ergo, tutto ciò che viene dal futuro era già “predestinato” e il passato e il futuro sono influenzabili tra loro, dando vita a loop temperali.

È il caso di dire “Sic mundus creatus est”.

 

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