Il tanto temuto effetto serra renderà possibile la vita su Marte

Negli ultimi anni lo spazio ha attirato sempre di più l’attenzione, ed in particolare l’idea di poter vivere, un giorno, su un altro pianeta. Sicuramente ciò non è semplice come il cinema può far sembrare, ma non è poi così impossibile.

Marte

Il primo pianeta che sarà possibile colonizzare è Marte, seppure le sue condizioni siano assolutamente inospitali. Dopo molte idee, è arrivato uno studio condotto dalla NASA, in collaborazione con Harvard e con l’università di Edimburgo che spiega come rendere ospitale questo pianeta, o almeno una parte di esso. La chiave per rendere possibile ciò è l’effetto serra.

L’inospitalità di Marte

Sin dalle prime missioni è stato chiaro come il pianeta sia inadatto alla sopravvivenza di qualsiasi forma di vita. Si è da subito cominciato a cercare un modo per renderlo ospitabile.

La sottile atmosfera di Marte

Le cause principali della sua inospitalità sono da ricercare nelle temperature (la sua temperatura media è -63°C), nella composizione atmosferica, ma anche nell’assenza della magnetosfera. Si pensa che la magnetosfera fosse presente quando si formò il pianeta, ma che 4 miliardi di anni fa sia scomparsa,e che la sua assenza permetta ai venti solari di arrivare fino alla ionosfera. I venti solari sono molto pericolosi, composti principalmente da elettroni e protoni, con energia compresa tra 1,5 e 10 keV, ciò causa la continua asportazione dei gas atmosferici, proprio per questo l’atmosfera di Marte è sottile, e quindi non trattiene i raggi ultravioletti che attualmente colpiscono la superficie. Per quanto riguarda la composizione atmosferica, essa è composta prevalentemente da CO2 e sono presenti solo tracce di ossigeno, che rende la sua aria, per gli animali (quindi anche per gli umani), irrespirabile. Inoltre la totale assenza di acqua liquida, anche a causa delle sue temperature superficiali, complica la possibilità di sopravvivenza. Tutti questi problemi sono stati i nodi delle idee sviluppate per rendere possibile la futura colonizzazione di Marte.

Come rendere possibile la colonizzazione di Marte

Aerogel

Sono numerose le idee sviluppate negli anni, ma solo di recente è stata sviluppata un’idea che, a differenza delle precedenti, è realizzabile. Le prime idee sviluppate si basavano sul terraformare l’intero pianeta, cambiandone il clima, ma dopo svariati calcoli si è capito che è pressoché impossibile, è invece realizzabile rendere ospitabili piccole zone del pianeta. Una di queste è stata sviluppata da Elon Mask, e consiste nel bombardare la superficie del pianeta con armi nucleari (cosa oltretutto proibita dai trattati internazionali). Circa 40 anni fa Carl Sagan propose di fondere i ghiacciai ai poli, così facendo il vapore acqueo e l’anidride carbonica avrebbero dato origine all’effetto serra, riuscendo così ad alzare la temperatura marziana ed ad impedire ai raggi ultravioletti di raggiungere la superficie. La NASA nel 2018 ha effettuato uno studio, il quale ha portato alla conclusione che questa idea è irrealizzabile. L’ultima idea per rendere vivibile il pianeta è partita proprio dal ricreare l’effetto serra sul pianeta. Il progetto si basa sul ricreare l’effetto serra in piccole zone, in questo modo si riprodurrebbe il clima terrestre. Per fare ciò si dovrebbe delimitare una zona con una cupola ricoperta da banale aerogel di silice, che già viene usato per le missioni spaziali, ad esempio sui rover che si trovano su Marte. Questo materiale è isolante, permetterebbe quindi di riscaldare zone specifiche, in modo da viverci e da coltivarci. L’aerogel è un materiale leggero ma sopratutto a bassa conduttività che lo rende isolante, è inoltre traslucido. Questo materiale trattiene il calore e protegge dalle radiazioni dannose, ciò lo rende dunque perfetto per creare zone dove poter vivere. Laura Kerber afferma che ‘L’aerogel di silice è un materiale promettente perché è passivo, non richiede grandi quantità di energia o la manutenzione di parti mobili per mantenere l’area calda per un lungo periodo di tempo’. La NASA ha calcolato che per realizzare il progetto serviranno quattro anni terrestri, affinché l’aria sotto la cupola raggiunga una temperatura che renda possibile la vita.

L’effetto serra

L’effetto serra consiste nell’accumulo di energia termica, che proviene dal Sole, all’interno dell’atmosfera.

Schema dell’effetto serra

Tale effetto è causato dai gas serra presenti nell’atmosfera, che sono: il vapore acque, l’anidride carbonica, protossido di azoto, metano e l’esafloruro di zolfo, essi permettono alle radiazioni solari di entrare, ma non fanno uscire le radiazioni infrarosse, mantenendo caldo il pianeta. L’effetto serra è essenziale per lo sviluppo della vita sulla Terra. Però l’aumento dell’effetto serra, a causa dell’uomo, sta portando al riscaldamento globale. Negli ultimi anni nell’atmosfera sono stati emessi gas, come i clorofluorocarburi, che hanno alterato l’equilibrio di questo fenomeno e lo hanno amplificato, causando un aumento di temperature. Questi gas hanno anche causato il cosiddetto ‘buco dell’ozono’. L’ozono, che si trova principalmente nell’ozonosfera, trattiene le radiazioni solari per noi dannose, ma con l’aumento dei gas precedentemente elencati, questo strato si assottiglia causando l’aumento delle radiazioni dannose.

Laura Messina

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