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La colonizzazione di The 100 è come quella greca? Capiamo il perchè

La colonizzazione di The 100 è come quella greca? Capiamo il perchè

The 100 è una serie fantascientifica che mostra il ritorno degli uomini sulla terra dopo un lungo esilio nello spazio.

Un’immagine promozionale della serie (Fonte: Isa e Chia)

La colonizzazione greca del IX secolo a.C. ha molto a che spartire con la storia raccontata dalla serie tv disponibile su Netflix. I motivi della spedizione sono molto simili, così come le sue varie fasi e le difficoltà incontrate dal gruppo di coloni.

Che cosa accade in The 100?

Dopo una guerra nucleare che ha reso la terra inabitabile, tutta la popolazione sopravvissuta si è rifugiata in diverse stazioni spaziali, poi riunitesi in un’unica struttura, l’Arca. Per garantire la sopravvivenza del genere umano le regole a bordo sono ferree e quasi ogni crimine comporta la pena capitale. Questo però non vale per i criminali sotto i 18 anni, rinchiusi in speciali celle in isolamento, in totale di cento. Dal momento che l’Arca, a causa dell’aumento di popolazione e dell’usura dei sistemi di riciclo dell’ossigeno, si avvicina ogni giorno di più al proprio declino, il consiglio dirigente della stazione decide di inviare questi cento criminali sulla Terra, per scoprire se il pianeta sia diventato abitabile dopo 97 anni e per diminuire il numero di persone che consuma ossigeno. Dopo un rocambolesco atterraggio e aver scoperto che le radiazioni nucleari non erano più un pericolo, i giovani devono fare i conti con diversi problemi, come la leadership del nuovo gruppo, la ricerca di cibo e risorse e da ultimo la convivenza con gli indigeni, esseri umani sopravvissuti alla catastrofe nucleare.

 

Una mappa delle colonizzazioni greche (Fonte: studia rapido)

 

Cos’è la colonizzazione greca?

A partire dal IX secolo a.C. nelle poleis greche l’accrescimento della popolazione e la diminuzione del numero di terre per ogni cittadino causarono gravi problemi sociali. Lo strumento usato dai governi aristocratici fu quello di fondare colonie lontane dalla patria dove far andare a vivere i bisognosi sotto la guida di un ecista. In questo modo erano alleviate le tensioni sociali tra i cittadini proprietari terrieri e i nullatenenti. In un primo momento le rotte coloniali si diressero verso l’Asia Minore, per poi spingersi a Occidente fino alla Sicilia e alla Magna Grecia. Dopo aver ottenuto il via libera divino, attraverso oracoli e responsi, la città affidava a un ecista il compito di guidare i coloni, trovare un sito favorevole con terra fertile e acqua potabile e fondare la nuova città. Queste colonie non avevano legami con la città fondatrice, se non nel dialetto e nei comuni culti religiosi. Per questo le colonie greche sono assai diverse da quelle dei grandi imperi coloniali moderni. Ogni fondazione rimane autonoma e non è assolutamente un possedimento della madrepatria creato per essere sfruttato.

In che modo le due vicende sono simili?

Innanzitutto, è chiaro come in entrambi i casi il viaggio e l’avventura che ne deriva provengo da una necessità di “fare spazio”. Sull’Arca la criticità era rappresentata dall’ossigeno in esaurimento, nelle poleis greche dalla scarsità di terre. Inoltre, sia in The 100, sia nella storia greca, vengono inviati nell’impresa coloniale elementi non indispensabili alla comunità, anzi di troppo: criminali in un caso, indigenti dall’altro. Questo mostra un aspetto meno noto e su cui meno si riflette della storia greca: di fatto i coloni, erano quasi spediti via, senza che la patria li aiutasse poi molto, a conferma appunto di come l’obiettivo principale fosse quello di salvaguardare la vita e l’armonia della città-stato da cui provenivano, anche a costo di sacrificare qualche centinaio di vite. Una volta giunti sul luogo i coloni spesso dovevano fare i conti con gli indigeni, mai troppo contenti delle loro fondazioni, proprio come i 100, che poco dopo l’atterraggio entrano in guerra con quello che rimane della civiltà terrestre. Nonostante le premesse difficili, in entrambe le situazioni i gruppi mandati allo sbaraglio, riescono (quasi sempre nel caso delle colonie greche) a trovare il loro spazio e a crearsi una nuova vita, per molti aspetti migliore di quella precedente.

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