Il Superuovo

Il transumanesimo e la salvaguardia ambientale: Nick Bostrom ci aiuta a capire i due temi

Il transumanesimo e la salvaguardia ambientale: Nick Bostrom ci aiuta a capire i due temi

Topos degli ultimi mesi è il messaggio forte di salvare l’ambiente e a tale propositio in Tanzania si sono inventati una tecnologia chiamata Internet of wild Things.

Da fine 2018 e durante tutto il 2019 siamo stati protagonisti di molteplici lotte per la salvaguardia dell’ambiente, il rispetto della natura ed evitare il portare al collasso tutto il sistema Terra; abbiamo anche assistito a movimenti com il Friday For Future . La cosa interessante da segnala qui però è questa: in Tanzania hanno sviluppato il sistema Internet of wild Things, proprio per controllare e salvaguardare l’ambiente. Stessa cosa si cerca di farla con la corrente del transumanesimo, che tende ad integrare la tecnologia con l’essere umano per migliorarne la qualità della vita, integrando la naturale biologia alla tecnologia, spiegato poi con la nascita di Humanity+.

Che cos’è il sistema Internet of wild Things?

Nella riserva Grumeti in Tanzania sono stati arrestati a gennaio 30 bracconieri grazie a TrailGuard Al, un sistema di fototrappole integrate con l’intelligenza artificiale che rileva anche l’eventuale presenza di armi da fuoco nelle zone più battute da animali e cacciatori di frodo. L’applicazione, sviluppata dalla Ong americana Resolve in collaborazione con Intel, è in grado di allertare i presidi di pronto intervento con un microprocessore che seleziona il collegamento a internet più adatto al luogo, dal satellite alla rete GSM dei telefoni cellulari. Internet of wild Things, declinazione naturalistica dell’internet delle cose, non si riduce alle fototrappole. Nella riserva privata di Welgewonden in Sudafrica per proteggere una delle più consistenti popolazioni di rinoceronti del continente, i ricercatori dell’università locale, in collaborazione con IBM, hanno trovato una soluzione innovativa. Al posto di mettere il radiocollare ai rinoceronti lo hanno applicato su zebre e impala, trofei di solito poco ambiti dai bracconieri. Osservando il comportamento di questi animali un algoritmo presente nel collare segnala in tempo reale se ci siano cacciatori in zona: quando si presentano predatori come leoni o altri carnivori antilopi e zebre si radunano in branco per proteggere i cuccioli ma di fronte a un essere umano, magari armato di fucile, tendono a disperdersi. Un’anomalia registrata dall’algoritmo che avvisa i ranger della presenza di un ospite sospetto, in modo da poterli arrestare…Geniale no?

 

Il transumanesimo ci salverà dall’esinzione?

Il transumanesimo (o transumanismo, a volte abbreviato con >H o H+ o H-plus) è un movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive e migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana. Il significato del termine “transumanesimo” fu delineato in modo sistematico da Julian Huxley nel 1957, nel testo “In New Bottles for New Wine”, dopo averlo a sua volta mutuato dall’amico Pierre Teilhard de Chardin che aveva coniato il termine già nel 1949. Nell’originaria accezione di Huxley, transumanesimo indica «l’uomo che rimane umano, ma che trascende sé stesso, realizzando le nuove potenzialità della sua natura umana, per la sua natura umana», collocandolo in uno scenario di emancipazione dell’umanità in cui quest’ultima assume consapevolmente il compito di guidare il generale processo evolutivo. Tra i precursori del transumanesimo, i trasumanisti tendono ad annoverare diversi pensatori e filosofi, quali ad esempio Giovanni Pico della Mirandola, Ruggero Bacone, Francesco Bacone, Lev Trockij e Pierre Teilhard de Chardin. Seguendo le tradizioni filosofiche dell’Umanesimo rinascimentale, pone gli esseri umani al “centro” dell’universo morale, e sostiene che non esistano forze sovrannaturali che guidino l’umanità. Tende inoltre a preferire discussioni razionali e osservazioni empiriche dei fenomeni naturali e promuove pertanto scienza e ragione. Seguendo la tradizione scientifica, morale e filosofica del XIX secolo, influenzata dall’illuminismo e dal positivismo, il transumanesimo si pone come obiettivo l’utilizzo della conoscenza globale come mezzo in vista di un miglioramento individuale e civile. Secondo i transumanisti esiste un imperativo etico per gli esseri umani di lottare per il progresso e il superamento di sé (perfettismo). L’umanità dovrebbe entrare in una fase post-darwiniana di esistenza, nella quale gli esseri umani dovrebbero controllare l’evoluzione e le mutazioni casuali dovrebbero essere sostituite da cambiamenti guidati dall’autodeterminazione e dalla razionalità. I transumanisti si interessano dunque a tutti i vari campi della scienza, della filosofia, dell’economia e della storia naturale e sociale per comprendere e valutare le possibilità di superare le limitazioni biologiche. Il transumanesimo addotta una visione antispecista, riconoscendo il diritto al benessere per tutti gli esseri senzienti.

Nick Bostrom come maggior esponente del movimento transumanista.

Nick Bostrom (10 marzo 1973) è un filosofo svedese, noto per la sua riflessioni sul cosiddetto rischio esistenziale e sul principio antropico. Ha conseguito un dottorato di ricerca dalla London School of Economics nel 2000 ed è direttore del Future of Humanity Institute presso l’Università di Oxford. Oltre a studi e scritti, tanto divulgativi quanto accademici, Bostrom, ha fatto frequenti apparizioni su diversi media occupandosi soprattutto di tematiche pertinenti al transumanesimo e ad argomenti ad esso collegati, quali la clonazione, l’intelligenza artificiale, la superintelligenza, la possibilità di trasferimento della coscienza su supporti tecnologici, le nanotecnologie e le tesi sulla realtà simulata. È noto per essere sostenitore di una tesi secondo la quale le probabilità che la specie umana viva all’interno di una realtà simulata sarebbero rilevanti dal punto di vista probabilistico. Bostrom è favorevole al cosiddetto potenziamento umano e all’automiglioramento della specie umana attraverso un uso etico del sapere e delle tecnologie scientifiche ed è critico nei confronti del punto di vista bio-conservatore. Bostrom ha affrontato il problema filosofico della possibilità di sopravvivenza dell’umanità a lungo termine. Ha definito con l’espressione rischio esistenziale la situazione nella quale un evento, o una serie di eventi di qualsiasi natura, possano annientare del tutto, oppure limitare in modo drastico, le potenzialità della vita intelligente sul pianeta Terra. Nel 2008, nel volume “Global Catastrophic Risks”, curato insieme a Milan Čirković, è stata fornita una tassonomia dettagliata del concetto di rischio esistenziale di specie. Sara davvero ciò il nostro futuro? Lo scopriremo solo vivendo! 😉

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: