«un insieme di norme sociali stabilite da ogni società che proibisce
alcune forme di condotta e ne favorisce altre»

(Escandell Vidal 1996)

Il termine “cortesia” nelle scienze del linguaggio designa un fenomeno ben preciso e distinto dal senso comune del termine, in generale essa tratta tutti quei comportamenti mirati al tatto ed a il rispetto per il prossimo.

Galateo, ripasso buone maniere
Galateo, ripasso buone maniere

La cortesia va intesa non solo come una serie di norme, ma anche e soprattutto come un insieme di strategie che determinano la scelta di certe forme linguistiche piuttosto che altre per rendere più scorrevole e godibile una conversazione, facilitando le relazioni sociali.

Il fenomeno opposto è quello della scortesia, che può
essere intenzionale oppure involontaria, essa viene generata dall’ignoranza dei principi/norme della cortesia.

La cortesia comunicativa

La logica della cortesia è “una teoria che cerca di definire le regole relativamente universali e invarianti” che regolano la migliore interazione comunicativa faccia a faccia, sia sul piano linguistico che extra-linguistico.

Gli studi principali riguardante questa teoria sono stati sviluppati principalmente da Robin Lakoff che formulò tre “regole della cortesia”

1)Non ti imporre: «non essere invadente, sii discreto», «non imporre a tutti i costi il tuo punto di vista»

2) Offri delle alternative: Prevede di lasciare la scelta all’interlocutore su come reagire alle parole del parlante. Esso si identifica con espressioni quali: «suppongo che», «chissà»,
«magari» etc.

3) Metti l’interlocutore a suo agio: Movimenti di «avvicinamento relazionale»
Si identifica nell’uso del «tu», del nome proprio o del nomignolo e in espressioni quali («sai», «capito?», «che ne diresti» etc.).

Esse sono regole che vanno utilizzate in base alle circostanze e ai diversi contesti di comunicazione, non necessariamente esse devono venire utilizzate assieme.

Elementi di comunicazione efficace
Elementi di comunicazione efficace

La cortesia si può suddividere in tre parti: la cortesia positiva, negativa e implicita.

-Cortesia positiva
Prevede interventi volti a dimostrare che il parlante apprezza l’interlocutore.
Essa si esplica attraverso diverse strategie:
– prestare attenzione all’interlocutore e ai suoi interessi e bisogni.
– enfatizzare interesse, approvazione e simpatia nei confronti dell’interlocutore
– ricercare l’accordo/evitare il disaccordo;
– scherzare,
– offrire, promettere;
– offrire beni, comprensione e cooperazione.

-Cortesia negativa
È impiegata per compensare gli atti che minacciano la libertà di decisione e azione dell’interlocutore (faccia negativa).
Alcune realizzazioni linguistiche più frequenti:
– frasi indirette
– espressioni che indeboliscono o rendono ambiguo ciò che viene detto
– espressioni che enfatizzano il potere e/o le competenze dell’interlocutore
– porre domande

-Cortesia implicita
Comporta la trasmissione di un messaggio poco chiaro al quale possono essere attribuite diverse interpretazioni e intenzioni comunicative. Il parlante compie un atto di minaccia senza assumersene la responsabilità, lasciando all’interlocutore il compito di decidere come interpretarlo.
Es:
– presupporre
– usare ironia, metafore, domande retoriche
– essere ambigui, vaghi o incompleti.

Jacopo Schintu

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