Infarto cardiaco e sonno: dormire troppo poco o troppo a lungo non è salutare

Una ricerca statunitense e britannica ha rivelato che chi dorme meno di 6 ore a notte ha un 20% in più di probabilità di avere un infarto rispetto a coloro che dormono comunemente tra le 6 e le 9 ore. Per chi dorme più a lungo, il rischio sale fino al 34% in più. 

heart attack
Soltanto in America, ogni 40 secondi, una persona ha un attacco cardiaco con un’incidenza annua di 720.000 nuovi attacchi e 335.000 ricorrenti. A causa di queste tremendi dati statistici, è considerato tutt’oggi la prima causa di morte. Tra i fattori di rischio ricordiamo pressione alta, colesterolo alto, diabete, depressione, obesità, fumo, sedentarietà, dieta obesogena e frequente eccesso di alcol. 

Un giusto numero di ore di sonno sembra essere protettivo nei confronti della salute del cuore. Questa è la conclusione a cui è giunto il team di ricercatori i quali hanno dimostrato che la durata media giornaliera di sonno può influenzare profondamente il rischio che una generica persona abbia un infarto a prescindere dagli altri fattori di rischio, inclusi quelli genetici.

Est modus in rebus, anche nel sonno

La ricerca accennata precedentemente è stata pubblicata su Journal of the American College of Cardiology e si basa sull’analisi statistica e clinica di più di 400.000 cittadini statunitensi di cui è stato registrato lo stato di salute e le abitudini di sonno.
I ricercatori hanno dimostrato che, per le persone predisposte ad un infarto per cause genetiche, dormire tra le 6-9 ore al giorno riduce del 18% le probabilità di sviluppare una malattia cardiaca.
Una delle autrici dell’articolo, Celine Vetter, PhD e professore associato all’University of Colorado a Boulder, ha spiegato che questa scoperta è stata davvero essenziale nell’interpretazione del ruolo del sonno nello sviluppo di malattie cardiache quali l’infarto. Fino ad ora, infatti, la maggior parte degli studi erano osservazionali per cui era possibile soltanto individuare una correlazione tra i due fattori, ma non un rapporto di causa-effetto (ossia, da un punto di vista statistico, non si potevano fare previsioni in merito al fatto che fosse la malattia cardiaca a causare cattive abitudini di sonno o viceversa).
Riassumendo i risultati ottenuti dai ricercatori, si possono trarre le seguenti informazioni dal loro articolo:

  • Il quantitativo ideale di sonno è 6-9 ore al giorno.
  • Le persone che dormono 5 ore al giorno hanno un rischio maggiore del 52% rispetto a coloro che dormono abitualmente 7-8 ore;
  • Gli individui che dormono circa 10 ore al giorno hanno un rischio doppio rispetto a coloro che dormono soltanto 5 ore;

Gli stadi del sonno

Il sonno è costituito da diversi cicli, formati a loro volta da fasi REM e fasi non-REM. Quando una persona si addormenta, passa dallo stadio del sonno non-REM allo stadio 2Proseguendo così, il soggetto va nello stadio 3 e nel 4 fino a raggiungere la prima fase REM che si verifica circa 90 minuti dopo l’iniziale addormentamento.
Questo particolare ciclo viene ripetuto diverse volte durante l’arco della notte e, gradualmente, le fasi REM tendono ad essere gradualmente sempre più lunghe di quelle non-REM, al punto che costituiscono circa il 25% di tutti i cicli.
Di tutti gli stadi noti al pubblico, quello sicuramente di cui si parla maggiormente è il REM. Esso è caratterizzato da un elettroencefalogramma a bassa tensione, con la comparsa delle onde theta prodotte dall’ippocampo del sistema limbico. Lo stadio è detto REM dall’inglese Rapid Eye Movement, nistagmi ritmici e involontari che si manifestano contemporaneamente alla generazione di sogni da parte del soggetto addormentato.
Proprio perché il nostro sistema nervoso elabora sogni, è necessario che lo stadio REM sia accompagnato da una sistemica paralisi muscolare al fine di evitare di emulare le azioni immaginate nella vita reale. Questa fase è detta anche sonno paradosso perché tecnicamente stiamo dormendo ma l’elaborare sogni comporta un consumo di glucosio ed ossigeno come se stessimo svolgendo un’attività intellettuale da svegli.

sleep
Schema che descrive brevemente le fasi che compongono ciascun ciclo di sonno notturno.

Roberto Parisi

 

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