Cosa si vede sotto effetto di LSD? Ce lo raccontano i dinosauri che mangiavano allucinogeni

 Il consumo di sostanze psichedeliche ci accomuna a uno degli animali più noti della preistoria: i dinosauri mangiavano funghi allucinogeni. 

Questa sostanza è una droga allucinogena che mira ad ottenere una confusione sensoria nell’assuntore. Il consumo di LSD induce infatti allucinazioni acustiche e visive e, in generale, percezioni contorte e distorte della realtà e del tempo. Gli effetti di questo acido variano enormemente sia sulla base della dose che in dipendenza dall’intorno.

Cos’è LSD e da cosa deriva?

LSD (dietilamide-25 dell’acido lisergico) è una fra le più potenti sostanze psichedeliche conosciute e la sigla è un’abbreviazione del nome tedesco del composto, Lysergsäurediethylamid.
La categoria di riferimento è quella degli allucinogeni, provenienti generalmente da funghi che crescono sulla segale o su altre graminacee dai quali si ottiene, per sintesi chimica, la dietilammide dell’acido lisergico, meglio nota come LSD. Essa è costituita da una polvere bianca ma la si può trovare anche in forma liquida, assorbita su carta, in miniature o francobolli o su cubetti di zucchero per il mercato di strada.
Si tratta di una delle droghe che necessitano di pochissima quantità per produrre il loro effetto, infatti una dose di appena 25 μg può causare minime alterazioni della percezione e dell’umore per più di 10 ore, e sono davvero molti i nomi con cui la si può trovare: acido, trip, pink jesus, the chief.

Il meccanismo d’azione di LSD

LSD agisce sia sul sistema nervoso centrale sia su quello periferico. Una volta assorbita, la sostanza entra in circolo nel flusso sanguigno, raggiungendo quindi il cervello. Superata la barriera ematoencefalica incomincia l’interazione con i recettori. La sostanza agisce su un ampio numero di recettori per i neurotrasmettitori, in particolare sui recettori post sinaptici per la serotonina, per la dopamina, per il glutammato e gli adrenorecettori. La maggior parte degli psichedelici serotoninergici deve la sua azione essenzialmente alla sola attivazione del recettore 5-HT2A della serotonina (o probabilmente dei suoi eteromeri): l’azione del LSD sugli altri recettori, in particolare i D2 della dopamina, lo rendono sotto questo punto di vista uno psichedelico atipico e ciò rende conto dei suoi caratteristici effetti psicoattivi. La maggior parte di questi recettori viene attivata in maniera non significativa, tuttavia si ipotizzano le seguenti funzioni a loro carico:

  • azione “antagonista” dell’LSD verso la serotonina;
  • azione “agonista” dell’LSD sui recettori per la serotonina (da cui deriverebbe una eccessiva stimolazione dei neuroni a trasmissione serotoninica localizzati nel rafe);
  • azione “agonista” dell’LSD sui recettori per la triptamina e per la dopamina localizzati nello striato.

Gli effetti di questo acido variano enormemente sia sulla base della dose che in dipendenza dall’intorno.

Cosa vediamo e cosa proviamo sotto effetto di LSD?

Dal punto di vista clinico LSD può indurre: perdita di consapevolezza e lucidità psicofisiche, contrazioni uterine, aumento della temperatura del corpo, elevati livelli di zucchero nel sangue, secchezza della bocca, accapponamento della pelle, diverse sensazioni della temperatura corporea (caldo e freddo), aumento del ritmo cardiaco, contrazione della mandibola, forte sudorazione, dilatazione delle pupille, produzione di muco, alterazioni del sonno. Crampi e tensione dei muscoli sono abbastanza frequenti, ma piuttosto che essere effetti diretti dell’LSD nel sistema circolatorio del sangue, questi sono il risultato delle posizioni assunte dai consumatori che sperimentano oscillazioni nella loro consapevolezza durante il passare del tempo e degli effetti fisici. Per il suo bassissimo livello di tossicità e per l’assenza di dipendenza fisica nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata dalla rivista medica Lancet, l’LSD occupa il diciottesimo posto.

Gli effetti a livello psicologico variano molto in base alla dose, alla sensibilità individuale e al setting (luogo e stato psicologico al momento della somministrazione). Consistono principalmente in alterazione della coscienza, euforia, perdita di consapevolezza e lucidità, riduzione dei riflessi psicofisici, alterazioni nella memoria a breve e lungo termine, sensazione di intensa beatitudine, emozioni amplificate (tuttavia non alterate), aumento dell’apprezzamento musicale; a dose media provoca allucinazioni geometriche e frattali, amplificazioni sensoriali, distorsione della consapevolezza del tempo, dello spazio e del (Leary parlava di ego loss, perdita dell’io) ma contemporaneo senso di unione con l’ambiente circostante, percezione intensificata di suoni, colori, odori e sapori; in alcuni casi è riportata sinestesia. Queste sensazioni possono, in alcuni casi, causare ansia a causa del loro fortissimo impatto emotivo e rivelatorio. Consumatori ed esperti concordano sul fatto che, essendo l’LSD un amplificatore delle percezioni interiori ed esteriori, il setting è decisivo nella definizione degli effetti: sensazioni e contesti piacevoli saranno amplificati così come sarà amplificato il peso di eventuali sensazioni e contesti spiacevoli.

I dinosauri si facevano di LSD

Il ritrovamento di un fossile rivela che nel Cretaceo i dinosauri probabilmente pasteggiavano con un fungo allucinogeno lontano parente di quello da cui è ricavato l’acido lisergico (meglio noto come LSD). Il fungo cresceva in zone umide e fredde e, oltre alle allucinazioni, era in grado di provocare avvelenamenti e altri terribili sintomi come vomito, convulsioni, bruciore della pelle.

Il parente stretto del fungo trovato sull’erba preistorica, l’ergot, ha un sapore amaro e l’erba contaminata dal fungo ha un effetto repellente su tutti gli erbivori. L’ergot ha attraversato la storia: è l’ingrediente “deviante” che modifica la segale cornuta e nel medioevo generava la febbre del pellegrino (altrimenti detta “Fuoco di Sant’Antonio”); è stato la causa dell’isteria di massa che a fine Settecento invase la città americana di Salem, portando ai processi per stregoneria: uno studio ha poi rivelato le “visioni” di cui soffrivano i cittadini fossero in realtà provocate anche qui dal pane di segale infettato dall’ergot. Poi, nel 1938, presso i laboratori di Basilea della Sandoz, Albert Hofmann sintetizzò l’LSD (Dietilamide-25) come coadiuvante per la psicanalisi, a partire dall’acido lisergico contenuto nell’ergot. Impiegato dal secondo dopoguerra dalla Cia per esperimenti sul condizionamento mentale e negli interrogatori, la potente sostanza diventò un simbolo del periodo hippy degli anni ’60.

Non c’è dubbio che i sauropodi si nutrissero di cibi contenenti queste sostanze», spiega il paleoentomologo George Poinar commentando la sua ricerca che non è stata pubblicata su alcuna rivista scientifica e dunque manca (ancora) del giudizio di altri esperti. Inoltre non è chiaro che tipo di effetto potessero avere questi funghi sui dinosauri.
La scoperta rimane comunque importante perché nel Cretaceo le erbe stavano iniziando ad evolversi, fino ad arrivare a costituire, oggi, il 20% della vegetazione del pianeta e ci forniscono un’immagine più chiara dell’ambiente del tempo.

Cosa sappiamo di certo?

È difficile definire gli effetti dell’LSD su mente e ego quando se ne sa così poco e quando se n’è speculato così tanto. Si tratta di un punto d’incontro mistico tra la caduta dell’angelo e l’ascesa della scimmia o è solo un intreccio chimico generato nel nostro cervello?

Se la domanda che ci poniamo è “LSD e sostanze psichedeliche sono una questione di pubblico dominio?“, allora la risposta è un sonoro “Sì!”. Non ci stiamo riferendo solo alla trasformazione personale e globale, ma anche in un contesto clinico per trattare disturbi cerebrali. L’LSD e le sostanze psichedeliche fanno parte della nostra evoluzione umana e si dovrebbero riconsiderare come potenziali alleati e non come droghe da proibire, se vogliamo andare avanti come specie unificate.

Cogliamo l’occasione per concludere con una citazione del padre dell’LSD, il Dott. Albert Hofmann: “Dai miei esperimenti con l’LSD, compresa la mia terrificante prima volta, ho avuto modo di conoscere non solo una, ma infinite realtà. A seconda delle condizioni in cui si trovano i nostri recettori sensoriali e psichici, abbiamo la possibilità di percepire realtà diverse. Mi sono reso conto che la profondità e la ricchezza dell’universo interno ed esterno sono incommensurabili ed inesauribili, ma abbiamo l’obbligo di tornare indietro da questi strani mondi per vivere nella nostra patria e realtà percepita dai nostri sensi sani e sobri. È come un astronauta che rientra da un volo spaziale ed è destinato a riadattarsi a questo pianeta”.

 

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