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La comunicazione in politica è importante? Lo dimostra il film “Le Idi di Marzo”

Di fronte alla continua evoluzione del contesto sociale umano, la politica ha riscoperto il potere della parola nel  relazionarsi con la base elettorale.

A partire dagli Stati Uniti, la comunicazione politica ha raggiunto un’estensione geografica importante, arrivando a strutturare una modalità di “fare politica” non solo incentrata sul contenuto dei messaggi, ma anche e soprattutto sulle forme utilizzate per trasmetterli e convincere l’opinione pubblica.

Cosa si intende per comunicazione politica?

Dal punto di vista teorico, con comunicazione politica si intende “Lo scambio e il confronto dei contenuti di interesse pubblico-politico prodotti dal sistema politico, dal sistema dei media e dal cittadino-elettore, al fine di conquistare, esercitare o condizionare il potere”.  Si tratta quindi di un sistema complesso, all’interno del quale si muovono ed interagiscono tre entità fondamentali, ovvero la politica, il sistema mediatico ed i cittadini, che in quanto tali esercitano il diritto di voto che si vedono attribuiti. In questo schema, non vige più un rapporto di tipo verticale in cui la comunicazione viene subordinata alla politica ed ai suoi metodi di funzionamento, in quanto l’attenzione si è traslata dalla considerazione critica del contenuto dei messaggi presentati dai soggetti politici al modo in cui essi vengono indirizzati ai cittadini.  Per questo motivo si parla di potere della retorica, inteso come  capacità dei leader politici di comunicare in modo efficace ciò che intendono far pervenire ai loro interlocutori, trasmettendo loro un senso di vicinanza, comprensione e capacità di agire. Non meno importante è il potere della parola, in quanto fin dai primordi della gestione delle collettività politiche, ci si è resi conto che riuscire a persuadere i soggetti della bontà di questa o quella scelta politica era fondamentale per produrre i risultati che i soggetti che si contendevano il potere politico volevano mettere in atto.  Quanto appena detto traspare chiaramente nel film, che racconta i retroscena e i meccanismi sottostanti alla competizione alle elezioni primarie negli Stati Uniti. Nella pellicola infatti, viene estremamente valorizzato il ruolo della comunicazione, curato dall’addetto stampa Stephen Meyers, che suggerisce al candidato Mike Morris di interlocuire con il pubblico facendo breccia su temi che i cittadini sentono particolarmente vicini. L’utilizzo di simboli è infatti molto frequente, in quanto permettono di stabilire un legame diretto con gli ascoltatori, suscitando sentimenti di vicinanza e fiducia nei confronti del leader.

Non sono cristiano, non sono ateo, non sono ebreo, nemmeno musulmano. La mia religione, ciò in cui mi riconosco, è la sola Costituzione degli Stati Uniti d’America.

L’era della mediatizzazione della politica

E’ una posizione largamente condivisa quella per la quale i mass media ricoprono un ruolo imprescindibile nell’arena politica odierna, e su di essa si poggia la prospettiva di mediatizzazione della politica, per la quale l’azione politica pubblica si snoda su uno spazio mediale. Al tempo d’oggi infatti, la politica non può fare a meno dei media e viceversa, dove da un lato si cerca di avere la maggior copertura possibile a livello televisivo e di stampa, dall’altro si vuole raggiungere un pubblico di lettori e telespettatori elevato in modo da poter ampliare la propria audience ed i corrispettivi vantaggi in termini economici-finanziari.  L’avvento della televisione ha rivoluzionato le dinamiche della comunicazione politica, facendo comprendere l’importanza di poter arrivare ovunque, e per invogliare i cittadini ad informarsi di politica, tale strumento è stato utilizzato per “ammorbidire” i messaggi, rendendoli spesso più partecipativi tramite il meccanismo di info-tainment (che unisce information, ovvero informazione, e entertainment, ovvero intrattenimento), generando spazi televisivi in cui si spettacolarizza la politica, in modo da renderla più attraente anche a chi non è interessato a cimentarsi in programmi tradizionalmente dedicati a tali temi. In varie scene de Le Idi di Marzo vengono mostrati interventi in televisione, o comunque comizi mandati in onda in tempo reale, in modo da poter coinvolgere un numero particolarmente ampio di cittadini e riuscire a mantenere una connessione immediata con essi, rapida nei tempi ma psicologicamente attraente.

I flussi comunicativi che legano il sistema politico e gli elettori

Sempre tenendo conto del ruolo centrale dei sistemi mediatici, i cittadini-elettori ed i politici possono stabilire dei contatti in molti modi diversi. Da questo punto di vista, generalmente i leader politici prediligono forme d’interazione che permettano loro di persuadere l’opinione pubblica della bontà delle loro proposte, esprimendosi in modo da stimolarla ad avvicinarsi alle proprie posizioni. È altresì fondamentale per il politico riuscire a presentare una buona immagine di sè, mostrando ai cittadini di non appartenere ad un mondo completamente estraneo e lontano alle esigenze della base elettorale, e per fare ciò molto spesso si ricorre anche a toni sentimentali che evocano realtà della propria esperienza privata.  Nel film ad esempio, il Governatore Morris (candidato alle primarie per il Partito Democratico  interpretato da George Clooney) appare pubblicamente dopo la morte di Molly Stearns, una stagista della sua campagna e figlia del presidente del Democratic National Commitee Jack Stearns, esprimendosi al riguardo con un forte tono emotivo (che generalmente suscita ammirazione e condivisione da parte dell’elettorato).

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