La casualità di un singolo evento può cambiare il nostro divenire: Zizek e Nietzsche analizzano Mr. Nobody

Noi siamo ora. Non più quelli di un attimo prima, e non ancora quelli che saremo tra un attimo dopo. Quante volte abbiamo letto questo concetto, ma siamo mai riusciti ad intenderlo veramente? E che cosa centra Nemo Nobody, il protagonista del film Mr. Nobody?

 

 

Immagine del film Mr. Nobody

 

 

Il mondo si basa sul caso. Viviamo in un universo basato sull’entropia, sul caos deterministico, cioè ad ogni azione corrisponde una reazione, il famoso “causa-effetto”. Ognuno di noi è a conoscenza di ciò, eppure, tendiamo a dimenticarcene. Siamo persi dalla nostra vita di tutti i giorni, dai suoi problemi, dalle sue emozioni. L’universo è basato sullo spazio-tempo, due facce della stessa medaglia, e noi che ci troviamo al suo interno né siamo influenzati a nostra volta. Gli eventi causali che si creano di continuo, dal micro al macro, si diffondo in un certo lasso di tempo, attraverso lo spazio-tempo creando degli effetti (esponenziali) il famoso effetto farfalla. L’universo è basato su ciò, e noi ci troviamo all’interno di esso. Quanto influisce la causalità sul nostro divenire e quanto influenza sul nostro futuro? Il film Mr. Nobody è una buona base di partenza per cercare di farci un senso.

L’immagine dell’evento in Mr. Nobody

Chi è Nemo Nobody? L’uomo che è tutti gli uomini ma allo stesso tempo nessuno

Mr. Nobody è un film del 2009 diretto dal registra belga Jaco Van Dormael. Il film racconta la storia di Nemo Nobody. Ma chi è Nemo Nobody? Già solo analizzando il nome, in latino Nemo significa letteralmente “nessuno”, e questo è già un indizio sul nostro personaggio. Durante la narrazione del film infatti, il nostro protagonista lo vediamo che veste vari panni, da un innocente bambino inglese di periferia, un ricco imprenditore insoddisfatto dei suoi averi che non ha mai conosciuto l’amore. Lo ritroviamo nei panni di un paziente in coma, come giovane uomo con un lavoro umile in cerca del suo vero amore, e perfino nei panni di un anziano signore, ultimo uomo mortale rimasto sulla Terra. Nemo Nobody è tutti loro, e come lui, anche noi siamo tutti loro. Tutte le storie e gli spin-off narrati esistono e sono validi, una storia che allo spettatore può sembrare di minore importanza ha lo stesso valore di quella che sembra sia la storia principale, è lo spettatore stesso a determinarla, in qualche modo siamo noi che guardando il film determiniamo anche i vari valori diversi, un po’ come succede nella realtà. Tutte queste possibili vite ed esistenze del nostro protagonista, però si rifanno ad un singolo evento ( non lo cito l’evento in questione per non fare lo spoiler), tutto il resto è un derivato della casualità, e Nemo il risultato del divenire. Cosa ci dicono le grandi menti filosofiche sul divenire dell’uomo e sul nostro film in questione?

L’evento: nascita della casualità e realizzazione del divenire

Che cos’è un evento? Citando il filosofo sloveno Slavoj Zizek, l’evento è nella sua forma minima e più pura, qualcosa di scioccante. Un qualcosa che compare all’improvviso e interrompe il flusso consueto degli avvenienti. È un’apparizione priva di un solido fondamento, l’effetto sembra eccedere le proprie cause. Da questo ipotetico punto zero, abbinato al fattore tempo, abbiamo un propagarsi di casualità, più o meno volute, che ampliate nello spazio e nel tempo, danno vita al divenire. Il fatto è che non esiste un solo divenire, tutti noi abbiamo il nostro divenire, ed essi condividendo il solito spazio, si influenzano reciprocamente. Nietzsche nella sua dottrina della volontà di potenza, tagliando fuori completamente quella che poteva essere una possibile metafisica, attribuisce ad ogni individuo una propria sfera. Le singole sfere di ogni individuo si scontrano tra loro, le più forti assoggettano le più deboli, dando vita ad una realtà relativa dell’individuo. Non esiste una verità o una realtà assoluta, ma solo quella creata dalla potenza della volontà del singolo. L’uomo stesso modella e crea se stesso. Partendo dall’evento del singolo, e ampliando i suoi effetti in un sistema intrecciato di più individui, influenzata dalla singola volontà, otteniamo una certa ciclicità nella creazione di ciò. Come nel film, ogni ciclicità può dare vita a diverse realtà, non esiste una giusta o una sbagliata. Ogni realtà è vera e ha valore quanto quell’altra, tutto dipende da una relatività individuale, che relazionata al tempo ci trasporta nel nostro divenire. 

Alla fine come ci dobbiamo comportare in questo strano e pazzo mondo?

Questa la definirei la classica domanda da un milione di dollari, e come la più classica delle risposte per queste genere di domande, non esiste una risposta. Abbiamo detto che l’evento è un fenomeno scioccante, imprevisto, che è solo dato. Come nel film, da esso si creano varie possibilità e la causalità che crea queste possibilità ci influenza in maniera diretta, perché alla fine, aldilà del subconscio, quello che manifestiamo nella nostra realtà è la risultante delle nostre azioni ed esperienze che inevitabilmente influenzano il reale. Esiste un rapporto di dicotomia tra l’essere (noi) e il mondo esterno, da qui, e dall’interazione con gli altri si crea quello che è la nostra realtà personale. Il singolo evento è dato, non ha un significato, solo a posteriore esso può essere definito e valorizzato. Il nostro compito non è quello di un’accettazione passiva degli eventi e delle sue cause, ma un’affermazione della propria presenza al suo interno. Facile da capire, difficile da fare. Il film Mr. Nobody ci parla proprio di questo, nella moltitudine di vite che vive Nemo, il nostro protagonista si fa sopraffare dagli eventi e di ciò se ne accorge solo con il passare degli anni, non afferma mai se stesso, anche nella vita del ricco imprenditore, perché come sappiamo il denaro può renderti ugualmente emotivamente sterile, noi viviamo di emozioni. Il regista quindi afferma la sua idea, e come inevitabile che fosse la risposta sta sempre nell’amore. Alla fine siamo tutti un pochino dei romantici, i fenomeni della vita sono incontrollabili, le scelte e le sfide che ci vengo posti sembrano avvolte insuperabili, ma attraverso l’amore tutto il resto diventa relativo.

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