Immortali ma non troppo, il problema dell’immortalizzazione cellulare nello sviluppo dei tumori.

L’immortalità, un’ossessione che accomuna tutti gli esseri autocoscienti. Ma come viene perseguita questa bramosia?

Un tarlo fisso: Un richiamo che non riusciamo ad ignorare.

Wolverine. Highlander,  videogiochi, libri, fumetti, è ovunque. Da sempre il desiderio dell’immortalità sia è un chiodo piantato saldamente, un desiderio, nel senso latino del tempo sidus, stella, un qualcosa che splende e desideri, ti attira ma apparentemente è inarrivabile.

In realtà la strada per impedire la morte biologica è intrapresa  attraverso molte tecniche. In questo articolo però parleremo di quelle con approccio genetico o comunque di biologia molecolare.

Parleremo infatti del problema del rendere immortali le cellule.

Infatti un recente articolo del 27 agosto di Thomas R. Cech  rivela dettagli interessanti riguardo l’eterogenicità del trascritto da cui discende la molecola della telomerasi.

 

Un falso amico: Una delle armi segrete dei tumori

Ma che cos’è l’enzima telomerasi?

Si tratta di un enzima presente in tutte le cellule eucariotiche. Si occupa dell’allungamento e rigenerazione del telomero, ossia la parte finale e più estrema del cromosoma.

Ogni volta che una cellula si replica vede il telomero accorciarsi. il telomero funge da scudo al cromosoma vero e proprio e previene il suo “smangiucchiamento”, assorbendo il danno al suo posto.

Questo processo è alla base dell’invecchiamento tissutale.

Chiaramente le cellule durerebbero molto poco se non avessero un modo per rigenerare il telomero. A questo serve l’enzima telomerasi. Questo svolge il lavoro di una trascrittasi inversa e a partire da uno stampo a RNA  complementare alle serie di nucleotidi ripetuti nel telomero per alcune centinaia di volte.

Questo enzima è presente solo in alcune tipologie di cellula, nello specifico quelle staminali delle linee germinative, e nelle cellule tumorali.

Apparentemente sbloccare un uso perenne di questo enzima impedirebbe l’invecchiamento delle cellule che rigenererebbero il telomero in eterno.

Dietro tutto ciò tuttavia si cela uno degli stratagemmi usati dalle cellule tumorali per divenire immortali.

La ricerca di Thomas R.Cech: un ulteriore evidenza dell’mpraticailità dell’immortalità cellulare per telomerasi ciclicizzata.

Lo sblocco delle telomerasi è una delle basi molecolari della maggior parte delle patologie neoplastiche. Infatti più una cellula resta in vita più tende ad accumulare mutazioni, anche

spontaneamente, mutazioni che in linea di massima saranno trasmesse alla progenie. Le cellule di norma infatti tendono ad andare in morte programmata ed autoindotta, ossia l’apoptosi una

volta raggiunto un certo grado di senescenza. Questa procedura non solo viene inibita nelle cellule tumorali, ma viene pure accompagnata da una completa riattivazione delle telomerasi. Questi

due fattori portano ad avere contemporaneamente una cellula che non vuole proprio saperne di morire ma che continua ad accumulare mutazioni  e non invecchiare. Parliamo di cellule

immortalizzate.

Il lavoro di ricerca di Cech si è concentrato sul processo di trascrizione dei geni per la produzione delle telomerasi, ossia sul TERT, il Tlomerase REverse Transcriptase.

Si tratta di un complesso che normalmente regolerebbe la trascrizione di telomerasi.

Lo studio ha analizzato l’espressione del complesso TERT  di 10 diversi cancri umani usando singole molecole di RNA fluorescenti ibridizzanti in situ per studiarle singolarmente e distinguerle.

I risultati sono stati sorprendenti, primo tra tutti il fatto il numero di copie trascritte variasse da tipologia a tipologia di cellula.

In secondo luogo lo studio a verificato la inadeguatezza delle precedenti classificazioni di espressione monoallelica o biallelica per il TERT e analisi delle sequenze per il TERT.

 

Questo porta alla conclusione che il sistema TERT varia da specie cellulare a specie cellulare.

Questo ci porta a realizzare che tutti gli esperimenti che suggerivano una possibilità di rigenerare i tessuti unicamente attraverso le telomerasi riattivate con cicli terapeutici sono sempre più impraticabili.

Infatti vista la variabilità nei vari tessuti di regolare l’espressione della molecola il processo si fa sempre più complessa.

Sempre più verosimili divengono quindi i trattamenti a base di cellule staminali germinali trapiantate.

Il riattivare artificialmente le telomerasi costituirebbe solo un regalo per quelle cellule che hanno quasi raggiunto le 8 condizioni necessarie affinchè si realizzi una patologia neoplastica.

 

 

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.