Il ritrovamento dell’affresco della pizza di Pompei: storia di un’antica città

La storia di Pompei raccontata tramite il ritrovamento del nuovo affresco: ecco come le scoperte trasmettono la storia della città.

Negli ultimi giorni il ritrovamento di un affresco di un probabile antenato della pizza ha rispolverato le curiosità e la storia che ogni giorno Pompei ci tramanda: ecco come il ritrovamento degli affreschi di Pompei ci trasmettono la storia dell’antica città.

La scoperta archeologica

L’affresco, che si trovava sulla parete di un’antica casa pompeiana è stato scoperto durante nuovi scavi nell’insula 10 della Regio IX a Pompei, il famoso sito archeologico che è suddiviso in nove quartieri chiamati “Regiones”, ciascuno dei quali a sua volta diviso in isolati o “Insulae”,

Secondo gli storici questo affresco raffigura quello che si suppone essere un vassoio d’argento, sul quale è posato un calice di vino accanto a una focaccia tonda di forma piatta, condita con frutta in cui si riconoscono forse un dattero e un melograno, e spezie. Spalmato su quello che sembra un antenato della nostra conosciuta pizza, patrimonio dell’Unesco, c’è forse anche un pesto di cui parlano le fonti letterarie, un battuto di erbe, aglio e formaggio chiamato moretum e indicato nel dipinto dai puntini color giallastro e ocra. Sul vassoio sono presenti inoltre frutta secca, datteri, melograni e una ghirlanda di corbezzoli gialli.

Questo tagliere di 2.000 anni fa rientra in una precisa tradizione pittorica di derivazione ellenistica (III-I secolo a.C.): quella degli xenia, anche chiamati doni che, in genere prodotti della campagna, venivano offerti all’ospite per farlo sentire come a casa propria, parte integrante della comunità che stava visitando.

Questa consuetudine aveva per i greci una connotazione sacra: la xenia era l’obbligo di offrire ospitalità ai viandanti e di trattarli con rispetto, ed era garantita proprio dal Dio supremo della religione politeista greca Zeus. Nelle città vesuviane si conoscono circa 300 raffigurazioni simili, ma quest’ultima colpisce per la qualità di esecuzione pittorica.

Queste offerte avevano spesso anche un carattere votivo: come scrivono l’archeologo Alessandro Russo e il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, in un articolo sulla scoperta liberamente consultabile sull’E-Journal degli Scavi di Pompei:

«un’immagine dalla casa dei Cervi a Ercolano associa la natura morta con xenia a una statua di Dioniso, rendendo così il carattere votivo dell’offerta esplicito»

 

La storia dell’antica città

Il ritrovamento della città antica di Pompei è una delle scoperte archeologiche più significative e suggestive della storia. Pompei era una città romana situata nella regione dell’antica Roma, nota come Campania, vicino alla moderna città di Napoli, in Italia.

La città fu fondata nel VI secolo a.C. dagli antichi Sanniti, un popolo italico. Successivamente, nel III secolo a.C., divenne una città romana, prosperando come centro commerciale e residenziale. Tuttavia, nel 79 d.C., la città fu distrutta da una violenta eruzione del Vesuvio, il vulcano che si ergeva nelle sue vicinanze. Il vulcano eruttò in modo esplosivo, coprendo completamente la città con una spessa coltre di ceneri e lapilli.

Dopo la distruzione, Pompei venne abbandonata e gradualmente dimenticata. La sua esistenza fu ricordata solo attraverso antiche scritture e leggende locali. Tuttavia, nel corso dei secoli, le storie sulla città sepolta continuarono a circolare e suscitarono l’interesse degli studiosi.

Il vero recupero di Pompei ebbe inizio nel XVIII secolo, quando un contadino locale scoprì casualmente alcuni reperti antichi mentre scavava un pozzo. Questo evento attirò l’attenzione del re di Napoli, Carlo III di Borbone, che commissionò lo scavo sistematico del sito nel 1748. Gli scavi furono inizialmente diretti da archeologi come Rocque Joaquin de Alcubierre, Karl Jakob Weber e Francesco La Vega.

Negli anni successivi, gli scavi a Pompei portarono alla luce una città praticamente intatta, sepolta per secoli sotto una coltre di cenere vulcanica. Le strade, gli edifici, i mosaici, le pitture murali e persino i corpi delle vittime furono preservati dal materiale vulcanico, fornendo una straordinaria finestra sulla vita quotidiana nell’antica Roma.

Le scoperte archeologiche a Pompei continuano ancora oggi, con scavi in corso che rivelano sempre nuovi dettagli sulla vita nella città antica. L’interesse per Pompei è cresciuto costantemente nel corso dei secoli, e la città è diventata uno dei siti archeologici più visitati al mondo, attirando milioni di turisti ogni anno.

Il recupero di Pompei ha avuto un impatto significativo sulla nostra comprensione dell’antica Roma e sulla vita nell’antichità in generale. Le informazioni e gli oggetti scoperti a Pompei hanno contribuito a ricostruire gli aspetti sociali, culturali ed economici della civiltà romana e hanno consentito agli studiosi di approfondire la nostra conoscenza di quell’epoca.

Inoltre, il ritrovamento di Pompei ha anche fornito un avvincente spaccato storico. L’immagine di una città sospesa nel tempo, con le sue case, i suoi templi, i suoi negozi e i suoi teatri, è un testimonio straordinario del passato e ci aiuta a capire come era la vita nell’antica Grecia.

Il ritrovamento degli affreschi

Il ritrovamento degli affreschi a Pompei è stato un aspetto fondamentale per comprendere la vita e la cultura dell’antica città romana. Gli affreschi sono dipinti murali realizzati direttamente sulle pareti degli edifici, e a Pompei sono stati scoperti in molti ambienti, come case private, ville, negozi e templi.

Questi dipinti murali offrono una preziosa finestra sulla vita quotidiana e sugli aspetti culturali dell’epoca romana, poiché spesso rappresentano scene di vita quotidiana, eventi sociali e religiosi, paesaggi e mitologia. Ecco alcuni modi in cui gli affreschi ci trasmettono la storia dell’antica città di Pompei:

  1. Vita quotidiana: Gli affreschi ritraggono spesso scene di vita quotidiana, come banchetti, attività commerciali, feste, giochi, e donne e uomini impegnati in diverse attività. Questi dipinti ci forniscono dettagli sulla moda dell’epoca, sulle abitudini alimentari e sulle tradizioni sociali.
  2. Decorazioni delle case: Gli affreschi decoravano le case dei cittadini benestanti e delle famiglie abbienti. Essi mostrano i gusti estetici e le preferenze artistiche dell’epoca, oltre a fornire informazioni sulla ricchezza e lo status sociale dei proprietari delle case.
  3. Temi mitologici e religiosi: Molti affreschi a Pompei raffigurano divinità, eroi e episodi mitologici della religione romana. Queste rappresentazioni forniscono indicazioni sull’importanza della religione nell’antica società romana e sull’influenza delle credenze mitologiche nella vita quotidiana.
  4. Scavi archeologici: Gli affreschi sono stati scoperti all’interno delle abitazioni sepolte sotto la cenere vulcanica. Gli archeologi hanno studiato attentamente la disposizione degli affreschi all’interno delle case, aiutandoli a ricostruire la struttura sociale della città e i vari ambienti di vita e lavoro.
  5. Colori e tecniche artistiche: Gli affreschi sono stati realizzati utilizzando tecniche di pittura murali particolari. L’analisi dei pigmenti e delle tecniche artistiche ha fornito informazioni preziose sugli artisti dell’epoca e sulle influenze artistiche che giungevano a Pompei da altre regioni dell’impero romano.

Gli affreschi, quindi, ci permettono di entrare in intimità con la vita degli abitanti dell’antica città romana, ci mostrano come vestivano, cosa facevano durante il loro tempo libero, come adoravano le divinità e cosa credevano. Queste rappresentazioni artistiche sono diventate delle preziose testimonianze storiche, e lo studio e la conservazione degli affreschi di Pompei hanno avuto un impatto significativo sulla nostra comprensione dell’antica Roma.

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