Incesto, il dramma dell’indicibile: da Alfieri alla nobile casa Lannister

La Mirra di Alfieri e i gemelli Lannister ci raccontano come un atto cosi sbagliato come l’incesto, possa nascere da un sentimento giusto e nobile.

 

Casa Lannister, una delle famiglie più potenti e famose di Game of Thrones, serie tratta dagli omonimi romanzi dello scrittore americano George R.R Martin, nasconde però un terribile segreto: la relazione incestuosa fra i gemelli Cersei e Jaime. Un tema, quello dell’incesto, che molti secoli prima, viene rappresentato con grande maestria da uno dei più importanti autori settecenteschi, Vittorio Alfieri .

La tragedia di Alfieri: Mirra

Mirra, composta tra il 1784 e il 1786 è l’ultima tragedia del poeta piemontese Vittorio Alfieri. Ripresa dal X libro delle Metamorfosi di Ovidio, la vicenda racconta la passione incestuosa che la principessa Mirra nutre per il padre Ciniro, re di Cipro. A differenza della fonte classica però, in cui l’incesto viene consumato attraverso l’inganno, nel testo alfieriano la giovane è promessa sposa al nobile Pereo e quindi costretta a tenere nascosto a tutti il suo “orribile amore”. Circondata dall’affetto dei genitori e del giovane Pereo, Mirra non ha altri nemici se non se stessa e la propria passione che traspare oscuramente dai suoi turbamenti. Nel corso di tutta la tragedia, la giovane si sforza di sopprimere il suo sentimento, finendo per chiudersi in una spirale di dubbi, consumata dal rimorso e dall’agitazione per il pensiero peccaminoso. Solo nel finale, di fonte alle pressanti richieste del padre, Mirra lascia affiorare la terribile verità e subito dopo, trafiggendosi con una lama, si suicida.

Cersei e Jaime, un amore proibito

Diversamente dalla tragica vicenda di Mirra, la relazione incestuosa tra due dei personaggi più amati (o odiati) di Game of Thrones, Jaime e Cersei Lannister, sopravvive di anno in anno, di intrigo in intrigo, generando eventi drammatici per il proseguo della vicenda. I due gemelli hanno avuto tre figli, Joffrey, Tommen e Myrcella, senza che però nessuno di essi sopravvivesse alle guerre di corte. Con il passare del tempo i due amanti e la loro storia subiscono trasformazioni diametralmente opposte: Cersei, consumata dagli intrighi di corte e dalla smania di potere, diventerà sempre più crudele e disumana. Il fratello Jaime invece, sarà protagonista di un’inaspettata redenzione che lo porterà ad essere persino portatore di valori come la lealtà e la giustizia. Nonostante i giovani amanti intraprendano strade opposte, l’amore che li unisce in questo legame cosi sbagliato agli occhi della società persiste, regalandoci ugualmente una conclusione degna delle classiche storie romantiche, con i due amanti che alla fine trovano la morte l’uno accanto all’altra, in un abbraccio destinato a durare per l’eternità.

Due facce della stessa medaglia

Come abbiamo potuto constatare, le due storie vivono l’incesto in maniera differente. Nella Mirra, Alfieri trasferisce tutto il dramma di un amore impossibile all’interno dell’animo della protagonista che, poco alla volta, è lacerata da questo sentimento sbagliato, in un crescendo di tensione che culmina con il suo suicidio. Al centro della tragedia quindi si colloca il dramma interiore di Mirra, emblema della lotta che l’essere umano combatte contro se stesso e le proprie inconfessabili pulsioni. Il poeta rappresenta così il conflitto tra la passione del soggetto e la sua razionalità che, in nome della legge morale, tenta di soffocare un sentimento irrealizzabile. Il conflitto però è irrisolvibile: la principessa da una parte non può cambiare la propria indole e dall’altra non può cedere al desiderio. Per sopprimerlo quindi, Mirra ha un’unica soluzione: sopprimere se stessa. Nella storia di Jaime e Cersei invece, l’incesto si concretizza di continuo, iniziando addirittura quando i due raggiungono l’adolescenza. Si tratta di un amore inconfessabile che sarà tenuto segreto per tutta la vita nonostante i sospetti e le calunnie di altri personaggi. Al contrario della vicenda alfieriana però, non ci sarà alcun dramma interiore, nessuna lotta con se stessi per sopprimere passioni e sentimenti che anzi trovano sempre sfogo nell’amato. Il sentimento di un amore così forte sboccia proprio dal motivo per cui dovrebbe essere proibito. Cersei e Jaime sono uno lo specchio dell’altra, un’unica anima scissa in due corpi. Proprio per questo il loro amore persiste, perché trovano nell’altro il loro stesso sguardo, la loro stessa anima, il loro stesso sangue. Si può quindi giungere ad una conclusione unanime nonostante l’apparente diversità che contraddistingue le due vicende. Entrambe infatti, pur essendo moralmente sbagliate nascono da un sentimento reale. Si può dunque condannare un’emozione per quanto essa appaia proibita alle convenzioni sociali?

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