Il Superuovo

Apuleio e Koda fratello orso ci insegnano a maturare grazie alla metamorfosi

Apuleio e Koda fratello orso ci insegnano a maturare grazie alla metamorfosi

La nostra vita alle volte anche gli eventi apparentemente più sconvolgenti possono essere la chiave per la maturazione personale. Apuleio e Koda fratello orso ci spiegano perché. 

Lucio, ovvero l’asino d’oro.

Apuleio, scrittore romano di II secolo d.C., è famoso soprattutto per il romanzo intitolato dai codici Metamorphoseon Libri, titolo spesso affiancato a quello dato da S. Agostino ovvero Asinus Aureus. Qui lo scrittore racconta che la maturazione personale può avvenire talvolta attraverso patimenti fisici e morali: per colpa della metamorfosi il protagonista del racconto è costretto ad affrontare molte peripezie, ma grazie alla metamorfosi Lucio troverà se stesso. Anche in Koda fratello orso, Kenai si trova ad affrontare molte peripezie e a cambiare completamente abitudini di vita. Il fatto più grave che Kenai dovrà affrontare è forse l’inseguimento da parte del fratello, ma proprio durante una fuga il ragazzo/orso giungerà alla propria maturazione personale. 

Kenai riassume le sue sembianze umane.

L’avventura di Lucio nelle Metamorfosi

Il protagonista del romanzo è Lucio, un giovane ragazzo la cui caratteristica peculiare è la curiositas, la curiosità. Arrivato a Hypata, città della Tessaglia, tradizionalmente patria di maghi e stregoni, egli è ospite del ricco Milone e della moglie Pànfile, esperta in arti magiche. Qui Lucio guadagnerà i favori di Fotide, serva di Pànfile, che lo farà assistere segretamente ad un rituale metamorfico della padrona. Estasiato alla vista di Pànfile che, grazie ad un unguento, diventa un gufo, Lucio prega Fotide di provare l’unguento su di lui. La serva nel momento più delicato sbaglia la boccetta e cosparge Lucio di un unguento che lo muta in asino, senza però togliergli la capacità razionale propria dell’uomo. Da questo momento in poi Lucio si vedrà costretto ad affrontare molte peripezie alla ricerca delle rose che, se mangiate, gli restituirebbero le proprie sembianze umane. Lucio sarà rapito dai briganti e assisterà a tristi storie e ascolterà anche la triste storia di Amore e Psiche, ma alla fine, saziato nella propria curiositas e divenuto esperto del mondo e di se stesso, grazie ad un sacerdote di Iside, su una spiaggia di Corinto cui era giunto da solo, riceve una corona di rose, che mangerà tornando ad essere uomo. Al di là delle avventure di Lucio e dei problemi legati al messaggio dell’opera, si potrebbe dire la morale della favola più diretta ed evidente sia la seguente: per diventare uomo, talvolta bisogna abbassarsi a diventare non-uomo. Lucio ha rinnegato la propria natura umana e con le proprie sembianze asinili ha compiuto il suo viaggio verso la sapienza.

L’avventura di Kenai in Koda fratello orso.

Come Lucio, anche Kenai è un ragazzo immaturo e molto infantile, terzo fratello di tre, appena entrato nella maggior età e pronto a ricevere il totem che lo guiderà per tutta la sua vita. Le sue aspettative sono molto altre, perciò quando riceve il totem dell’orso, creatura che nella cultura indiana simboleggia l’amore, Kenai resta profondamente deluso. Da questo momento in poi Kenai sarà indissolubilmente legato al proprio totem, nel bene e nel male: un orso uccide suo fratello Sitka e viene ucciso a sua volta da Kenai. Dopo aver ucciso l’orso, Kenai viene tramutato dagli spiriti proprio in orso e comincerà il proprio viaggio verso la sapienza, a fianco di Koda un piccolo orsacchiotto orfano e molto appiccicoso. In questo suo viaggio Kenai scoprirà una verità terribile, che dovrà confessare ed espiare, ma che gli permette di crescere nel suo rapporto con Koda. Il suo obiettivo da orso è quello di recarsi sul monte dove le luci toccano la terra, luogo in cui avrebbe riguadagnato le proprie sembianze umane. Kenai giungerà in quel luogo proprio nel momento apparentemente più difficile della sua vita da orso, ma che alla fine capiamo essere il momento più giusto per lui, cioè durante la fuga da sua fratello Denahi che, inconsapevole della trasformazione del fratello e convinto invece che anche Kenai sia stato ucciso dall’orso come Sitka, è deciso a ucciderlo. Non dico altro della trama per evitare di rovinarla a chi ancora non abbia visto il cartone, ma risulta chiaro che in Koda fratello orso il messaggio che viene trasmesso vuole essere lo stesso delle Metamorfosi: non si può tornare uomo se prima non si è maturati come animali, ovvero non si può crescere con se stesso se prima non si affrontano avventure e non si percorrono strade apparentemente al di là della nostra portata.

Per concludere

Vorrei cominciare a trarre le conclusioni da una frase che ho pronunciato qualche giorno fa in un discorso con alcuni miei amici. Avremmo dovuto vedere l’alba, ma il cielo era tutto nuvoloso e, per quanto ci avessimo sperato, non siamo riusciti a vederla. Allora ho detto una frase banale, banalissima, ma che poi mi ha fatto riflettere: “Il sole sorge comunque, anche se non lo vediamo”. È una banalità assoluta questa frase. Ma proprio a partire da questa frase ho pensato, riflettendo sulla banalità che ho detto: “ Certo che se questa frase banale la si rapporta ad un modo di vedere la vita, non è più così banale”. Se la si vede come metafora della vita allora si capisce il senso profondo e vero dei messaggi che ci danno Apuleio e Koda fratello orso. La vita è un percorso di crescita personale e come ogni percorso presenta ostacoli e difficoltà o addirittura ci apre strade che non ci aspetteremmo. Come Lucio e Kenai non dobbiamo farci abbattere dalle difficoltà e dagli eventi più sconvolgenti, perché solo trovando il positivo in quello che ci capita lo si può affrontare serenamente e con il sorriso, fino alla crescita, la vera crescita personale. Cambiamo prospettiva e guardiamo il sé nascosto dietro agli ostacoli della vita. Lucio e Kenai avrebbero potuto abbattersi e non iniziare nemmeno il loro difficile e logorante percorso, ma hanno stretto i denti, dimostrando che si scopre l’io sempre dopo aver affrontato e superato ostacoli e pericoli apparentemente insuperabili. Se anche non vediamo la luce alla fine del tunnel dei dolori della vita, non abbattiamoci, perché tutto avviene, ma a tempo debito.

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