Luca Barsottelli è un attore, regista e insegnante di teatro presso la Bottega del teatro, situata nella zona della Versilia.

Luca Barsottelli, assieme a Mirtilla Pedrini e Serena Guardone, è insegnante di teatro presso la Bottega del teatro, scuola che ha avuto diverse segnalazioni presso numerose rassegne della nostra penisola. Inoltre, ha realizzato “Filippo Vostro”, spettacolo di notevole successo.
1. La sua casa: la Bottega del teatro
Assieme a Mirtilla Pedrini e Serena Guardone, Luca Barsottelli gestisce la Bottega del teatro, una scuola che ha diverse sedi: Viareggio, Forte dei Marmi e Camaiore. Questa, come numerose scuole di teatro, è suddivisa a gruppi a seconda delle fasce di età: vi è il gruppo dei bambini più piccoli, solitamente dai cinque ai dieci anni, il gruppo definito “medio”, dove gli allievi hanno dagli undici ai sedici anni, e il gruppo “superiore”, laddove i ragazzi hanno tra sedici anni e i venticinque, infine il gruppo “adulti”, il quale accoglie le persone over venticinque (in alcuni casi sono presenti anche persone che hanno meno di venticinque anni). Le lezioni sono suddivisibili in tre macrofasi:
- Da ottobre a Gennaio gli attori si eserciteranno sulle loro qualità per mezzo di esercizi ed improvvisazioni.
- A Gennaio gli insegnanti consegnano il copione, che può essere scritto ex novo come può prendere spunto da classici (Shakespeare solitamente o altrimenti attingono da altri medium come romanzi e film). Da questo momento gli studenti fanno le prove.
- A fine maggio o agli inizi di Giugno portano in scena il prodotto finale.
Se si osservano le messinscene proposte da Luca Barsottelli e colleghi, si possono notare numerosi elementi che ricorrono come la posizione di cento (la posizione in cui tutti sono sul palco in posizione neutra, immobili), coreografie con pochi movimenti, difficilmente acrobatici, ma molto significativi e che vogliono, al termine, creare delle varie e proprie immagini e tendenza a tragicità (anche se hanno portato in scena numerose commedie che hanno avuto un discreto successo). Gli attori, come nella compagnia del duca di Meiningen, non sono suddivisi in base a una scala gerarchica, quello che nell’opera precedente aveva fatto il protagonista nella rappresentazione successiva si può ritrovare a fare una parte minore; tuttavia, è importante sottolineare che ogni personaggio ha un numero di battute considerevole ed è rilevante per lo scorrere della trama.

2. Un mondo dalle parole: Filippo vostro
Chi ha studiato il simbolismo e in particolare modo la sua concezione di teatro sa che questo movimento riteneva che la parola avesse una potente capacità di evocare immagini, situazioni, suoni: uno spettacolo mentale. Alcuni simbolisti, come Mallarmé, arrivarono persino ad annunciare che il teatro poteva realizzarsi tramite solo la lettura. La messinscena di Filippo Vostro non può essere solo letta, ma sicuramente tramite la voce di Luca Barsottelli si riesce ad entrare in una dimensione emotiva ed empirica che non abbiamo mai provato. Questo spettacolo, definito “spettacolo di narrazione”, comprende solo ed unicamente la sua figura che, da seduto, recita tutti i quattro personaggi presenti nella storia, fornendo loro un tono, un carattere, dei movimenti e delle opinioni. La trama tratta di Filippo Pardini, un giovane toscano che, come tanti altri durante la seconda guerra mondiale, deve partire per il fronte come alpino, precisamente in Russia. La storia ricostruisce, tramite le lettere mandate ai familiari, risposte della sorella, madre e padre comprese, il viaggio con i timori, i pensieri, le perplessità e talvolta i momenti di gioia del ragazzo. Per chi disprezzasse gli spoiler, non continui a leggere. Filippo vostro, purtroppo, non è una storia a lieto fine; difatti, anche tramite lettere inventate per l’occasione da Luca Barsottelli, dato che per via dei combattimenti Filippo non ebbe modo di scrivere ai propri familiari, si comprende che il protagonista morì durante la ritirata. La peculiarità dello spettacolo, oltre alla capacità del performer di dare voce a tutti e quattro i componenti della famiglia, risiede nell’uso della spazialità; nonostante il poco spazio della sedia, tramite i suoi movimenti Luca riesce a far comprendere al pubblico quale personaggio stia parlando e quali siano le sue movenze tipiche, mostrando ai fruitori lati del carattere che la voce da solo non riuscirebbe a trasmettere (specifico che i movimenti di cui tratto risalgono alla mia visione dello spettacolo il 24 ottobre del 2021, alla Fioreria delle storie).

3. Luca e la sua Bottega in gita al Piccolo
Difficilmente non si conosce il Piccolo Teatro di Milano, fondato da Paolo Grassi, Nina Vinchi e Giorgio Strehler, una delle figure più importanti del panorama teatrale novecentesco, nel 1947. Questo nacque dall’esigenze del dopoguerra di ricostruire l’Italia non solo dal punto di vista infrastrutturale, bensì anche culturale; difatti, è definito il primo teatro pubblico e stabile del nostro paese. Questo monumento teatrale in un settembre del 2017 incrociò Luca Barsottelli e la sua scuola di teatro, la Bottega del teatro, la quale portò in scena “Onda Pazza”. La rappresentazione tratta di Giuseppe Impastato, uomo imparentato con la mafia che ebbe il coraggio e la determinazione di denunciarla, a prezzo, sfortunatamente, della vita. All’interno di tale toccante messinscena troviamo musica, canto, coreografie e recitazione; nonostante vi siano molte arti coinvolte, queste vivono in equilibrio e lo spettacolo risulta piacevole. Contemporaneamente, riesce a insegnare pienamente i valori e la storia di Giuseppe Impastato, colui che si oppose alla famiglia per amore della giustizia.
