Cosa significa vivere e con quale consapevolezza dobbiamo arrivare alla morte? Il film Sette Anime e il De Brevitate Vitae di Seneca a confronto.

Da cosa dipende la quantità del tempo che abbiamo? Secondo Seneca dalla qualità con la quale questo viene vissuto. E se qualcosa però cambiasse definitivamente le nostre prospettive?

Sette anime

Il film di Muccino vede ancora una volta come protagonista Will Smith che interpreterà il ruolo di Tim Thomas, un ingegnere aerospaziale, il quale un giorno causerà un incidente d’auto in cui moriranno sei persone, perché intento a inviare un SMS. Questo evento traumatizzerà Tim che per riscattare il suo errore deciderà di salvare la vita di sette persone, donando ad ognuno un pezzo di sé. La sua ricerca si basa sul trovare qualcuno di “degno” che possa ricevere il “dono”, sono che in ultima istanza coinciderà con la vita. L’obiettivo sarà quello di donare fino al giorno della sua morte, che avverrà per suicidio.

Cosa ci insegna il gesto di Ben?

Potremmo dire che piccole scelte e piccoli gesti possono ribaltare la nostra vita per sempre: un messaggio in auto, un pensiero di troppo, qualche secondo. Ci insegna che ogni cosa ha il suo tempo, che ogni azione ha delle conseguenze, che un gesto banale può scatenare una catastrofe, anche se non voluta. Ci insegna il peso di una vita e della vita. Questo porterà Tim alla sua scelta-riscatto: vuole pareggiare i conti, la sua vita per sette e poi la sua morte.

Seneca e i Dialogi

Seneca è uno dei più grandi scrittori latini. Riconosciuto per la sua capacità di far coincidere scrittura filosofica e impegno politico contemporaneamente, scrive opere per quasi tutto l’arco della sua vita. Quelle che richiederanno più impegno sono i Dialogi i quali in totale sono 12. Per quanto il nome possa tirare in inganno non si tratta di opere in forma dialogica, si tratta piuttosto di trattati stilati secondo una concezione platonica del dialogo. Questi non si estendono in genere per molti capitoli e trattano solitamente un singolo argomento e i suoi derivati.

Il De Brevitate Vitae

Questo trattato, come si evince dal titolo (Sulla brevità della vita) tratta della vita in sé ma soprattutto della gestione del tempo. L’interrogativo principale di Seneca è “come possiamo sfruttare al meglio il tempo che abbiamo?”. Nel primo capitolo infatti egli esordirà così:

Non abbiamo poco tempo, ma ne abbiamo perduto molto.

Come perdiamo tempo? In occupazioni futili, pensando a cosa avremmo potuto fare piuttosto che concentrarci su cosa potremmo fare di produttivo.

Si sposerebbe forse di più la definizione di morte con la trama del film, ma è bene anche considerare gli aspetti più sottili che muovono la narrazione. Se quel messaggio non fosse stato inviato, nulla di tutto questo sarebbe successo. Inoltre, quanto è importante la ricerca  del donatore degno, quanti aspetti saranno considerati? Ogni secondo adesso per Tim è prezioso, ogni piccola azione è calibrata e ben studiata. Questo porterà ad una meccanizzazione quasi della sua stessa esistenza, in funzione di qualcos’altro: la vita altrui. Si nasconde qualcos’altro però in questa stremata ricerca di vita e di morte che caratterizzerà il personaggio di Tim: ogni passo avanti, ogni organo donato, sarà un passo in più e certo verso la fine dei suoi, del suo stare sempre peggio e del suo isolarsi. Adesso è il tempo di Tim, quello in cui non solo sta imparando come vivere ma ha capito come morire:

[…] ci vuole tutta una vita per imparare a vivere, e, ciò che forse ti stupirà di più, ci vuole tutta una vita per imparare a morire.

 

 

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