Il prossimo Referendum costituzionale costituisce o no una minaccia? I dibattiti sul taglio dei parlamentari

Il 20 e 21 settembre tutti i cittadini maggiorenni italiani sono stati chiamati a esprimere il proprio voto sul Referendum Costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari.

Il prossimo Referendum sta creando non poche tensioni all’interno del nostro paese.  Sono stati creati due Comitati principali: quello del “No” e quello del “Sì”, che da un pò di tempo a questa parte stanno dibattendo sul futuro del paese circa il taglio dei parlamentari. Vedremo insieme i Pro e i Contro di questa riforma.

 

Le idee dei sostenitori del “No”

Inizialmente, quando l’Assemblea Costituzionale approvò il testo, stabilì che il numero dei seggi sarebbe dovuto essere proporzionale al numero dei cittadini nel territorio circoscritto: il progetto prevedeva l’elezione di un deputato ogni 80.000 abitanti e di un senatore ogni 200.000. Nel 1963 poi, tramite un’apposita legge costituzionale, il numero dei parlamentari fu fissato a 945. Ora si vuole riabbassare il numero dei parlamentari da 945 a 600.

I sostenitori del “No” al Referendum Costituzionale credono che una vittoria del “Sì” possa portare a una grave crisi democratica, da loro definita come una “mortificazione” della rappresentanza e della Costituzione. In pratica, secondo loro vi  è il rischio che alcuni territori possano non essere adeguatamente rappresentati in Parlamento.

La paura più grande dei membri del Comitato del No è il rischio di dover modificare la stessa Costituzione, qualora il numero dei parlamentari diminuisse.

Le idee dei sostenitori del “Sì”

La prima motivazione dei sostenitori del “Sì” è il risparmio economico che il taglio dei parlamentari comporterebbe, secondo loro si parlerebbe di circa 100 milioni di euro all’anno (il Comitato del No ha parlato di circa 80 milioni, che divisi annualmente per ogni cittadino non sarebbero poi un così grande guadagno).

La loro seconda motivazione è quella della volontà di ridurre la frammentazione dei gruppi elettorali, che secondo loro non rappresentano realisticamente la volontà dei cittadini, ma danno più spazio alle minoranze politiche. Per il Comitato del Sì, inoltre, un Parlamento meno numeroso avrebbe al suo interno degli elementi più responsabilizzati e riconoscibili nel loro ruolo.

Un’altra motivazione dei sostenitori del “Sì” è la loro volontà di portare la rappresentanza italiana in linea con la media europea.

Riportare la rappresentanza parlamentare in linea con la media europea

La volontà di riportare la rappresentanza parlamentare italiana in linea con la media europea è un’idea che lascia un pò il tempo che trova, poiché è vero che in Italia abbiamo uno dei Parlamenti più numerosi dell’Unione Europa, ma allo stesso modo è vero che l’Italia è il terzo paese più popolato d’Europa e l’unico ad avere un Parlamento basato sul bicameralismo perfetto.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: