Il Superuovo

Jim Carrey ci mostra che la gnosi ci fa vivere una “settimana da Dio”

Jim Carrey ci mostra che la gnosi ci fa vivere una “settimana da Dio”

La conoscenza di noi stessi può aiutarci a vivere più di una settimana da Dio, ce lo insegna lo gnosticismo

Jim Carrey e Morgan Freeman (Dio) in una scena del film

Il rapporto tra uomo e Dio è stato sempre affrontato, nei linguaggi dell’arte e del cinema, sotto il segno della dottrina cristiana, ma Jim Carrey per la prima volta è per il grande pubblico il volto di un eroe eretico

 

Da un grande potere deriva una grande autocoscienza

Non c’è niente da fare, ogni volta che parte la musica al ritmo di “I’ve got the power” penso alla camminata spavalda di un incredibile Jim Carrey ne Una settimana da Dio! Il film, diretto da Tom Shadyac nel 2003 racconta l’avventura di uno sfortunato reporter, interpretato proprio da Jim Carrey.

Dopo aver toccato il fondo perdendo il lavoro e la serenità, il nostro reporter, insoddisfatto della sua vita professionale, provoca Dio. Il reporter infatti è convinto che Dio in 5 minuti potrebbe risolvere ogni suo problema. Non può nemmeno immaginare di aver catturato l’attenzione dell’Onnipotente.

Dio, infatti, lo convoca e, dopo avergli ceduto i suoi poteri, lascia il nostro Jim reporter in balia dell’estasi e della smania di rivalsa. Inutile ricordarvi che la missione fallisce miseramente. Pur storditi dal ritmo incalzante degli sketch esilaranti proposti dal film, comprendiamo che il reporter ha compiuto un vero e proprio percorso di crescita.

Si tratta di un percorso di crescita determinato dalla consapevolezza, dalla conoscenza e dalla momentanea condivisione dello spirito divino dell’Onnipotente. Non ve lo aspettavate? Beh, vi dirò di più, un modello per un percorso di questo genere si ritrova nella corrente filosofica dello gnosticismo!

La gnosi rovescia il comandamento delfico per una responsabile conoscenza di sé

Quella dello gnosticismo è una corrente filosofica eretica nata nell’ambiente del giudaismo eterodosso e influenzata dal medio-platonismo. Ma deve il suo successo alla sua frequentazione del cristianesimo e al suo conseguente restyling, tra il II e il III secolo d.C.

Secondo gli gnostici, alcuni individui, eletti, scelti da Dio, hanno in sé una particella, appartenente al mondo della luce emanato da Dio, che deve essere formata ed educata durante la vita. La conoscenza (gnosi, appunto) è autocoscienza, ovvero riconoscersi appartenenti al mondo della luce, riconoscersi nati a somiglianza di Dio, condividendo con esso un’anima di luce immateriale e pneumatica.

Attraverso la gnosi, l’uomo gnostico, l’eletto, giunge a un elevato grado di consapevolezza e discernimento del bene e del male. Attraverso la gnosi si raggiunge una pace interiore e una migliore comprensione di se stessi, accompagnando alla consapevolezza uno stile di vita appagato nella coerenza della rivelazione ricevuta dall’insegnamento della gnosi.

Testo gnostico in lingua copta

Il male è un prodotto divino e necessario

L’eletto per eccellenza è Gesù, un uomo nel quale discende per un breve periodo il Cristo, eone che condivide la sostanza di Dio e permette all’uomo di compiere prodigi: questa è la versione sethiana della vita di Gesù secondo Ireneo di Lione.

Al termine del periodo di sacra permanenza di Cristo in Gesù, l’uomo è pronto a patire la passione, quale gesto estremo di coerenza nei confronti della fede rivelata e compresa attraverso l’esercizio della gnosi. Anche il nostro reporter, eletto da Dio nella sfida di un atto di gnosi, al termine della sua bizzarra avventura, saprà assumersi le sue responsabilità e continuare a vivere offrendo le sue doti comiche in dono agli altri.

Tutto questo non sarebbe possibile se non attraverso la conoscenza di sé e l’esperienza del male. Infatti, lo gnosticismo si occupa di dare una spiegazione del male del mondo, individuando la sua nascita quale crisi all’interno del mondo divino.

Il male è una scelta primordiale di una parte del mondo della luce, secondo lo gnosticismo, del male si prende la responsabilità anche Morgan Freeman (Dio nel film) discernendo sapientemente tra le preghiere da accontentare e quelle da scartare con saggezza. Esaudire le preghiere di tutti, fare il bene di chi non ha consapevolezza del bene, rischia di creare maggiore sofferenza, lo sa bene il nostro Jim.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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