Il Superuovo

La fannulloneria e l’inettitudine: tra la novella del Grasso Legnaiuolo e Bojack Horseman

La fannulloneria e l’inettitudine: tra la novella del Grasso Legnaiuolo e Bojack Horseman

Tood Chavez è un inetto o un fannullone? La vera questione è: in che epoca vive colui che si pone questa domanda?

Todd

C’è chi, come Indro Montanelli, dice “Solo chi non fa nulla non sbaglia mai. Sbaglia soltanto a nascere”, e chi, come Herman Hesse dice “La vita delle persone che lavorano è noiosa. Interessanti sono le vicende e le sorti dei perdigiorno”

Italo Svevo, Autore de “La Coscienza di Zeno”

L’inetto e il fannullone

La storia della letteratura, in particolare quella novecentesca, è colma di inetti.

La Treccani definisce inetto colui che non ha attitudine per determinati lavori o, in senso assoluto, inabile, incapace nel proprio mestiere, nella professione o nell’arte che esercita.

Un inetto è Zeno Cosini, è Hans Schnier, è Ferdinand Bardamu.

Un’altra figura la cui storia della letteratura è piena è quella del fannullone.

“Persona oziosa, che non fa e non vuole fare nulla” riporta semplice e perentoria sempre la Treccani.

Messa così fannullone e inetto sono quasi sinonimi, e stupisce poco il fatto che una figura escluda l’altra, soprattutto lungo il novecento, dove, sulla scia delle correnti esistenzialiste, si è cominciato a parlare sempre più di inetti e sempre meno di fannulloni.

Ciò non di meno il termine non è mai andato desueto: certo, c’è chi parla di Bamboccioni, chi più diplomaticamente di choosy, chi di nènè generation (né studio né lavoro), ad ogni modo il concetto è quello.

E lo stereotipo del fannullone comunque non è mai scomparso da un genere letterario sempre in voga: la commedia.

Todd Chavez

Se parliamo di commedia e se parliamo di contemporaneità non possiamo evitare di parlare di Bojack Hourseman: l’Hollywoodiano uomo-cavallo ex celebrità della sit-com.

Tra i personaggi più amati di questa serie animata ovviamente figura Tood Chavez, il coinquilino di Bojack.

Bojack e Todd

Todd è un ventiquattrenne disoccupato che vive a sbafo presso l’abitazione del protagonista: un fannullone dunque? Forse no, dato che lungo tutta la serie cercherà di raggiungere l’indipendenza imbarcandosi in diversi progetti fallimentari, alcuni di questi in società con la nemesi di Bojack ovvero Mr. Peanutbutter.

Difficile confrontarsi con un personaggio così intimamente umano e contemporaneo, tutti in fondo ci sentiamo Todd, così come tutti in fondo ci sentiamo Bojack, e, in nome del umanesimo liberale, non abbiamo nessuna difficoltà ad ammetterlo.

Il Grasso Legnaiolo

Se solo ci spostassimo indietro di qualche anno, nella Firenze del 1409 ad esempio, avremmo ben più difficoltà a riconoscerci tali.

Per quanto i semi dell’umanesimo avessero già cominciato a dare frutti restiamo comunque lontani dalla rivoluzione individualista che percorrerà tutta l’età moderna.

Siamo in una società in cui la sicurezza o la semplice sussistenza della società rimangono una priorità rispetto al benessere individuale.

In un quadro del genere “fannullone” o “inetto” è la più grande offesa che ci possa essere, e naturalmente non è un caso se la più celebre novella dell’epoca – quella del Grasso legnaiuolo – tratti proprio quest’argomento:

Illustrazione storica del racconto

I componenti di una allegra brigata si sentono snobbati da un membro – il legnaiuolo appunto –  e decidono di elaborare una burla per vendicarsi.

Gli fanno credere di essere un’altra persona, tale Matteo Mannini, un fannullone che vive alle spalle dei parenti. Impossibile concepire una umiliazione più ingombrante.

Alla fine i burloni restano burlati: il legnaiuolo convinto di essere l’inetto Mannini lascerà Firenze per andare a vivere in Ungheria, e lì farà fortuna. Impossibile concepire un lieto fine che dia maggior sollievo, del resto siamo nella Firenze rinascimentale, non è così facile definirsi un Todd.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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