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“Iride” di Tancredi ci parla del disagio interiore e Freud ce lo spiega

“Iride” di Tancredi ci parla del disagio interiore e Freud ce lo spiega

Iride, il nuovo album e singolo di Tancredi Cantù Rajnoldi, mette a nudo la sua anima e descrive il disagio che ognuno vive dentro

Tancredi Cantù Rajnoldi è uno degli ex concorrenti di Amici 20 che ci ha lasciato in semifinale e venerdì scorso è uscito il suo primo EP che porta il nome di IRIDE. Una canzone dove il cantautore milanese mette a nudo la sua anima raccontando il suo vissuto. Freud e la filosofia ci spiegano come tale disagio è qualcosa di condiviso da molte persone piccole e grandi che il filosofo e psichiatra austriaco ha spiegato.

Iride: la storia di un ragazzo comune

Il 14 maggio è uscito, su tutte le piattaforme digitali e in versione fisica, il primo EP di Tancredi Iride che porta il nome anche della prima traccia del suo EP. L’album contiene sette tracce di cui quattro singoli erano già stati pubblicati scalando fin da subito la vetta delle classifiche italiane;  in particolare il singolo con cui è entrato nella scuola, ovvero Las Vegas. In questo pezzo il cantautore si mette a nudo e ci racconta del suo passato, di come si vedeva e di cosa sperava per se. Tancredi stesso ci dice che la scuola e lo studio non erano il suo futuro, vivendo il disagio interiore che molte volte i ragazzi vivono. Ci dice che aveva bisogno di esprimersi e di raccontare se stesso al mondo. Iride, come anche lui aha dichiarato, parla della sua storia e del suo turbolento vissuto, ma anche di un sentirsi bene facendo ciò che ama: la musica.

Lo sai che sono fatto così yah
non ho tempo per essere triste
scrivo tutto bene sopra l’iride
scrivo tutto bene

Scrivo parole per far sì che venga scritto il mio nome
stavo con ami in un bar pensavo a un futuro migliore
facevo freestyle al parco di giorno e pure di notte
il mio fra non è talento, è solo fame e sudore
Tancredi è un capo lavoro, fra non ho un capo al lavoro

Il disagio visto da Freud

Sigmund Freud, il filosofo e psichiatra austriaco, è passato alla storia per aver rivoluzionato il mondo della medicina psichiatrica. Nelle sue analisi sull’inconscio lo psichiatra è riuscito a scavare infondo nell’inconscio umano e ha spiegato anche quelle che poi sarebbero divenute le malattie mentali. Oltre a questo però fa un’analisi anche del disagio vissuto sia dal singolo che dalla società. Freud infatti dedica un intero libro al problema Il Disagio Nella Civiltà scritto nel 1929. Freud affronta proprio il tema del disagio e di come ogni singolo vive questa condizione in modo personale e come essa si riversi sulla società. La civiltà infatti nasce per garantire sicurezza, ordine e pulizia al singolo essere umano, ma gli imperativi che essa gli impone sono spesso in contrasto con la soddisfazione dei bisogni individuali. Il disagio del vivere nella civiltà è infatti determinato dal contrasto perenne tra felicità individuale e moralità pubblica. Quindi qui sottolinea come il voler essere felici e il vivere in società. L’essere umano è portato dalla civiltà porta a soffocare i suoi impulsi naturali attraverso la sublimazione e di conseguenza baratta la felicità del poter avere e compiere tutto con una garanzia di sicurezza.

Chi è Tancredi

Tancredi Cantù Rajnoldi è un cantante e cantautore rap originario di Milano di 20 anni, reduce della partecipazione al talent più famoso d’Italia: Amici di Mari De Filippi. Fin dai tempi del liceo (ha frequentato il Liceo Classico) inizia a scrivere musica e come dice lui stesso “sentivo l’esigenza di esprimermi perché non riuscivo più a parlare con gli altri e non riuscivo a esprime me stesso”. Grazie alla partecipazione al talent il cantautore milanese si è fatto conoscere al grande pubblico e ha potuto finalmente esprimersi e sbottonarsi. Tancredi stesso ha ammesso che il programma Tv lo ha aiutato a sbocciare, mentre prima non avrebbe pensato di trovare qualcuno che ascoltasse cosa lui ha dire. L’EP di questo giovanissimo ragazzo però ha dimostrato una grande maturità artistica, rara da trovare nella nuove generazioni. Una spiccata sensibilità e una naturalezza nel far coincidere emozioni personali e cultura popolare; non mancano però i riferimenti aulici che derivano dal suo background culturale personale. Non cade negli stereotipi, non segue il politically correct e ci dona la sua anima in toto perché la voglia che ha di esprimersi al grande pubblico è immensa. Io vi consiglio di ascoltarlo e credetemi non ve ne pentirete.

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