Il vaccino anti-pandemie fai da te arriva a casa per posta

Pensateci. Già adesso, se siamo costretti ad andare dal nostro medico quando circola la normale influenza stagionale, ci si accappona la pelle. Tra colpi di tosse e starnuti in sala d’attesa la probabilità di venire noi stessi contagiati è alta. Adesso pensate come potrebbe essere in caso di gravi pandemie. E dunque, non preferireste avere a disposizione un vaccino  facile direttamente a casa vostra? Proprio a un dispositivo simile stanno lavorando all’Infectious diseases research institute di Seattle e i primi risultati stanno arrivando.

Il gruppo di Darrick Carter ha sviluppato e sperimentato – prima sui furetti, poi sull’essere umano – un vaccino contro l’influenza H5N1 che, grazie a dei microaghi, ci si può autosomministrare con semplicità. E senza uscire di casa, poiché può essere recapitato in sicurezza via posta“Il nuovo vaccino utilizza una combinazione di tre tecnologie, ed è stato progettato proprio per poter essere somministrato dalla persona che riceve il vaccino. Potrebbe essere inviato per posta e basterebbe applicarlo per essere protetti”, ha spiegato Carter.

Un antigene innovativo

La protezione del vaccino è data dalla produzione di anticorpi contro molecole dell’agente patogeno da combattere (i famosi antigeni). Quello utilizzato dai ricercatori di Seattle è un nuovo tipo di antigene che viene prodotto da cellule vegetali riprogrammate. Gli antigeni così ottenuti, sostengono i ricercatori, sono simili alle particelle virali, non sono infettive e sembrano indurre una risposta immunitaria maggiore rispetto al semplice virus inattivato. Inoltre il metodo di produzione è molto più veloce e costituirebbe una valida opzione in caso di pandemia perché permetterebbe di avere a disposizione il vaccino in tempi più rapidi rispetto a quanto avvenga ora.

I microaghi

Quello che forse non tutti sanno è che non è sempre necessaria un’iniezione intramuscolare di vaccino per attivare la risposta immunitaria. Molte delle difese dell’organismo sono collocate là dove c’è una maggiore vulnerabilità, per esempio sotto la pelle, visto che ferite superficiali e piccole abrasioni sono quasi all’ordine del giorno. Sfruttando ciò, Carter e colleghi hanno pensato a un vaccino che potesse essere somministrato per via intradermica con uno speciale patch, una sorta di cerotto con microaghi da 0,6 millimetri. L’idea, insomma, è di avere un dispositivo maneggevole, facile da somministrare da parte di chiunque e sicuro.

L’adiuvante

Perché questa semplice via di somministrazione sia abbastanza efficace da indurre una risposta completa e duratura del sistema immunitario, però, c’è bisogno anche di altro, cioè di un adiuvante. Un adiuvante è una sostanza che viene aggiunta al vaccino per stimolare ulteriormente le difese dell’organismo. In questo specifico caso l’adiuvante si chiama Gla-Af e contiene una molecola che si lega una proteina cellulare (Tlr-4) in grado di indurre la produzione di molecole infiammatorie.

La sperimentazione

Finora il vaccino è stato sperimentato nei furetti e su 100 persone per valutare le sicurezza del prodotto e la capacità di indurre una reazione immunitaria. Negli animali la risposta immunitaria dopo una singola somministrazione è stata completa e nell’essere umano non sono stati osservati particolari effetti collaterali. Per verificare l’efficacia del vaccino saranno necessari ulteriori studi clinici e, se tutto va bene, secondo Carter si potrebbe arrivare all’approvazione nel giro di cinque anni.

-Valto