Il Superuovo

Imporre un vaccino non è cosa semplice: ecco perché gli Stati optano per la volontarietà

Imporre un vaccino non è cosa semplice: ecco perché gli Stati optano per la volontarietà

Perché il vaccino contro il corona virus non sarà obbligatorio.

27/12/2020 Cremona, Ospedale Maggiore, prima vaccinazione simbolica anti-covid 19; nella foto la dottoressa Antonella Laiolo mentre vaccina

L’Italia non vedeva un’alba così bella da tempo. Il sole sta per sorgere, o almeno si spera. Dopo una  lunghissima notte, come l’ha definita il Presidente del Consiglio, gli italiani, salutando un passato spaventoso, guardano in una sola direzione: il futuro. Tutto ciò è possibile perché in questa guerra contro il nemico invisibile, l’uomo ha prima del previsto sfoderato un’arma segreta. E se dal giorno dell’autorizzazione dell’EMA al primo vaccino contro il Covid19 quasi tutti hanno tirato un sospiro di sollievo, rimane comunque chi difronte alla notizia storce un po’ il naso. La vaccinazione procederà lenta e interesserà progressivamente varie categorie, ma non sarà obbligatoria. Ma come si può vincere una battaglia se non tutti sono armati?

Potrebbe essere imposto in Italia?

Il dibattito tra gli scienziati del vaccino e i novax è ormai al centro delle discussioni. Chi sostiene che i vaccini siano un male però, non può assolutamente comunque sottrarsi ad alcuni di essi, che in Italia sono obbligatori. Per essere più specifici in realtà l’obbligo vaccinale grava, ad oggi, solo sui bambini: i minori tra i 0-16 anni devono infatti necessariamente ricevere, secondo il calendario vaccinale nazionale, 10 diverse somministrazioni, che riguarda la protezione di malattie un tempo davvero preoccupanti. Tra questi, sei sono obbligatori in via permanente come quello per l’epatite e la pertosse, altri quattro invece lo sono solo temporaneamente, poiché per questi ultimi l’obbligo potrà essere ritirato dopo una valutazione dei dati raccolti da parte di una Commissione ad hoc del ministero della salute. La pena per chi si sottrae all’obbligo è il rifiuto dell’iscrizione a scuole dell’Infanzia e asili nido e ingenti sanzioni pecuniarie. Per gli adulti invece nessun obbligo, solo diverse raccomandazioni. Ma davanti ad una situazione emergenziale come quella data dalla crisi pandemica non sarebbe opportuno imporre almeno il vaccino contro il Corona Virus? In Italia sarebbe una scelta difficile che comporterebbe un grosso impegno e assunzione di responsabilità, ma non di certo impossibile.

Le grandi  lotte

Anche se negli ultimi mesi ci è sembrato di vivere in un mondo astruso e parallelo, non era la prima volta che l’Europa si trovava ad affrontare un problema simile. Certo, nessuno di noi può ricordarselo, ma sono tante le volte in cui è stato un vaccino a sconfiggere le malattie: poliomielite, meningite e in primis il vaiolo. È fu proprio contro quest’ultimo virus che il vaccino fu imposto per molti anni in Italia: l’obbligo venne ritirato solo dopo una lunga campagna vaccinale che finì solo nel 1977. Sono passati quarant’anni da quando l’OMS ha dichiarato sconfitto quella malattia che aveva torturato il mondo per moltissimo tempo e oggi si ritrova a fronteggiarne un’altra. Sono tante le volte in cui personaggi di spicco si sono esposti per convincere i più scettici a vaccinarsi, dando il buon esempio e rassicurando sugli effetti. Elvis Presley nel 1956 scelse di aiutare la campagna vaccinale esponendosi in prima persona: si vaccinò in diretta. L’idea ebbe successo evidentemente perchè in 10 anni i contagi crollarono da 98000 a 910. Quale nome bisognerà invocare oggi nell’olimpo dei famosi per convincere gli italiani senza imporre l’obbligo?

Perchè no?

Come detto in Italia la materia dell’imposizione , dell’obbligatorietà, va affrontata con i piedi di piombo. Molta attenzione va posta infatti all’art.32 della Costituzione che stabilisce che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Questo ha delle grosse implicazioni: significa infatti che sì, il vaccino potrebbe essere imposto alla popolazione, ma per farlo sarebbe necessaria una legge specifica approvata dal Parlamento. Solo così il vaccino diventerebbe un trattamento obbligatorio per gli italiani, ma ciò comporterebbe anche una limitazione della libertà di scelta degli italiani. Questo non è impossibile, ma deve essere giustificato dalla necessità di salvaguardia di un bene primario e fondamentale: la salute. Dunque è chiaro che soprattutto per le categorie a rischio, e per ”il loro bene”, l’obbligatorietà potrebbe essere possibile. Ma allora perché l’Italia in conformità a tutta l’Europa ha scelto la via opposta nonostante tutti i presupposti? Il Ministro della Salute ha detto di fidarsi degli italiani e della loro capacità di comprensione dell’emergenza e che le valutazioni e gli eventuali cambiamenti saranno da considerarsi in itinere. Il problema consiste però nel fatto che molti sono coloro che denunciano la loro diffidenza nei confronti di un vaccino scoperto troppo rapidamente e i cui effetti a lungo termine non sono stati verificati. Renderlo obbligatorio sarebbe per lo Stato Italiano una grande assunzione di responsabilità che in futuro, in caso di problemi dovuti agli effetti collaterali potrebbe costare molto cara in termini di risarcimento danni. Non è vero che obbligare i cittadini a vaccinarsi sarebbe una scelta incostituzionale, ma comporterebbe uno sforzo di responsabilità a cui la politica non sembra essere pronta. Ma dunque anche il Governo non si fida?

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