La tecnologia progredisce sempre di più, eppure, oggi come ieri, c’è sempre qualcuno che non ci risponde al telefono. Recentemente si è coniato il termine “ghosting” per identificare l’atteggiamento di qualcuno che, di punto in bianco, non risponde più alle nostre chiamate o ai nostri messaggi. Ieri, Vittorio Sereni, chiamava questo fenomeno “Comunicazione interrotta”

“La comunicazione elettrica non sarà mai un sostituto del viso di qualcuno”: già nel XIX secolo, Dickens la pensava così. Oggi, duecento anni dopo, la tecnologia è avanzata di molto: all’inizio sentivano solo la voce del nostro interlocutore, oggi ne possiamo vedere anche il viso. Inoltre, rispetto a ieri, è quasi impossibile non essere rintracciati. Eppure, il non riuscire a rintracciare qualcuno con cui vorremmo parlare, genera in noi il medesimo sentimento di ieri. Analizziamo questo fenomeno chiedendo aiuto a Vittorio Sereni.
Il ghosting
“Ho conosciuto questo ragazzo su Instagram”. “Ci siamo conosciuti via web, in una chat”. Oggi, sicuramente rispetto a tre anni fa, è più difficile fare nuove amicizie. Complice sicuramente la situazione di emergenza causata dalla pandemia, per conoscere altre persone, spesso ci si rivolge al web. Instagram, chat e applicazioni come Houseparty permettono ai giovani di incontrare virtualmente altri ragazzi, bypassando il canale della fisicità. Se però una volta, forse vedendosi di persona, ignorarsi era più difficile, oggi questi mezzi tecnologici lo hanno reso decisamente più semplice al punto che è stato necessario coniare un nuovo termine: ghosting. Questo termine identifica il fenomeno per cui, senza una motivazione apparente, qualcuno smette di risponderci, diventando un fantasma. Questo fenomeno però, non è così recente…
La comunicazione di ieri
Parlando con i genitori di teenager o con i loro nonni, emerge spesso un’osservazione nostalgica dei tempi che furono e che ci ricorda come, fino a vent’anni fa, del telefono cellulare se ne facesse a meno. I nonni ricordano infatti che, per contattare la ragazza o il ragazzo con cui si aveva una relazione, era necessario chiamare sul telefono di casa e, con altrettanta nostalgia, ricordano come rispondesse quasi sempre il padre o la madre dell’interessato. A quel punto, con coraggio, era necessario identificarsi: “Buongiorno signor ***, sono ***… vorrei parlare con ***”. A quel punto tutti sapevano chi aveva chiamato e chi stava cercando. E inoltre, per non farci mancare niente… di solito i genitori ascoltavano la conversazione. Oggi, sicuramente ci scappa un sorriso di fronte a questi racconti ma è indubbio osservare che la comunicazione era condizionata da determinati fattori: si poteva chiamare solo da casa a casa, la comunicazione era intercettata dai genitori che ne erano al corrente e tutto era strettamente monitorato. Eppure, anche ieri… a volte la comunicazione si interrompeva.
Vittorio Sereni
Vittorio Sereni è un poeta e uno scrittore italiano che ha passato gran parte della sua vita a Milano. Egli nasce nel 1913 a Luino, vicino al Lago Maggiore, si trasferisce a Brescia e poi a Milano. Vive il periodo della seconda guerra mondiale ed è un personaggio importante del panorama letterario del dopoguerra. “Comunicazione interrotta” è un brano della raccolta “Gli strumenti umani” che esce per la prima volta nel 1965 come terza raccolta del poeta. La raccolta è poi suddivisa in momenti, cioè periodi in cui i vari componimenti sono stati composti. “Comunicazione interrotta” è la seconda poesia del Primo momento che raccoglie le composizioni degli anni 1945-1950.

Comunicazione interrotta
Il telefono
tace da giorni e giorni.
Ma l’altro nel quartiere più lontano
ha chiamato a perdifiato, a vuoto
per intere settimane.
In questa prima parte si descrive la situazione in cui verte il poeta; egli, come tante volte anche noi facciamo, aspetta che il telefono squilli. In chiaro antagonismo rispetto al telefono del protagonista, ve n’è però un altro, nel quartiere più lontano. Questo ha chiamato a perdifiato […] per intere settimane, senza che nessuno rispondesse. Ecco qui che osserviamo in un certo senso un fenomeno assimilabile al ghosting: il telefono squilla, ma nessuno risponde.
Presa consapevolezza di questo, il poeta però decide di reagire:
Lascialo dunque per sempre tacere
ridicola conchiglia appesa al muro
e altrove scafi sussultino fuggiaschi,
sovrani rompano esuli il flutto amaro:
che via si tolgano almeno loro.
Così, attraverso una metafora, il telefono è definito ridicola conchiglia appesa al muro e in un attimo l’ambiente in cui il lettore è trasportato è completamente diverso: scafi sussultino fuggiaschi, / sovrani rompano esuli il flutto amaro / che via si tolgano almeno loro. Il mare diventa inevitabilmente lo scenario della vita in cui i protagonisti sono gli scafi che, cercando di navigare, si stagliano contro i flutti. E, con l’espressione emblematica che via si tolgano almeno loro, si chiude questo componimento.