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Intrappolati in una relazione tossica? Apollinaire e il musical ”Chicago” spiegano cosa potrebbe accadervi

Intrappolati in una relazione tossica? Apollinaire e il musical ”Chicago” spiegano cosa potrebbe accadervi

Femme fatale, relazione tossica, amore distruttivo… tutti termini che è meglio non includere nella vita, come insegnano ”Chicago” e Apollinaire

La locandina del film ”Chicago”

L’amore tossico è un tema molto comune, che sia nella vita quotidiana o in letteratura. Uomini e donne rimangono incastrati spesso in amori distruttivi. È il caso di un personaggio del musical ”Chicago”, o del poeta francese Guillame Apollinaire.

 

”Chicago”: uno show tra femme fatale e Mr Cellophane

Il film è del 2002; il musical di Broadway addirittura del 1975. Generazioni continuano a guardarlo, e critici a tesserne le lodi (ha infatti vinto numerosi Oscar, anche come miglior film). ”Chicago” è sicuramente un’opera interessante, che porta a riflettere sulla società che ci circonda. Nonostante sia ambientato negli anni ’20, infatti, risulta attuale anche agli occhi di uno spettatore del nuovo millennio, perché in fondo il cinismo di cui si fa portavoce non ha tempo.

Brevemente, la protagonista è Roxie Hart, una ballerina con sogni di gloria arrestata per aver ucciso il suo amante. Ironicamente, è proprio in carcere che la sua popolarità spiccherà il volo, grazie all’aiuto di uno scaltro avvocato e di una star dei nightclub vicina di cella, Velma Kelly. Velma è tutto quello che una perfetta femme fatale dovrebbe essere: bellissima, furba, intelligente e con un fascino irresistibile. Nel corso del musical, Roxie finirà per assomigliarle sempre di più, e a pagarne le spese sarà soprattutto il marito Amos.

Non che prima dell’inizio della storia la vita matrimoniale andasse perfettamente, anzi. Come già detto, Roxie aveva un amante, ignorando il semplice e ingenuo marito. Nel corso del film, però, la figura di Amos viene sempre di più messa in ridicolo, fino all’apice, con la canzone ”Mr Cellophane”. Così si definisce l’uomo: un Signor Cellofan, perché gli si può guardare attraverso, camminare affianco e non sapere della sua presenza. Amos diventa un signor nessuno, inutile e invisibile, una pedina da usare nel momento propizio e mettere da parte quando finalmente riesce lo scacco matto.

Amos si sente un di più, fatto semplicemente di aria, perché la moglie in primis lo considera così. Quella tra Roxie e Amos ha tutta l’aria di essere una relazione tossica. E il prezzo di questa è abbastanza evidente: l’invisibilità.

Amos Hart (John C. Reilly) mentre balla ”Mr Cellophane” vestito da clown

 

”Les Colchiques” di Apollinaire: un amore velenoso

”Et ma vie pour tes yeux lentement s’empoisonne” (e la mia vita per i tuoi occhi lentamente si avvelena). Così Apollinaire scrive nella sua poesia ”Les Colchiques”, in italiano ”I Colchici”. Questi sono fiori molto velenosi. Non esiste un antidoto per le loro tossine letali. Ma nonostante -o forse proprio per- la loro pericolosità, Apollinaire li paragona alla donna amata.

Il poeta usa una forma antichissima: la similitudine tra l’amata e un fiore. Ma questa volta, al posto che per lodare la sua innocenza e perfezione, Apollinaire usa il paragone per sottolinearne la forza distruttiva. Malgrado la sua bellezza, la donna porta ad un amore velenoso, che nuoce al poeta come i colchici nuocciono alle mucche che pascolano nel prato fiorito. E alla fine ”il guardiano del pascolo canta molto dolcemente // mentre le mucche, lente e muggenti, abbandonano // per sempre questo grande prato mal fiorito per l’autunno”.

La poesia si chiude con la solitudine eterna del prato e l’abbandono del pascolo. Seguendo il paragone, quindi, con il poeta che si ritrova solo, nonostante il suo amore, perché questo non poteva portare alla felicità che sperava. Insomma, anche qui l’uomo si ritrova invisibile e nullo, colpevole solo di aver amato la donna sbagliata, che gli ha portato un amore distruttivo al posto che gioioso.

Guillame Apollinaire

 

Qual è quindi il prezzo di un amore tossico?

Che sia per ”Chicago” sia per il caso di Apollinaire si trattasse di donne crudeli, poco conta. Nell’universo delle relazioni tossiche, l’amante fatale può essere sia l’uno che l’altra. Quello che è importante è ciò che ci viene suggerito. Sia il musical che la poesia intendono che quando si rimane intrappolati in una relazione velenosa, la ”vittima” non ne riceve nulla di buono. Invisibilità, solitudine, sensazione di dolore incessante come quello causato da un veleno… queste sono solo alcune delle conseguenze citate dalle due opere in questione.

Certo è che, già solo per il nome, le relazioni cosiddette ”tossiche” non invitano a un happy ending. In questo periodo di riscoperta personale e self love, questo tema è molto caro a moltissime pagine social, che invitano a uscire da queste situazioni scomode. Purtroppo, essendo l’amore uno dei sentimenti più ricchi e complicati dell’uomo, relazioni di questo tipo per sempre esisteranno, come da sempre esistono. Però forse l’opinione di due opere artistiche può essere d’aiuto, un po’ come il mantra diventato virale: ”No more toxic relationships, only Toxic by Britney Spears”.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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