Il Superuovo

James Bond è la quintessenza del cambiamento storico tra anni ’60 e nuovo millennio

James Bond è la quintessenza del cambiamento storico tra anni ’60 e nuovo millennio

James Bond, il personaggio che più di tutti si è adattato ai tempi: dal superuomo alla vulnerabilità umana

Agente 007 - Si Vive Solo Due Volte: la colonna sonora di John Barry
Locandina del film “Si vive solo due volte” del 1967 con Sean Connery. Immagine tratta dal sito www.cinematographe.it

James Bond è un personaggio controverso ma immortale che ha saputo affrontare diverse crisi e confrontarsi criticamente con i grandi cambiamenti storico-sociali senza perdere l’essenza datagli dallo scrittore Ian Fleming.

1. 1962: le origine del mito e la fortuna durante la Guerra fredda

Il 5 ottobre 1962 a Londra c’è stata la prima del film “007 – Licenza di uccidere”, l’inizio di un successo intramontabile che dura da ormai 60 anni e lungi dal tramontare. Il personaggio di Sean Connery si presenta subito come accattivante per il pubblico e la società dell’epoca, riscuotendo un grande successo di pubblico e di critica, nonché entrando definitivamente nell’immaginario collettivo di uomo cui molti si ispirano o che addirittura vorrebbero essere. James è figlio della società di inizio anni ’60, una società che è da poco uscita dalla seconda guerra mondiale e che convive con il continuo spauracchio di una guerra nucleare, ancor più devastante. James è un uomo non particolarmente bello ma molto affascinante grazie al suo charme british, ha successo con qualsiasi donna abbia a che fare con lui, sempre impeccabile nei sui completi sartoriali, affabile nei modi e ne parlato, molto acculturato e sempre informato sugli argomenti più disparati. Questo Bond ha sempre la battuta pronta e un’intelligenza e abilità straordinaria che gli permettono di uscire indenne ed eroicamente da tutte le situazioni di pericolo che si trova ad affrontare nel suo lavoro. Oltre ciò, egli eccelle anche in tutti i vizi che rendono bella la vita dell’uomo: alcol, fumo, gioco d’azzardo, donne, belle auto. Detto ciò, capiamo bene che il nostro James è il perfetto simbolo dell’idealtipo di uomo occidentale del 1960-80 e della società in cui egli si muove, una società ancora piuttosto maschilista e patriarcale, che considera ancora molto le donne come oggetto e osanna l’uomo playboy. Si aggiunga anche che Bond diviene uno dei simboli dell’occidente contro il comunismo perché nei suoi film molto spesso affronta e sconfigge nemici proventi o affini all’Unione Sovietica o ai suoi stati satellite, percui la sua figura e molto usata e incentivata dalla propaganda politica anglo-americana. 007 diviene il modello dell’uomo occidentale durante gli anni della Guerra fredda: a ciò si deve gran parte del suo successo dell’epoca.

Agente 007 - Licenza di uccidere - Wikipedia

2. La fine della guerra fredda e la crisi degli anni ’90

Ad inizio anni ’90 l’URSS crolla e la guerra fredda finisce: il mondo esce definitivamente dalla paura di un conflitto nucleare e la società cambia completamente il suo modo di percepirsi e di essere. E’ quindi legittimo chiedersi che fine faccia il personaggio di James Bond in questo quadro completamente diverso in cui egli non è più utile alla propaganda politica e non è neppure più lo specchio della società in cui si muove. Il personaggio entra fortemente in crisi e molti critici cinematografici, oltre che spettatori affezionati, pensano che egli non abbia più spazio nel mondo odierno. Il difficile compito è raccolto da Pierce Brosnan che nel 1995 debutta con “Goldeneye” in cui si vede un Bond più al passo con i tempi che però non riesce a distaccarsi dalla sua matrice di nascita e non riesce a rispondere ai cambiamenti sociali in atto. Ormai Bond è troppo perfetto e arrogante, troppo invincibile per essere lo specchio della moderna società, con un maggiore consapevolezza e sensibilità rispetto a quella precedente; l’uomo non si rispecchia più in lui. James Bond diventa sempre più un relitto del passato e si dimostra incapace di saper reagire al cambiamento. C’è però anche da dire che il personaggio ha una essenza dura e morire e le storie sono ottimamente scritte: si tenga presente che Ian Fleming è stato una eccellente spia britannica durante la seconda guerra mondiale, percui conosce bene le sensazioni, le emozioni e le atmosfere che ci sono in questo mestiere.

3. La rinascita di Bond e la rivoluzione informatica

Tutti danno per spacciato James Bond, ma nel 2006 esce “Casino Royale” con Daniel Craig: il film è un successo clamoroso. Il nuovo personaggio è molto più caratterizzato e profondo, per la prima volta sanguina nei combattimenti e sembra perdere la sua aura di invincibilità: James è finalmente umano. Bond conserva sempre la sua essenza, ma finalmente comincia a provare emozioni e sconfitte, odio o amicizia, solitudine e paura, dolore fisico ma soprattutto emotivo. Per la prima volta Bond si innamora di Vesper Lynd e sente la frustrazione della sua morte. Ci sono però nuove sfide da affrontare come lo sviluppo delle tecnologie informatiche che rendono molto diverso e complesso il mestiere di spia, che ormai richiede competenze al di là del sapere uccidere. Bond supera brillantemente anche questi ostacoli ma deve affrontarne un altro epocale: la nuova società femminista poco si concilia con il suo essere donnaiolo e misogino, tratto fondante del suo carattere. Nel nuovo film “No time to die” vediamo per la prima volta una 007 donna e di colore che tenta di abbattere il modello negativo del classico Bond. Tutti i presupposti storici narrati fanno ben sperare che James Bond sappia adattarsi anche a questo mutato contesto sociale e che in futuro sentiremo ancora sul grande schermo 007 presentarsi come “Bond, James Bond”.

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