Il sogno (ri)diventa realtà: il secondo viaggio verniano ‘dalla Terra alla Luna’ sarà nel 2024

2024: dopo 55 anni l’uomo potrebbe tornare sulla Luna, realizzando nuovamente il sogno di Jules Verne.

Uno dei poster della NASA che promuove le future missioni sulla Luna e su Marte

Jules Verne immaginava un uomo in grado di toccare il suolo lunare. Era il 1865. Un secolo dopo la NASA riesce effettivamente nell’impresa, rendendo la visione di un uomo una realtà per l’umanità. Dopo un altro mezzo secolo l’essere umano potrebbe replicare l’impresa, risbarcando sul satellite nel 2024.

Jules Verne, l’uomo che inventò la fantascienza 

‘Il padre della fantascienza’: così è conosciuto un uomo nato nel 1828 che scrisse di un futuro dove l’uomo non poteva solo raggiungere le ‘Ventimila leghe sotto i mari’, ma anche andare ‘Dalla Terra alla Luna’ e ritorno. Ed effettivamente così è stato. Jules Verne era infatti uno scrittore visionario, per molto tempo relegato alla sola letteratura per ragazzi ma oggi considerato uno dei grandi della letteratura francese e colui che, secondo Zola, ‘ha portato alle estreme conseguenze ciò che la scienza considera possibile in teoria, ma che nessuno è riuscito finora a mettere in pratica‘.

Ma perché si dice questo di un uomo nato e vissuto nel diciannovesimo secolo? Perché le opere di Verne non sono solo dei semplici racconti di avventura. Al contrario celano dietro le loro pagine uno studio attento della natura, dell’animo umano e delle tecnologie vecchie, nuove e non ancora inventate. Non è un caso che questo autore affascini ancora così tanto nonostante i secoli che ci separano da lui. Sebbene infatti ciò che descrive sia ormai diventato realtà da molto tempo, i suoi romanzi ancora intrigano, probabilmente per due motivi. Il primo è che un uomo sia riuscito ad immaginare il nostro mondo con tanto anticipo. Non importa se ora non c’è più stupore nel leggere di un proiettile sparato fino alla Luna; la sorpresa nasce dal fatto che il 1969 sia stato anticipato di 100 anni. Il secondo, strettamente correlato al primo, è che i suoi scritti sono un esempio di come una visione possa diventare realtà. Il sogno di tutti, o no?

Ma quale visione è diventata realtà? Cosa esattamente Verne descriveva con tanta precisione? Molte cose a dirla tutta, ma in particolare, e per quanto concerne questo articolo, l’arrivo dell’uomo sulla Luna.

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Un’illustrazione dal romanzo ‘Dalla Terra alla Luna’

 

Tra finzione e realtà, a cavallo tra due secoli

‘Senza Verne, molto probabilmente non avremmo mai concepito l’idea di andare sulla Luna‘. Parole di Ray Bradbury, un’altra importantissima ed amatissima penna della fantascienza. Al tempo di Jules Verne l’idea di approdare sulla Luna non era probabilmente una priorità. Ma anche se lo fosse stata, la tecnologia del diciannovesimo secolo non avrebbe permesso un’avventura tanto fantascientifica.

Verne immagina un cannone in grado di sparare un proiettile enorme verso il nostro satellite. Questo proiettile, prima pensato di forma sferica, viene poi modellato come un cono, con cioè una punta in cima ed un cilindro come base. All’interno di questo ‘proiettile’ viaggiano tre uomini, che raggiungono l’orbita lunare, purtroppo senza riuscire a sbarcare. A parte questo ultimo dettaglio, questa descrizione ricorda qualcosa?

20 luglio 1969: tre uomini a bordo dell’Apollo 11, lanciati verso la Luna come un proiettile da un razzo a forma conica. Sembra impossibile, ma più di un secolo prima uno scrittore ritenuto infantile descrisse quello che sarebbe poi diventata una pietra miliare della storia umana. Fortunatamente, al contrario di quello che Verne scrisse nelle sue pagine, la missione dell’Apollo 11 andò a buon fine. Neil Armstrong e Buzz Aldrin grazie a numerosi razzi e moduli riuscirono a sentire sulle proprie tute la polvere lunare e a piantare la loro bandiera. Chissà cosa avrebbe detto Verne, soprattutto considerato che fra cinque anni il suo sogno potrebbe ritornare realtà, vedendo nuovamente l’uomo sulla Luna.

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Uno scatto della missione Apollo 11 del 1969

 

I moderni viaggi ‘dalla Terra alla Luna’

Cosa cambierà dopo mezzo secolo? Se nel 1969 abbiamo visto tre uomini lasciare la superficie terrestre alla volta di quella lunare, questa volta gli astronauti verranno preceduti da delle sonde costruite da società private: la Astrobotic e la Intuitive Machines, che programmano di arrivare al satellite entro il 2021. L’obiettivo è poi quello di costruire una base lunare sempre più stabile, che sarà collegata alla Luna non dal Lem di cinquant’anni fa, ma da dei moduli-ascensore.

Prima che l’uomo, o la donna, faccia il gigantesco balzo per l’umanità però i quattro membri dell’equipaggio dovranno attendere agganciati al Gateway (la stazione spaziale). Solo dopo essersi accertati che tutto sia perfettamente in regola, due di loro -è stato infatti programmato che gli altri due li debbano seguire solo in un secondo momento- potranno procedere con l’allunaggio, che avrà una durata di circa 12 ore.

Dopo tre giri attorno al satellite, i due astronauti potranno rimanerci solo 6 giorni, avendo a disposizione un massimo di 5 passeggiate lunari. Il progetto prevede tuttavia di arrivare fino ad un soggiorno di ben 30 giornate.  Alcuni scettici temono che anche questa volta ci sarà una ritirata da parte della NASA, ma, nel caso le cose rimanessero come sono state annunciate, oltre alla agenzia spaziale americana si dovranno ringraziare due società aerospaziali private, la Blue Origin e la SpaceX. Queste si occupano rispettivamente di un modulo per l’allunaggio e di un razzo in grado di atterrare verticalmente sul nostro satellite. Addirittura si dice che se i problemi di costruzione di quest’ultimo verranno risolti, sarà proprio lui ad essere protagonista dello sbarco su Marte. Che l’uomo del ventunesimo secolo riesca a realizzare anche il suo di sogno, oltre a quello di Jules Verne, e cioè di rendere possibile un dalla Terra al Pianeta Rosso?

Le due sonde che precederanno l’uomo sulla Luna in compagnia di una terza, della Orbit Beyond, che però ha fatto marcia indietro

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