Doctor Sleep e Danny Torrance: rivisitare il rapporto medico-paziente nel fine vita

Esiste un parallelismo fra Danny Torrance, assunto come assistente in un ospizio per badare alle persone in fin di vita, e la figura del medico nelle stesse condizioni reali con i pazienti?

Locandina del film “Doctor Sleep”. Da sinistra Rose the Hat, al centro Danny Torrance e a destra Abra Stone.

Nel film “Doctor Sleep”, il protagonista Danny Torrance viene assunto per un periodo di tempo come assistente in un ospizio dove finisce per aiutare le persone anziane ad accettare con serenità la morte. Quale migliore spunto per un parallelismo con la figura del medico nella delicata questione del fine vita?

La trama di Doctor Sleep: dall’Overlook Hotel all’ospizio

In seguito agli eventi di The Shining, altra opera cinematografica di Kubrick ispirata all’omonima opera di Stephen King, Danny Torrance resta psicologicamente traumatizzato mentre la madre Wendy lentamente si riprende dalle ferite. Molti fantasmi arrabbiati dell’Overlook Hotel, fra cui la donna della stanza 217, vogliono trovare Danny e poi consumare il suo fenomenale potere detto luccicanza (shining). Dick Hallorann, lo chef dell’Hotel, insegna a Danny a creare dei bauli immaginari nella sua mente per intrappolare i fantasmi, incluso quello del padrone dell’Overlook, Horace Derwent.
Da adulto, Danny inizia ad acquisire alcuni tratti del padre, come la rabbia e l’alcolismo. Spende molti anni viaggiando in America ma alla fine arriva in New Hampshire e decide di smetterla col bere. Si stabilisce nella piccola città di Frazier, lavorando prima in un’attrazione turistica e poi ad un ospizio, frequentando gli incontri degli Alcolisti Anonimi.
Le sue abilità psichiche, soppresse per molto tempo a causa dell’alcolismo, iniziano di nuovo a riemergere e gli permettono di fornire conforto alle persone che stanno per morire. Aiutato da un gatto, Azzie, che può percepire quando un paziente sta per morire, Dan prende il nome di Doctor Sleep.

Doctor Sleep, aka Danny Torrance, aiuta un paziente ad affrontare serenamente la morte instaurando con lui un rapporto psichico.

Il resto della trama: l’epilogo di nuovo in ospizio

Nel frattempo, Abra Stone, una ragazzina nata nel 2001, inizia a manifestare anche lei dei poteri psichici quando sembra prevedere gli attentati alle Torri Gemelle. Lentamente, in maniera inconscia, inizia a stabilire un rapporto telepatico con Dan. Quando cresce, questo contatto diviene sempre più conscio e volontario, grazie alla crescita della sua luccicanza. Una notte, Abra assiste psichicamente ad un rituale di tortura e di assassinio di un ragazzino da parte del True Knot, un gruppo di vampiri psichici quasi immortali, molti dei quali hanno delle loro abilità speciali. I membri di questo clan vagabondano per l’America saziandosi periodicamente del “vapore” (steam), un’essenza psichica prodotta quando le persone che hanno la luccicanza provano dolore. Il leader del True Knot, Rose the Hat, scopre l’esistenza di Abra e escogita un piano per rapirla e tenerla in vita, per generare un’infinita scorta di vapore.
Tuttavia alcuni membri del clan iniziano a morire di morbillo, contratto dall’ultima vittima, il ragazzino chiamato Bradley, e credono che il vapore di Abra possa curarli tutti. Abra quindi chiede aiuto a Dan, e lui rivela la sua connessione con Abra a suo padre David e al suo dottore di famiglia John Dalton. Arrabbiato e scettico inizialmente, David inizia a credere a Dan e accetta di proseguire col piano di salvare Abra. Con l’aiuto di Billy Freeman, uno degli amici di Dan, intercettano un gruppo di recupero diretto dall’amante di Rose, Crow, organizzato per rapire Ambra e riescono ad uccidere numerosi componenti. Tuttavia Dan realizza che Rose cercherà continuamente di catturare Abra. Pertanto va a fare visita alla bisnonna Concetta della ragazza, che sta morendo di cancro, e telepaticamente scopre che lui e la madre di Abra sono fratellastri siccome hanno lo stesso padre, Jack Torrance, protagonista di Shining.

Scena del film “Doctor Sleep” dove Danny si affaccia nella porta parzialmente abbattuta dal padre Jack in Shining

Quando Concetta muore, Dan prende il suo vapore. Nel frattempo, il sorgere di dissensi nel True Knot, assieme all’ossessione di Rose di catturare Abra, porta alla separazione del gruppo.
In seguito ad un altro tentativo di rapimento che Abra riesce a sventare grazie all’aiuto telepatico di Dan, la inganna a confrontarsi nel luogo dove una volta sorgeva l’Overlook Hotel nelle Rocky Mountains in Colorado, adesso sede di una base del True Knot. Dan e Billy viaggiano verso il posto mentre Abra li aiuta utilizzando le sue proiezioni astrali. Dopo aver ucciso i restanti membri del True Knot, e con l’aiuto di Billy e del fantasma del padre, Jack, spingono giù Rose da una piattaforma di osservazione. Lei, cadendo a terra, si spezza il collo e muore subito dopo. Prima di lasciare il luogo, Dan vede il padre salutarlo, avendo finalmente trovato la pace.
Nell’epilogo Dan Celebra 15 anni di sobrietà e partecipa al 15° compleanno di Abra. Lui le spiega della vena familiare dell’aggressività e dell’alcolismo presente nella sua famiglia e la mette in guardia di non ripetere i suoi errori. Abra promette di comportarsi bene, ma prima che possano finire la conversazione, Dan viene richiamato in ospizio, dove conforta un collega morente che lo aveva ostacolato in passato.

Il rapporto medico-paziente nel fine vita

Nel Novembre 2019, la FNOMCEO ha valutato un’eventuale modifica del Codice Deontologico per il trattamento dei pazienti in fine vita dopo la sentenza della Corte Costituzionale in merito al caso Cappato-Fabo, per cui viene depenalizzato l’aiuto al suicidio assistito previsto dall’articolo 580 del Codice Penale. Secondo i fatti descritti dalla sentenza, il paziente soffriva di una patologia ormai irreversibile che causava molti dolori alla sua persona e che lo costringevano a dipendere quasi esclusivamente dai macchinari sanitari. Inoltre, il medico ha sempre esposto al paziente la possibilità di una via alternativa, ovvero quella di restare in vita e progettare altri piani terapeutici.
Queste nuove disposizioni della giurisdizione italiana si scontrano con uno dei pilastri fondamentali della figura medica tradizionale, ossia il primum non nocere. Tuttavia, bisogna riconoscere che l’autodeterminazione della persona è valida anche in casi estremi come quello del fine vita, circostanza che potrebbe essere ritenuta valida per pianificare un intervento di suicidio assistito.
L’incongruenza fra la deontologia medica e la necessità di approntare una soluzione nazionalmente riconosciuta in merito alla tematica del fine vita potrebbe vedere una risoluzione nella definizione di una nuova figura professionale, differente da quella del medico, ed adibita all’esecuzione del suicidio assistito in seguito alla verifica di tutte le condizioni riportate sopra e ritenute necessarie dalla Corte Costituzionale dopo l’emanazione della sentenza.
Le cure palliative rappresentano l’ultimo stadio di aiuto che la figura professionale del medico può fornire da un punto di vista materiale e farmacologico, ma è necessario che in tali casi emerga anche l’aspetto umano del professionista, pronto a confortare una persona sul punto di morire in ogni modo possibile. La figura di Dan Torrance, seppur non fosse medico né nel film né nel romanzo, ci permette di riflettere sulla parte umana dei medici, sulla loro costante conversazione con la vita e la morte e sul loro tentativo di ripristinare al meglio le condizioni vitali del paziente. Il fine vita è ancora oggi un argomento molto delicato che necessita di ulteriori approfondimenti da un punto di vista sia sanitario che giuridico, ma che si presenta talmente impellente in alcune circostanze da far confliggere pesantemente la deontologia professionale e il buon senso.

 

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