Milano, Gallerie d’Italia. Accanto alle esposizioni permanenti, questa volta troviamo una raccolta delle maggiori opere del periodo Romantico in Italia. Hayez, Inganni, Caffi tra i pittori, Bartolini spicca invece tra gli scultori. Insomma, le sale del museo in Piazza della Scala si riempiono di quell’aria rivoluzionaria, tormentata e piena di emozioni del diciannovesimo secolo.

‘L’eclissi di sole a Venezia’ di Ippolito Caffi

Organizzata su più sale, appena all’entrata troviamo ad accogliere i visitatori delle sculture, messe in cerchio. Ai loro lati, delle sale più piccole, contenenti i dipinti. Divisi per ordine tematico, riescono a far percepire ad ogni occhiata il vero spirito Romantico.

 

Un’immersione Romantica

Due scelte permettono al visitatore un’immersione ancora più profonda in quello che la mostra vuole andare a rappresentare. Innanzitutto, il fatto di posizionare le opere più grandi ad altezza busto. Sicuramente per ragioni di spazio, questo fa avvicinare lo spettatore al dipinto, mettendolo quasi sul suo stesso piano e creando l’illusione di entrare nelle strade di quella Milano di due secoli fa, proprio ai piedi del Duomo.

In secondo luogo, il fatto di aver scelto di accostare ogni area con dei versi di poesie celebri (per la maggior parte del poeta Giacomo Leopardi) avvicina i visitatori ai sentimenti che le persone provavano e desideravano trasmettere in quegli anni.

Clima, di fatto, evocato anche da alcuni approfondimenti storici che accompagnano il racconto suggerito dalle tele. Gli ultimi anni dell’800 sono infatti stati anni turbolenti per la storia italiana. Per arrivare all’unità, si è dovuti passare dai moti rivoluzionari, che hanno stravolto, tra le altre, la città di Milano -a sua volta protagonista della mostra. I segni di quelle battaglie sono visibili anche nei dipinti stessi, e non perché vi sono state impresse con i colori. Una tela, per esempio, riporta un foro nella sua parte sinistra. Foro provocato durante le 5 Giornate di Milano.

Dettaglio di un ritratto di Lucia Mondella, protagonista de I Promessi Sposi, danneggiato durante le 5 giornate di Milano

Questo fatto rende l’arte non solo un testimone passivo della storia in cui è stata immersa, ma uno di quelli più attivi che mai. Anche solo per essere stata quella che ha immortalato le figure di Alessandro Manzoni e dei suoi personaggi. Un’intera sala è dedicata a I Promessi Sposi e al suo autore, così da lodare uno dei più grandi letterati della nostra storia.

 

Il romanticismo in Hayez

Ma cos’è esattamente il Romanticismo? Esso è un periodo, storico e artistico, sviluppatosi in Europa nel diciannovesimo secolo. Ha coperto ogni tipo di arte, da quella figurativa alla letteratura, differenziandosi per la sua concezione della natura, indomabile, libera ed immensa. Una natura che l’uomo non poteva e non doveva controllare, fatta di mari in tempesta e di oceani di nuvole in tormento. Una natura che poteva essere una compagna per l’artista, o motivo di paralisi. Essa rifletteva la concezione di infinito ricercato dai Romantici, del bisogno che avevano di raggiungerlo e teorizzarlo, spesso rimanendo paralizzati davanti al suo essere sublime.

Altri temi caldi per i Romantici erano la storia, la libertà da ogni forma di costrizione o tirannia ed legame amore-morte. Proprio di questi tratta il dipinto presente in una delle sale finali della mostra: L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo, di Francesco Hayez. Con uno stile un po’ classicheggiante nella nitidezza, il pittore realizza con delle semplici linee e colori la passione dei due star crossed lovers che si scambiano il loro ultimo bacio. L’attenzione ai dettagli, la forza del sentimento espresso in modo così esplicito rendono l’opera un maestoso esempio di quella che are l’arte Romantica.

‘L’ultimo bacio di Giulietta e Romeo’ di Hayez

Ma Hayez stesso è stato in prima persona un esempio dell’uomo ottocentesco. Nato a Venezia nel 1791, si sposta molto attraverso l’Italia, fino a quando raggiunge Milano, dove morirà nel 1882 a 91 anni. Diventa professore dell’Accademia di Brera, dove aveva presentato le sue prime opere all’arrivo nella città della Madonnina, e sente molto il tema politico, inserendolo in numerosi suoi dipinti, tra cui Il Bacio stesso. Esponente di un Romanticismo un po’ formale, ma comunque coinvolgente, ritrae numerose personalità dell’epoca, immortalando per sempre un’epoca di cambiamenti. Quelli, di fatto, sui cui si basa l’Italia di oggi. Quelli che hanno cambiato la nostra storia, scrivendola.

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