Il Quantum Stealth: il materiale che unisce Harry Potter e il mondo babbano

La HyperStealth Biotechnology Corp, azienda canadese, sviluppa il Quantum Stealth, quello che può essere definito una sorta di mantello dell’invisibilità. Scopriamone i principi scientifici alla base del funzionamento.

Harry Potter, protagonista dell’omonima saga. (Futuro quotidiano)

Era il 2001 quando Warner Bros portò al cinema il primo episodio della saga di Harry Potter, il quale libro, La pietra filosofale, era stato edito quattro anni prima, nel 1997. A partire da quel giorno, chiunque abbia visto il primo film del maghetto con la cicatrice sulla fronte, ha potuto ammirare numerosi oggetti e artefici magici, che J.K. Rowling ha perfettamente saputo inserire attorno alle vicissitudini del Bambino Sopravvissuto. È così che, grandi e piccini, chi più e chi meno, hanno iniziato a sognare di avere a che fare, almeno una volta nella vita, con uno di quei tanti oggetti dai poteri sovrannaturali. Tra questi, uno degli oggetti che certamente risulterebbero essere sorprendenti nella vita di noi poveri babbani, è il mantello dell’invisibilità. Ma cosa rappresenta il mantello dell’invisibiltà in Harry Potter?

Harry Potter riceve il mantello dell’invisibilità da Silente. (Mondofox)

La storia del mantello dell’invisibilità

Il mantello dell’invisibilità viene regalato ad Harry per Natale durante il suo primo anno ad Hogwarts in forma anonima dal preside della scuola, Albus Silente, che lo aveva conservato con sé dopo la morte prematura del padre di Harry, precedente possessore del mantello. Ma la storia di quest’oggetto magico ha origine molto più in là di quanto si possa pensare: la Rowling ci permetterà di scoprirlo soltanto nell’ultimo episodio della saga, ma il mantello dell’invisibilità altro non è che uno dei tre doni della morte, la cui vicenda è narrata ne La storia dei tre fratelli, appartenente alla raccolta di Fiabe di Beda il Bardo. Secondo quanto riportato da Beda, i tre fratelli Peverell ebbero l’onore, di ritorno verso casa, di avere un incontro ravvicinato con la Morte, che si congratulò con loro per esserle sfuggiti (erano riusciti a superare un fiume nel quale chiunque perdeva la vita), e concesse come premio un dono a loro piacimento. Il primo dei tre fratelli, il più bellicoso, optò per una bacchetta magica potentissima che gli assicurasse la vittoria in ogni duello. Il secondo, il più arrogante, chiese alla Morte un oggetto che permettesse di richiamare i defunti alla vita. Infine, il terzo, il più saggio, Ignotus Peverell, scelse di farsi regalare un oggetto che gli permettesse di nascondersi dalla stessa Morte, che si vide costretta a procurargli il mantello dell’invisibilità. Grazie ad esso il terzo fratello riuscì a scappare dalla Morte per numerosi anni, poi, una volta invecchiato, decise di donare il mantello al nipote e di consegnarsi alla Morte. Da quel giorno il mantello fu tramandato di generazione in generazione, fino ad arrivare al padre di Harry, e successivamente ad Harry stesso.

I tre fratelli Peverell e la Morte. (Pinterest)

Il Quantum Stealth

La notizia sconvolgente è che, qualche mese fa, il mantello dell’invisibilità è diventato realtà. O, meglio, è stato inventato un materiale capace di ottenere risultati molto simili a quelli del dono della Morte per Ignotus Peverell. Al posto della Morte, troviamo un’azienda che opera nel campo delle biotecnologie e delle scienze dei materiali, la HyperStealth Biotechnology Corp, con sede in Canada. E il mantello prende il nome di Quantum Stealth. Ma come funziona? Ovviamente, a differenza del mantello della Rowling, il Quantum Stealth non si basa su magia e stregoneria, ma su puri principi fisici e scientifici. In particolare, il ramo della fisica interessato risulta essere quello dell’ottica: il nostro mantello infatti è costituito da un foglio lenticolare (per capirci lo stesso materiale usato nei segnalibri 3D), che sfrutta le leggi di riflessione e rifrazione della luce attraversando un materiale plastico trasparente zigrinato. Il foglio è a sua volta costituito da più lenti lenticolari, particolari tipi di lenti con una parte centrale incavata avente potere refrattivo. Come sostiene il giornalista di La Repubblica Mario Di Ciommo, usando diversi strati di lenti, posizionati nel modo giusto, si ottiene una rifrazione della luce con numerose angolazioni diverse fra loro che creano i cosiddetti punti morti, ovvero dei punti in cui la luce non è più in grado di passare, rendendo di fatto invisibile l’oggetto dietro il Quantum Stealth, ma lasciando invariato lo sfondo.

Applicazione del Quantum Stealth. (FocusTECH)

Applicazioni del mantello dell’invisibilità nel mondo babbano

Ciò che rende ancora più grande l’invenzione, è la capacità del Quantum Stealth di funzionare anche di notte, e anche sotto effetto di raggi infrarossi o ultravioletti, dunque oltre lo spettro del visibile. Il neo di questa meravigliosa applicazione della fisica ottica risulta nel campo in cui il Quantum Stealth vuole essere utilizzato. L’applicazione pensata per il mantello dell’invisibilità babbano è infatti quella in campo militare, trovando nel Quantum Stealth la mimetica 2.0. E, siamo certi, funzionerebbe benissimo (d’altronde quale mimetica può risultare migliore del rendersi invisibile?), ma permangono i dubbi sulla pericolosità di una tale applicazione che, seppur difensiva, potrebbe ben presto trasformarsi in offensiva, alimentando azioni criminali. Che la scienza sia uno strumento pericoloso, affascinante ma allo stesso tempo potente, non è certo una novità, ed in questo molto si avvicina alla magia di Harry Potter. La speranza è dunque quella che l’uomo, differentemente da quanto fatto in passato con, ad esempio, polvere da sparo e fissione nucleare, sappia gestire con prudenza i magnifici, affascinanti e potenti strumenti che, con merito, si è lasciato fornire dalla scienza.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: