Il potere delle parole e i diversi volti della scrittura

Scrivere per esprimere se stessi, per spaccare il silenzio dell’anima. 

Sviluppare la propria dimensione dovrebbe essere l’obiettivo di qualsiasi essere vivente. Come farlo? Ogni interiorità è incredibilmente diversa dalle altre: ognuno trova i colori, le forme e le dimensioni dei propri moti interiori in qualcosa di unico, differente e allo stesso tempo autentico. Non esistono regole prestabilite per descrivere qualcosa di esclusivo.

Scoperta della propria dimensione interiore

“Porta un po’ del tuo rifugio nel mondo così potrai provare a cambiarlo”. Ognuno conserva dentro di sé una dimensione parallela, un’interiorità che parla, interagisce, sente e percepisce. La dimensione personale di un individuo è un cosmo, un insieme di entità che si muovono e dialogano tra di loro e che spesso si scontrano, scoppiettano ed esplodono. Allo stesso modo dell’universo, questa dimensione personale è formata da luoghi profondi e oscuri, difficili da osservare ma affascinanti da esplorare. Viviamo in un momento storico e sociale in cui questo lato umano frequentemente viene sottovalutato o non viene considerato a pieno. Tuttavia, guardarsi dentro e  fidarsi del proprio rifugio interiore, ricercare un modo per portarlo alla luce è il metodo più autentico per cercare di cambiare ciò che non va bene. E’, soprattutto, un modo per evadere da un mondo che spesso appare asfissiante e scomodo.  Una delle tantissime forme espressive tramite le quali esprimere se stessi è la scrittura: arte multiforme, malleabile, fluida e polifunzionale. La scrittura presenta diverse sfaccettature, si può colorare di qualsiasi sfumatura. La scrittura è una donna potente, invasiva, spesso usa parole taglienti e dolorose, allo stesso tempo cammina leggera sul tempo, si dimostra delicata e fragile.

Italo Calvino 

Italo Calvino e il mestiere di scrivere

“Posso dire che scrivo per comunicare perché la scrittura è il modo in cui riesco a far passare delle cose attraverso di me, delle cose che magari vengono a me dalla cultura che mi circonda, dalla vita, dall’esperienza, dalla letteratura che mi ha preceduto, a cui do quel tanto di personale che hanno tutte le esperienze che passano attraverso una persona umana e poi tornano in circolazione.” (Italo Calvino). Italo Calvino è stato uno degli autori più influenti del secolo scorso, sia dal punto di vista letterario che in ambito civile e politico. Il modo di intendere la scrittura, per Calvino, è legata a qualcosa di pragmatico: si tratta di una Scrittura concreta, uno strumento per esprimere quello che vedono gli occhi, quello che le sue orecchie sentono e la sua pelle percepisce nel momento vivo e attivo in cui scrive. Contemporaneamente, la concezione concreta di Calvino è anche innovativa, fresca e fantasiosa: riesce a trasportare tutta la materialità e l’aridità sociale ed individuale nella sua mente eclettica, libera , leggera e fantasiosa. La sterilità comune delle cose tangibili prende una nuova forma, le parole danno luogo ad un nuovo mondo rivitalizzato.

“Scrivo per imparare qualcosa che non so. Non mi riferisco adesso all’arte della scrittura, ma al resto: a un qualche sapere o competenza specifica, oppure a quel sapere più generale che chiamano “esperienza della vita”. (…) questo posso farlo solo nella pagina scritta, dove spero di catturare almeno qualche traccia d’un sapere o d’una saggezza che nella vita ho sfiorato appena e subito perso”. (Italo Calvino)

Scrittura è fissare qualcosa che ancora non si sa di possedere. E’ mettersi a nudo davanti ad una pagina bianca, lasciar fluire pensieri e parole senza sentire l’esigenza di definire dei confini netti con se stessi. Scrittura è esplorazione di se stessi, mettere alla prova i propri lati oscuri e cercare di scrutarli e di scoprirli. E’ sfiorare pian piano luoghi sconosciuti, entrarci dentro e scoprire qualcosa che altrimenti sarebbe rimasto nascosto. Significa fronteggiare i propri mostri, le proprie paure e le proprie angosce, catturare sensazioni effimere e sfuggenti come se fossero farfalle.

Giorgia Pizzillo

 

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