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Jane Porter come Itard: i due che hanno reso umani i ragazzi selvaggi

Jane Porter come Itard: i due che hanno reso umani i ragazzi selvaggi

Per quanto quella di Tarzan sia una storia inventata, sono davvero esistiti bambini cresciuti da soli in ambienti selvaggi

Jane Porter, ovvero la compagna di Tarzan nell’immaginaria storia partorita dalla mente di Edgar Rice Burroughs, è una figura paragonabile al pedagogista Itard. Entrambi hanno cercato di ridare ad un ragazzo quelle doti umane che la foresta gli aveva tolto

Il ragazzo selvaggio

Tra il 1797 e il 1798 alcuni cacciatori hanno assistito a qualcosa di insolito. Difronte a loro, infatti, si presentò tra i boschi un ragazzino, apparentemente tra gli undici e i dodici anni, completamente nudo e non in grado di parlare. Ci furono due avvistamenti, ma in entrambe le occasioni egli fuggì. Nel 1800 il ragazzino venne rivisto nel dipartimento dell’Aveyron, dove finalmente permise di essere catturato. Egli non è stato né il primo né l’ultimo bambino ad essere trovato libero nei boschi, ma la sua storia ha per noi una rilevanza storica importantissima, poiché è grazie a lui se è nata la pedagogia speciale. Nello specifico egli è stato il quattordicesimo ritrovamento e ce ne saranno molti altri dopo di lui. Successivamente alla sua cattura, il ragazzino fu studiato da diverse figure professionali del tempo, i quali non hanno dato molta attenzione al ragazzo in quanto lo consideravano semplicemente un malato di mente poiché non parlava, non sembrava sentire ed era pieno di ferite e cicatrici.

Itard

Jean Marc Gaspard Itard è stato l’unico medico e pedagogista a comprendere al meglio la condizione psicofisica del giovane ritrovato ed iniziò per lui, tramite diversi metodi che daranno vita alla pedagogia speciale, un processo di rieducazione ed evoluzione. Per prima cosa diede lui un nome, ovvero Victor, eliminando il semplice appellativo di ragazzo selvaggio, riconoscendogli così la dignità di essere umano. Egli vedeva in lui una persona da curare e non un malato mentale, soprattutto perché, in quel periodo in cui era in atto il dibattito tra natura e vissuto, comprese che i suoi comportamenti animaleschi erano il risultato di una vita passata in solitudine tra i boschi. Il medico francese pose alcuni obbiettivi da far raggiungere al giovane:

  • Reintegrarlo in società il più possibile
  • Risvegliare gli organi di senso: inizialmente per esempio sembrava fosse sordo, ma poi Itard notò come in realtà sentisse molto bene quei rumori che erano presenti tra i boschi, probabilmente una sorta di adattamento all’ambiente per poter sfuggire dai predatori
  • Sviluppare le principali operazioni mentali
  • Estendere le sue idee
  • Riuscire a parlare quanto più possibile, e questo fu l’unico obbiettivo mai raggiunto

Jane Porter

Jane Porter è probabile che sia un personaggio conosciuto da tutti noi. È la donna che nel cartone animato di Tarzan riesce a trasformare un ragazzo vissuto tutta la vita nella giungla insieme ai gorilla in un vero uomo. Nell’animazione in questione il primo incontro fra Tarzan e Jane è molto travagliato poiché cercavano di sfuggire da un branco di scimmie arrabbiate. Una volta sventato il pericolo, la giovane donna prova a comunicare con l’uomo scimmia, ma le sue risposte erano nell’unico linguaggio che ha ascoltato per tutta la vita, quello dei gorilla. Nonostante ciò, riescono comunque a scambiarsi i rispettivi nomi diventando presto inseparabili. Lei, come Itard, da inizio ad un processo di sviluppo per Tarzan e con il tempo gli insegnerà a parlare, a ballare, a guardare l’universo e ad essere per metà essere umano.

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