Il Superuovo

Il nuovo vaccino COVID della Pfizer ha avuto il via libera negli USA

Il nuovo vaccino COVID della Pfizer ha avuto il via libera negli USA

L’FDA ha emanato l’autorizzazione per l’uso di emergenza del nuovo vaccino della Pfizer questo Venerdì sera.

Le diverse fasi della sperimentazione dei vaccini secondo la FDA.

L’immunizzazione degli operatori sanitari e dei residenti delle case di riposo potrebbe avviarsi in alcuni giorni in America.

Il nuovo vaccino Pfizer: caratteristiche

Dopo mesi di anticipazioni, l’FDA ha emanato una autorizzazione all’uso di emergenza (EUA) per il vaccino COVID-19 sviluppato dalle compagnie Pzifer e BioNTech (si tratta del primo ad essere utilizzato per l’uso negli Stati Uniti). Le notizie arrivano dopo settimane in cui negli USA molti ospedali hanno raggiunto la capienza massima e si sono registrati nuovi record settimanali di decessi. L’immunizzazione avverrà nelle prossime settimane sia per i lavoratori sanitari che per i pazienti presenti nelle case di riposo. Altri gruppi verranno poi sottoposti alle vaccinazioni nei mesi successivi, non appena nuove dosi diverranno disponibili. La autorizzazione è stata per la prima volta riportata dal New York Times e dal Washington Post in questi giorni, dopo comunicato stampa dell’11 dicembre sera da parte dell’FDA e delle compagnie coinvolte nella produzione del vaccino.
Un gruppo del consiglio dell’FDA, ossia il VRBPAC (Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee), ha votato martedì di consigliare l’autorizzazione alla vaccinazione per gli individui sopra i 16 anni.

Come funziona il nuovo vaccino statunitense

Il vaccino Pfizer-BioNTech, detto anche BNT162b2, è un vaccino completamente nuovo fatto di mRNA, ossia pezzi di materiale genetico che, in questo caso, istruisce le cellule a produrre frammenti della proteina spike del nuovo Coronavirus. Questi mRNA sono racchiusi a loro volta in nanoparticelle lipidiche. Pfizer e BioNTech hanno dimostrato che il vaccino è efficace per il 95% nel prevenire il COVID-19. La sua efficacia era simile in tutti i sessi, età e gruppi etnici, incluse le persone che avevano già delle precedenti condizioni di salute come l’obesità o patologie cardiopolmonari.
La Pfizer e la BioNTech, durante le fasi di sperimentazione, hanno potuto contare sull’aiuto di circa 44.000 volontari che restano impegnati con le compagnie al fine di poter essere monitorati, ponendo la loro salute al primo posto. La fase 3 in cui si trova il vaccino è stata disegnata come un rapporto 1:1 di vaccino e placebo, in maniera tale da generare uno studio in cieco randomizzato. I dati da questo studio, inclusa la sicurezza a lungo termine, l’efficacia contro le infezioni asintomatiche e le informazioni comprensive sul periodo di protezione immunizzante, e la sicurezza e l’immunogenicità negli adolescenti fra 12 e 17 anni verrà raccolta nei mesi successivi. Inoltre, ci sono giù studi successivi che cercheranno di studiare l’effetto del vaccino sulle donne incinte, sui bambini al di sotto dei 12 mesi, e in particolari gruppi a rischio di infezione, come gli immunodepressi.

La sede generale della Pfizer, compagnia farmaceutica coinvolta nelle creazione di questo nuovo vaccino.

Vaccini a RNA: metodo di funzionamento

I vaccini a mRNA, negli ultimi anni, rappresentano una promettente alternativa agli approcci vaccinali convenzionali grazie alla loro elevata potenza, capacità di rapido sviluppo e potenziale per la manifattura a basso costo. Tuttavia, la loro applicazione è stata recentemente ristretta per l’instabilità e, talvolta, l’inefficienza in vivo nella consegna del mRNA alle cellule.
L’mRNA rappresenta lo step intermedio fra la trascrizione del DNA nucleare e la produzione di proteine da parte dei ribosomi nel citoplasma. Due tipi principali di RNA sono stati studiati finora come vaccini: gli mRNA non replicativi e quelli invece derivanti da virus, detti RNA self-amplificanti. I vaccini convenzionali a base di mRNA codificano l’antigene di interesse e contengono le regioni non tradotte 5′ e 3′ UTR, mentre gli RNA che si amplificano da soli non codificano soltanto l’antigene, ma anche il macchinario di replicazione virale che permette l’amplificazione del materiale genetico a livello intracellulare.
Ad oggi esistono numerose tecniche a disposizione al fine di stabilizzare il materiale genetico a RNA e migliorare la resa immunologica del vaccino: ad esempio, si potrebbe pensare di inserire dei cap artificiali, come avviene durante il processo di splicing del mRNA nella cellule vivente, l’ottimizzazione della sequenza o del codone potrebbe migliorare la trascrizione, ma anche la modulazione sulle cellule bersaglio (es. aggiungere anche fattori che avviano la traduzione e altri metodi che possono favorire l’immunogenicità e la biosintesi proteica nelle cellule target).

Struttura delle microparticelle lipidiche presenti nel vaccino a mRNA.

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