Il Superuovo

La faccia nascosta della Luna noi la scopriamo con la poesia di Alda Merini

La faccia nascosta della Luna noi la scopriamo con la poesia di Alda Merini

Le continue nuove scoperte riguardanti la Luna ci fanno forse vedere il nostro satellite come un semplice ammasso di rocce? Alda Merini non l’ha mai pensata così.

Uno studio prettamente italiano ha rivelato per la prima volta la stratigrafia del sottosuolo di un lato della Luna analizzato da un radar cinese. Queste rivelazioni sempre più tecniche rischieranno di eliminare la magia che Luna ha sprigionato dai tempi di Saffo?

Cosa c’è sotto la regolite

Fino a poco tempo fa le uniche conoscenze riguardo i materiali che compongono il suolo lunare erano alquanto basilari. Fino a 12 metri di profondità c’è la regolite, poi, fino ad oggi, il nulla. Ad approfondire lo studio riguardo il nostro satellite è stato inviato il robot Yutu-2 direttamente dalla Cina, più precisamente dallo stesso team di scienziati che hanno scoperto l’esistenza dell’acqua liquida su Marte nel 2018. Grazie ai dati acquisiti, tre ricercatori italiani, Sebastian Lauro, Elena Pettinelli e Francesco Soldovieri hanno svelato la faccia “nascosta” della Luna, quello del più grande bacino da impatto che si è creato sul nostro satellite: il Polo Sud-Aitken.

La Luna è strutturata dicotomicamente: la faccia visibile ha una crosta più sottile caratterizzata da larghi bacini chiamati mari; la faccia nascosta invece ha una crosta più spessa, è sostanzialmente priva di mari. Pochissimo si sa del “lato oscuro” del nostro satellite naturale, le numerose informazioni che abbiamo sul lato vicino hanno portato i cinesi a concentrarsi sulla missione più difficile, quella di allunare sul lato che non si vede e studiarlo fino in fondo.

Siamo quindi riusciti a definire in dettaglio la sequenza verticale degli strati. La parte superiore (fino a 12 metri) è costituita da materiale finissimo ed uniforme, la regolite appunto. Questo materiale è frutto di un lungo processo di frantumazione ed aggregazione dovuta all’impatto di micrometeoriti ed all’interazione del suolo con la radiazione solare. Al di sotto di questo si alternano gli altri strati, fino ai 40 metri raggiunti dal radar in profondità.

Canto alla luna (Alda Merini)

La luna geme sui fondali del mare,
o Dio quanta morta paura
di queste siepi terrene,
o quanti sguardi attoniti
che salgono dal buio
a ghermirti nell’anima ferita.

La luna grava su tutto il nostro io
e anche quando sei prossima alla fine
senti odore di luna
sempre sui cespugli martoriati
dai mantici
dalle parodie del destino.

Io sono nata zingara, non ho posto fisso nel mondo,
ma forse al chiaro di luna
mi fermerò il tuo momento,
quanto basti per darti
un unico bacio d’amore.

Commento

Proseguendo la strada che hanno percorso i grandi del passato, come Saffo e Leopardi, anche Alda Merini ha deciso di poetizzare sulla Luna per ricambiare la sua presenza che ci regala ogni giorno al calar del Sole. La prima strofa trasmette un senso di turbamento che subito svanisce quando, nella seconda strofa, c’è un momento di riflessione riguardo la presenza dell’astro notturno nel corso di tutta la nostra vita. Ma la parte finale è quella che caratterizza l’unicità della poesia della Merini: si esprime in prima persona affermando di essere come una nomade che forse, scorgendo il chiaro di luna, potrebbe fermarsi e cogliere l’attimo per dare un bacio pieno di significato emotivo alla persona che realmente ama.

Alda Merini passò un periodo della sua vita in un manicomio, questo passaggio fu molto sentito dalla poetessa che acquisì con il tempo un malessere perenne, una visione angosciosa della vita e della realtà che la circondava. Ma il suo animo lacerato non può che trattenersi se la dea Selene, che troneggia nel cielo notturno, la indirizza verso il più alto dei sentimenti che nessuno può sconfiggere.

Ed è un appello quello che voglio fare ai lettori di questo articolo. Leggete poesie. Non per passare il tempo, ma per vedere in un fiore quello che nessuno potrà mai vedere.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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