Il tempio di Amon-Ra avrebbe potuto essere distrutto o dedicato a qualcun altro, scopriamo la vicenda del faraone Amenhotep IV.

Abbiamo assistito il 21 dicembre all’allineamento tra il sole e tempio di Amon-Ra; proprio quel tempio dedicato a quel dio è stato osteggiato da un faraone, Amenhotep IV. Scopriamo il “quasi monoteismo” che per un periodo ha invaso l’antico Egitto.
L’allineamento tra il sole ed il tempio di Amon-Ra
Il giorno del solstizio d’inverno, il 21 dicembre, in Egitto si assiste ad uno spettacolo meraviglioso: l’allineamento del sole col tempio di Amon-Ra a Karnak. A causa dello spostamento dei pianeti nei circa 4000 anni che separano noi e la costruzione di questo tempio il giorno può spostarsi ed essere anche il 20 o il 22 dicembre. Secondo alcuni studi molto templi sono stati costruiti con l’intenzione di celebrare i giorni di equinozi e solstizi, anche il tempio di cui stiamo trattando. Per l’antico Egitto il solstizio d’inverno rappresentava la rinascita, perché segnava il momento in cui il Nilo si ritirava dopo l’annuale inondazione e loro potevano procedere con la semina; ricordiamo anche che dopo il solstizio d’inverno le giornate si allungano e abbiamo ogni giorno qualche minuto in più di luce. Alcuni studiosi credono anche che ci fosse l’intenzione di formare un simbolo utilizzando la figura del sole; infatti la sagoma del sole si “appoggia ad una base” e crea in prospettiva il geroglifico dell’akhet, simbolo anche questo di rinascita. Abbiamo una breve parentesi però, quella di Amenhotep IV, che cercò di convertire tutto l’Egitto alla venerazione di un unico dio: Anton.
Le intenzioni di Amenhotep IV
Amenhotep IV, che poi cambio nome in Akhenaton, regnò da solo dal 1378 al 1352 a. C. Lui passò alla storia come “faraone eretico”, perché cercò di convertire l’Egitto alla venerazione di un unico dio, Aton. Amenhotep entrò in conflitto con il potente clero tebano, perché voleva sostituire soprattutto il culto del dio Amon. Aton non era rappresentato in forma antropomorfa, aveva l’aspetto di un sole i cui raggi erano braccia (con mani), alcune delle quali tenevano l’ankh (simbolo della vita). Non possiamo parlare di monoteismo vero e proprio perché Aton era una divinità che faceva parte del nostro mondo, non era in una dimensione esterna. Amenhotep abolì le immagini e i culti degli altri dei, la rappresentazione delle divinità come animali e i sacrifici animali e tolse le pratiche magiche. Anton era l’unico dio che era concesso venerare e tutto il tesoro dello stato confluiva nel suo tempio; l’unica persona che riusciva a comprendere e celebrare adeguatamente questo dio era il faraone. La vicenda di Amenhotep IV e Aton fu breve, perché con la morte di questo faraone l’Egitto torno a venerare i suoi dei.

Le ipotesi di Freud sulle origini della religione ebraica
Una teoria affascinante quanto non certificabile è quella di Freud, che fa derivare da questo culto la religione ebraica. Nel 1939 Freud pubblica Uomo Mosè e la religione monoteistica. In quest’opera ipotizza che Mosè fosse un egiziano che credeva al culto monoteistico di Aton; lui convertì gli ebrei che si trovavano in Egitto e loro successivamente lo uccisero. Presi dal rimorso questo uomini dichiararono Mosè come fondatore della loro religione, poi si spostarono in Palestina e incontrarono un gruppo di ebrei che credeva o in un dio locale dei vulcani, Jahve; gli ebrei seguaci di Mosè identificarono in questo dio dei vulcani il loro e si unirono insieme. Questa ipotesi non è documentabile, quindi resta solo questo, un’ipotesi.