Il Superuovo

La Costituzione spiegata da Calamandrei: il lockdown ci ha davvero privato dei nostri diritti costituzionali?

La Costituzione spiegata da Calamandrei: il lockdown ci ha davvero privato dei nostri diritti costituzionali?

Però la libertà è come l’aria, ci si accorge che c’è quando viene a mancare! (Piero Calamandrei)

Piero Calamandrei,1955 (Google)

Oggi sembra scontato parlare di diritti e libertà ma non nel 2020, l’anno della pandemia globale: mentre i numeri del contagio da Coronavirus salivano, le luci delle città si spegnevano e i cittadini del mondo si barricavano nelle loro case, quella battuta d’arresto contagiava anche i nostri diritti.

Aria di libertà

Alla vigilia del 3 giugno, giorno della riapertura dei confini regionali e nazionali, guardarsi indietro è necessario: scorrono le immagini di una Piazza San Pietro vuota, di una New York spenta, di camion militari trasportanti corpi diventati solo cifre in più. Abbiamo dovuto affrontare delle piccole e grandi rinunce, una fra tutte la libertà. Era il 1955 quando Piero Calamandrei politico, avvocato e accademico italiano, in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana agli studenti dell’università Cattolica cercava di spiegare quale fosse il vero valore della Carta Costituzionale italiana, utilizzando non parole forbite o auliche, ma semplici e incisive che sembrano ricalcare i contorni di ciò che abbiamo vissuto. Parlava ai giovani di libertà come aria, augurando loro di non sentire mai quel senso di asfissia e quel senso di angoscia che si prova quando essa viene a mancare. Non poteva saperlo. Non poteva immaginare che la prigionia e la paura sarebbero stati per noi qualcosa di familiare a causa di un nemico diverso, un dittatore silenzioso e senza volto ma assolutamente democratico, disposto a colpire tutti e per questo più spietato che mai.

New York deserta durante il lockdown (Google)

SOS Costituzione

I principi Costituzionali sono profondamente intrecciati nelle maglie delle nostre vite poiché senza nemmeno accorgercene quotidianamente rendiamo concreti ed effettivi i diritti per cui, un tempo, si animavano le piazze. E’ la carta della propria libertà -dice Calamandrei- ma è anche polemica, di solito, contro il passato. La Costituzione per come è scritta raccoglie infatti l’eredità di un passato pesante come quello del ventennio fascista e si configura come frutto di sacrificio e di sangue versato, di parole di pace e di guerra, di resistenza e mobilitazione, di disuguaglianze battute dal più forte spirito di fratellanza, come frutto dei sogni e delle speranze di chi ci ha preceduto, il risultato di storie di donne e uomini che non hanno rinunciato alla loro libertà.

Ricordo [..] queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità,[..] questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese

Un quadro, quello che ci rappresenta Calamandrei, molto simile a quello a cui abbiamo assistito il 4 o ancora il 18 maggio, quando con una sensazione sorella a quella descritta, abbiamo ripopolato le strade, riappropiandoci di noi stessi e di uno scorcio di socialità. Proprio per la sua genesi, seppur in vigore dal 1948, la Carta oggi ci sembra più che mai attuale, capace di tenderci la mano nel momento del bisogno e proteggerci anche quando un evento inaspettato come il Covid-19 arriva a sconvolgere le nostre vite. In un’emergenza come quella di cui siamo stati spettatori è stato necessario però un bilanciamento ponderato e ragionato degli interessi e dei diritti venuti in gioco, dando prevalenza ad alcuni e sacrificandone necessariamente altri.

Tutti i diritti sospesi

In concreto, a cosa abbiamo rinunciato durante la nostra quotidianità? L’art 16 della Costituzione è quello che ci permette di viaggiare, uscire con gli amici e circolare senza nessuna autocertificazione e senza alcuna limitazione di tipo politico. La norma riconosce innanzitutto una libertà che seppur fondamentale, dal precedente Statuto Albertino era ignorata e prende le distanze dal confino fascista, condanna inflitta alle personalità scomode del regime: gli oppositori. L’eccezione è stata possibile poiché la Costituzione apre le vie verso l’avvenire: gioca d’anticipo con quella che in gergo giuridico si chiama riserva di legge ammettendo la possibiltà di deroga solo per motivi di sicurezza e sanità, in cui rientra a pieno l’emergenza causata da COVID-19. L’idea dei padri costituenti permettendo la libera circolazione (con gli accordi di Schengen del 1985 estesa agli stati firmatari e ai successivi aderenti)era  fare in modo che nessuno spazio del nostro territorio fosse estraneo, e nessuno di noi straniero, rivoluzionando l’idea di confine, almeno fino all’avvento del malvagio virus. L’art. 17 enuncia invece la libertà di riunione pacifica e senza armi grazie alla quale celebriamo ricorrenze, formiamo cortei e manifestazioni. In quanto madre di tutte le libertà collettive presuppone l’esistenza di una pluralità di soggetti e, dunque, assembramenti, terreno fertile per il contagio e assolutamente non consentiti a lungo durante l’emergenza. L’art 34 assicura a tutti il libero accesso al sistema scolastico, oggi scontato, ma una volta patente per pochi per l’ascesa sociale. Il virus è riuscito a mettere in panchina la socialità ma non di certo la cultura dato l’immediato avvio delle lezioni virtuali. Eppure non tutti la pensano allo stesso modo: molti sostengono che non si può essere certi che tutte le famiglie fossero in grado di assicurare una buona connessione internet o il possesso di uno strumento multimediale e questo, soprattutto nelle prime fasi dell’emergenza, ha rappresentato un vero fattore di disuguaglianza.

In un momento storico così difficile Calamandrei ci ricorda quindi l’essenzialità dei valori Costituzionali a cui non possiamo permetterci di rimanere indifferenti, poichè descrivono quanto abbiamo e quanto (come abbiamo visto) sarebbe sconcertante perdere.

Quindi, voi giovani alla costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto[..]

(Discorso sulla Costituzione, 1955, Piero Calamandrei)

https://www.youtube.com/watch?v=2j9i_0yvt4w

 

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