Il nuovo Rinascimento europeo annunciato da Mattarella ci fa riflettere sulla cultura del ‘500

Si apre un biennio durante il quale l’Italia sta avendo un ruolo da protagonista nella cultura europea. Sarà l’ospite d’onore al Festival del libro di Parigi.

Questo omaggio si ripeterà  anche nel 2024 alla Buchmesse di Francoforte, confermando il forte interesse verso la nostra narrativa, poesia, filosofia e saggistica, più in generale per la cultura italiana.

Rinascimento in chiave contemporanea

Sergio Mattarella in occasione della partecipazione dell’Italia come ospite d’onore a due tra le più prestigiose occasioni culturali europee, ha messo in rilievo l’importanza della cultura italiana nella storia globale. Si tratta una grande occasione per consolidare i valori sui quali si fonda la comunità europea. L’incontro e il dialogo tra culture offre l’opportunità di conoscersi, superando la fragilità e barriere di ogni genere. Un’importante riflessione potrebbe ruotare anche attorno al concetto di civiltà. Parlando di barriere, una delle principali da abbattere è quella legata all’istruzione, poichè un bagaglio di studi limitato è una barriera che genera divari, incomprensioni e conflittualità, impedendo di progettare il futuro. A partire da qui infatti la cultura e la sua corretta divulgazione appare come una delle chiavi per avvicinare anche i più giovani. Il libro ha rappresentato per secoli uno dei principali strumenti di condivisione della conoscenza. Ogni essere umano dovrebbe esserre avvicinato alla modalità espressiva che più lo coinvolge e rappresenta, rendendo così possibile una contaminazione culturale e uno sviluppo artistico. Per l’uomo di oggi che spessa rinnega le proprie radici, leggere è ugualmente essenziale. Oggi grazie a versioni digitali di libri e servizi di audiolettura, la divulgazione scientifica è sempre più alla portata di tutti. La contaminazione culturale apre le menti, rimuovendo pregiudizi e nozioni artefatte che ostacolano la conoscenza, rimandando a un passato che è stato tale  grazie agli scambi con le altre culture. La cultura in ogni sua forma diventa così una chiave essenziale per la ripartenza poiché in grado di sintetizzare presente e passato. Il Rinascimento europeo necessità di avvicinare tutti alla cultura.

Tra presente e passato

Un’importante analisi è stata poi fatta riguardo al concetto d’Europa, che nel corso della storia è stata oggetto d’indagine di numerosi  intellettuali, uno tra tutti Benedetto Croce. Mattarella ha ripercorso la dimensione culturale e multietnica che ha forgiato la moderna Europa. Si pensi alle migrazioni degli artisti e degli architetti durnate il 500′. Nell’immaginario collettivo, che corrisponde alla realtà, il Rinascimento è il prodotto dell’ingegno italiano, che si è poi allargato nelle varie corti europee. Numerosi furono i regnanti francesi che ospitarono sommi artisti italiani, come Leonardo, Rosso Fiorentino, Benvenuto Cellini, per consentire ai propri artisti di confrontarsi con il Rinascimento italiano, con la fondazione di scuole come quella di Fontainebleau. Poi è stato citato il contributo degli enciclopedisti, del pensiero di Kant e dell’armonia di Mozart o di Donizetti. Proprio quest’ultimo fu in importante ediatore tra la cultura italiana e la Turchia, e ricevette l’appellattivo di Pascià.  Proprio dalle reciproche influenze è stato possibile plasmare una dimensione di cultura artistica europea, riflesso di una matrice umanista emersa nei secolo. Il presdiente ha poi ribadito la volontà di pensare a un nuovo rinascimento europeo, aperto al mondo intero.

Rinascimento italiano e francese

Francesco I di Valois, uno degli uomini più importanti del rinascimento europeo, finanziò artisti come Leonardo Da Vinci, Benvenuto Cellini e Rosso fiorentino nei primi decenni del 500’. Celebre fu la sua attività di mecenatismo, finanziamento artisti e letterati italiani, inizio in Francia di un rinascimento francese, a tal punto che si parla di una Francia italiana. La presenza italiana crescerà anche nel 500’ ma con altre caratteristiche. Nel primo 500′ ci fu un’ intensa circolazione di testi tra Italia e Francia, che negli anni 60’ con guerra religione diminuisce.  Nei primi decenni 500’ arrivarono in Francia i perseguitati politici, che in Italia sostengono regimi che cadono in disgrazia, come quello filoangioino e quello  filoaragonese. Si registra inoltre una produzione in Francia di testi della letteratura e poesia e storiografia italiana. Ganche alla diffusione della stampa e alla cooperazione tra tipografie italiane e francesi fu resa possibile la circolazione  e la diffusione di numerose opere italiane tradotte da mediatori culturali e linguistici.

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