Koala australiani a rischio estinzione:cosa ne pensa l’antropologia dell’ambiente?

Centinaia di koala sono morti a seguito dei recenti incendi che stanno mettendo in ginocchio l’Australia,facendo di questi animali una specie sempre piu’ a rischio estinzione.

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Secondo uno studio condotto dal WWF, il koala australiano rischia di scomparire entro i prossimi  30 anni. Sono gia molti gli esemplari dimezzati negli ultimi 20 anni a causa della perdita del loro habitat naturale.

Allarme riscaldamento globale e ripristino dell’ habitat australiano

Una delle principali cause che ha provocato cambiamenti climatici immediati,come confermato dall’ONU,é proprio il riscaldamento globale che negli ultimi anni sta arrecando danni sempre maggiori al nostro pianeta,rendendosi responsabile di numerosi incendi,aggravati ulteriormente dall’eccessivo disboscamento.Il 2019 é stato l’anno in cui si sono registrate le temperature piu’ elevate degli ultimi 110.  Secondo le stime di WWF Australia gli incendi potrebbero aver “già ucciso circa 350 animali, oltre ad aver distrutto buona parte dell’habitat primario della specie”

Si tratta di un duro colpo,soprattutto calcolando che le popolazioni dei koala si sono già quasi dimezzate in 20 anni a causa della perdita del proprio habitat naturale e che oggi resta in Australia solo il 5% della popolazione di koala che viveva in questo continente solo pochi secoli fa.

Esiste qualche possiilita’ di salvezza?

La salvezza di questa specie dipende totalmente dagli alberi, che forniscono ai koala cibo, riparo e sicurezza. Senza foreste, i koala sono anche più esposti al rischio di essere investiti sulle strade o attaccati dai cani e maggiormente stressati e vulnerabili alle malattie. Perdere le foreste, significa perdere l’habitat primario dei koala, e mettere a serio rischio la sopravvivenza della specie nel prossimo futuro,già a grande rischio nell’attuale presente,soprattutto a causa dei forti venti registrati(da 60 ad 80 kilometri orari)  e delle temperature che toccano  i 40°

Sono proprio le temperature elevate ed il fuoco a provocare gravi ferite a questi teneri animali.Una donna australiana é riuscita salvare un marsupiale avvolgendolo nella sua camicia e versando dell’acqua sulla sua pelle,trasportandolo poi al vicino Port Macquarie Koala Hospital,specializzato nel prendersi cura dei marsupiali.Proprio quest’ente incoraggia le persone a lasciare contenitori d’acqua alla base degli alberi. L’ospedale sta anche cercando di distribuire stazioni automatiche di abbeveraggio che contribuiranno ad aiutare la fauna selvatica nella difficile lotta per la sopravvivenza.A livello politico e sociale invece occorre fermare le pratiche di disboscamento eccessivo.

Il ruolo dell’antropologia rispetto alla preservazione

Fondamentale è stato il ruolo svolto dall’antropologia nella ridefinizione della nozione di patrimonio attraverso l’inclusione delle culture subalterne e popolari, così come degli aspetti immateriali.L’antropologia nasce con lo scopo di preservare e tutelare le diversità , quotidianamente messe a rischio da un processo di sviluppo sempre piu’ forte,il cui unico obiettivo é il progresso economico e dunque l’annullamento delle microreltà,altrettanto fondamentali per stabilire un’equilibrio all’interno di un ecosistema.Proprio in quest’ottica possiamo interpretare i recenti disboscamenti che stanno annientando i nostri amati marsupiali,frutto di un sistema capitalistico e di un processo di sviluppo che però si sta rivelando tutt’altro che di sviluppo,poiché la definizione di quest’ultimo non puo’ essere solamente legata ad un fattore economico.

L’antropologia della cultura ambientale: verso un concetto bio etico di cultura

L’Antropologia della Cultura Ambientale consiste nello studio delle relazioni  tra i sistemi della cultura e i sistemi della natura.Esso consente di indagare i sistemi complessi di adattamento e di co-evoluzione ecologica e sociale nello spazio e nel tempo.L’Antropologia della Cultura Ambientale, si differenzia dall’Ecologia Umana, perché, oltre ad interessarsi all’intreccio delle relazioni tra sistemi demografici e sociali, considerati nel loro impatto ambientale, pone al centro della ricerca l’epistemologia della cultura che li utilizza, ovvero il modo in cui se ne serve. Infatti la cultura non si identifica solo con i suoi elementi considerati come una collezione di oggetti, materiali o immateriali, ma si caratterizza soprattutto nello studio di come questi elementi ,entrano in  relazione con l’ambiente attraverso particolari sistemi di codificazione elaborati socialmente.

Si tratta di un problema accantonato dalla cultura dominante, che si ostina a procedere imperterrita nei suoi errori epistemologici e pratici, di collasso demografico e consumistico, il cui effetto  ci sta portando alla catastrofe ecologica La nostra cultura non vuole correggere i propri errori, e continua a imporre programmi politico-economici di crescita illimitata, destinati ormai al fallimento, rincorrendo inevitabilmente ad una falsa idea di progresso e di sviluppo.

 

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