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Il vero amore non si dimentica: lo insegnano”Il grande Gatsby” e Gabriel Garcia Marquez

Il vero amore non si dimentica: lo insegnano”Il grande Gatsby” e Gabriel Garcia Marquez

Il film di Baz Luhrmann e il romanzo “L’amore ai tempi del colera” raccontano due storie in cui l’amore, quello vero, è in grado di vincere il tempo e di valere ogni sacrificio e ogni attesa. 

Possono passare mesi, anni o anche decenni, ma quando c’è l’amore di mezzo qualsiasi entità temporale perde i suoi contorni definiti e sfuma. Rubando una frase ai Pinguini Tattici Nucleari, potremmo dire che “Gli uomini sai, sono animali strani […] in grado di dimenticarsi gli olocausti ma quasi mai il viso di una donna“. E le storie che andremo a raccontarvi lo dimostrano in pieno. Perché i nostri personaggi sopportano l’attesa, lottano silenziosamente per il loro amore anche quando non è corrisposto, con la sola immagine in testa della donna che amano. Infatti non importa quello che è successo, quanto tempo è trascorso o quali sacrifici o sofferenze abbiano dovuto patire: se è l’amore a dettare le nostre azioni e a regolare i nostri pensieri, tutto passa in secondo piano. Anche a costo di rimanere troppo (e fatalmente) ancorati al passato, fino a viverci dentro.

Tutto per te

La vicenda del film di Baz Luhrmann ormai non ha più bisogno di presentazioni. Quarta e ultima trasposizione cinematografica del romanzo di Francis Scott Fitzgerald, libro emblema delle contraddizioni del sogno americano, il film è incentrato su una grande e commovente storia d’amore. Jay Gatsby (all’anagrafe James Gatz) è perdutamente innamorato di Daisy, donna con la quale ha avuto una relazione prima di partire per la Prima Guerra Mondiale. Purtroppo però, al suo ritorno, scopre che la sua amata è sposa di un uomo ricco, lo sportivo di successo Tom Buchanan, che ha soppiantato Gatsby nel cuore di Daisy.

Lei è stata un pensiero fisso per il povero Gatsby, quell’immagine che lo ha spronato a restare vivo, che gli ha dato un motivo per tornare a casa e non rimanere in Europa dopo il conflitto. Daisy è il suo grande amore che ora sembra averlo soppiantato. Forse perché era passato troppo tempo dal loro ultimo incontro, forse perché Tom è più ricco di James o per entrambe le cose. Daisy è una donna forte, libera, emancipata che ama il lusso, le feste e lasciarsi andare, a volte anche troppo.

E quando rivede Gatsby sente di amarlo ancora, ma non riesce mai a staccarsi del tutto da Tom e dal suo matrimonio. Tanto che prima propone a Jay di scappare da New York, ma poi ci ripensa. D’altro canto Gatsby, come dicevamo, non l’ha mai dimenticata: dopo cinque anni dalla loro forzata separazione, ancora spera di riconquistarla, ancora si sforza in ogni modo di riaverla. Non sopporta di vederla sposata ad un altro e considera la sua storia con lei come un qualcosa di bellissimo ma interrotto troppo presto. Non può, non riesce a farsene una ragione e ad andare avanti. Perciò aspetta e aspetta ancora, nella speranza di poterla riconquistare.

Non sta ovviamente con le mani in mano: sapendo che Daisy è molto attratta dalla ricchezza (unico vantaggio reale di Tom nella loro contesa per la ragazza), fa letteralmente di tutto per accumulare denaro, persino entrando a far parte di loschi giri d’affari. Con quel denaro poi dà tantissime feste a cui partecipano centinaia di persone, ma nessuna di loro è mai stata invitata. L’ospite d’onore, colei per cui sussistono da soli quei party, era proprio Daisy. Per impressionarla, per alzare la voce e dire: “Eccomi, sono qui: vivo di fronte a te e ho una montagna di soldi che spenderei solo per farti felice e averti qui con me”.

Chiaramente il denaro simboleggia una semplice scalata sociale che Gatsby tenta di fare a modo suo, per dimostrare che, se Daisy lo amava quando era povero, potrà ricambiarlo a maggior ragione adesso che è diventato ricco. E riesce a convincerla per un po’, riesce ad averla di nuovo con sé per alcuni giorni indimenticabili che lo proiettano indietro nel tempo. Ma è purtroppo una situazione effimera, poiché Daisy non saprà decidersi e non sceglierà mai definitivamente Gatsby a scapito di Tom, né viceversa. Così a Gatsby non resta che una soluzione: fare il suo ultimo grande gesto d’amore per Daisy, colei che, nonostante i sacrifici fatti per lei e il tanto tempo trascorso, non smetterà mai di amare. Così si prenderà le colpe per un omicidio che, in realtà,  ha commesso lei e da lì a poco morirà, da solo, consacrando solo e soltanto a Daisy il suo cuore.

“Notti comprese”

Se a Gatsby ci sono voluti cinque anni per rivedere Daisy, al telegrafista Florentino Ariza, protagonista di “amore ai tempi del colera”, ne sono serviti dieci volte tanto per incontrare la sua Fermina Daza, l’unica donna che abbia davvero amato. Anzi, per la precisione ci sono voluti “Cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni, notti comprese” come fa sapere lui tra le pagine del libro. Un conteggio che a tratti può anche sembrare inquietante, ma che rappresenta, in modo sintetico, la costanza di Florentino nel pensare a Fermina e nello sperare di rivederla e di amarla ancora come da giovani.

Anzi, quel conteggio è quasi una sorta di previsione che lui fa a se stesso, come a rassicurarsi che un giorno accadrà. Perché Florentino ha avuto altre donne, ma tutte in gran segreto e per poco tempo. Una specie di cura momentanea e palliativa per un cuore che soffre nel vedere la donna che ha sempre amato sposata ad un altro. Florentino e Fermina si amavano da giovani e, come per Gatsby e Daisy, anche loro due sono stati separati da cause di forza maggiore.

In questo caso è il padre di lei che li allontana (anche se, i primi tempi, riuscivano a scambiarsi delle lettere) perché vorrebbe per la figlia un marito altolocato e ricco. Il padre di Fermina gestisce un traffico di mule e si è arricchito più o meno in modo lecito, perciò vorrebbe far fare alla figlia un salto di classe sociale non da poco. Anche qui, dunque, il motivo ricade in parte nella questione economica, perché un impiegato telegrafista come Florentino non avrebbe mai potuto dare alla sua amata una posizione di rispetto nella società.

Così, malgrado Fermina volesse rimanere legata a Florentino, i due sono forzatamente separati e lei finisce per sposarsi con Juvenal Urbino, un dottore rispettabile e facoltoso di Cartagena, luogo dove prende forma la vicenda. All’inizio Fermina non ama suo marito, ma poi col tempo comincia ad innamorarsi di lui, mentre giunge a troncare definitivamente con Florentino. Fermina per giunta assomiglia molto al personaggio di Daisy Buchanan: è bellissima, con un carattere forte e determinata, anche se un po’ indecisa.

La ricchezza e un posto altolocato nella società le si addicono alla perfezione, proprio come pensava il padre di Fermina, che amava definirla “mula d’oro“, in riferimento al carattere di lei (e alla sua personale attività economica). E come Fermina assomiglia a Daisy per carattere, bellezza e scelte sentimentali ( qui in realtà un po’ più forzate), anche Florentino farà di tutto per riaverla con sé, proprio come Gatsby. Anche a costo di sforzarsi enormemente e di aspettare tutto il tempo che serve. Se necessario anche tutta la vita. 

Gabriel Garcia Marquez (1927-2014)

Vivere nel passato

Innanzitutto, come ha fatto Gatsby, Florentino si darà da fare tantissimo per ritagliarsi una posizione importante in società. E anche qui entra in gioco la logica del denaro, se a causa di esso e di un buon nome gli è stata strappata dalle braccia la sua Fermina. Scala le posizioni della Compagnia fluviale dello zio, fino ad ereditarla per intero. Poi aspetta pazientemente di avere la sua occasione di conquistare di nuovo Fermina, anche se cede qualche volta a fuggiasche tresche di breve durata e di nullo valore.

L’occasione si ripresenta, come già detto, cinquantatré anni dopo la loro separazione, alla morte del marito di Fermina. Inizialmente lei lo respinge, troppo addolorata della perdita subita e ancora convinta di non amarlo più. Ma poi si lascia andare ai corteggiamenti e, alla fine, i due fanno l’amore su un battello mentre attraversano in gita un fiume, tornando improvvisamente giovani. Il tempo si è fermato per loro, anzi è proprio tornato indietro.

I segni dell’età ci sono e non possono andarsene via, ma i loro sentimenti sono ancora giovani e passionali come cinquant’anni prima. Un lieto fine che dà ragione a Florentino per la sua interminabile attesa, per le sue pene d’amore, per i suoi sforzi ingenti a livello professionale e quelli che ha dovuto fare per riconquistarsi la donna. Quel lieto fine che Gatsby ha solo sfiorato, gustato appena appena e a causa del il quale, purtroppo, ha finito per soccombere.

Anche Gatsby avrebbe voluto fermare il tempo, riportarlo indietro e vivere la storia con Daisy nel modo in cui sarebbe dovuta andare. Come dice Nick Carraway (narratore interno del romanzo e del film), Gatsby ha lottato contro tutto e contro tutti non tanto per riconquistare Daisy, ma per far rivivere quel passato felice che i due avevano e dargli (e darsi) un futuro diverso. Gatsby, ormai da cinque anni, vive con la testa nel passato e con la ferma volontà di riportarlo nel presente.

Ed è estremamente rischioso rivolgersi completamente al passato con il proprio sguardo, ma per Gatsby e Florentino era un problema decisamente secondario. Tutto solo per una donna, sia che si chiami Daisy sia che si chiami Fermina. Tanto entrambe portano un’inequivocabile secondo nome: amore. Quello per cui vale la pena lottare, quello per cui vale la pena aspettare. Che siano cinque anni oppure cinquanta, oppure una vita intera.

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