Il nuovo album di Izi toglie il fiato: Aletheia e Spinoza insieme contro l’odio

Con un’ermetismo degno dei più grandi, il rapper ligure Izi trova la strada verso la verità, e lo fa, similmente a Spinoza, dando importanza e potenza all’individuo.

Aletheia è una parola greca traducibile con “verità“, “rivelazione“, “dischiudimento“, ed è anche il nome dell’ultimo album di Izi, giovane rapper nato a Savigliano e cresciuto a Cogoleto, città che ha visto crescere anche Tedua, altro apprezzatissimo artista della nuova generazione. L’album, composto da 16 tracce tra cui una cover di Dolcenera, celebre brano di Fabrizio de André, è un viaggio mistico nell’intimità umana, nel suo rapporto con sé stessa e con le istituzioni, quali lo Stato, la Chiesa e la famiglia. I concetti filosofici avanzati da Izi sono quelli della consapevolezza e dell’indipendenza, fedelmente riconducibili a Baruch Spinoza, affascinante filosofo del ‘600, il quale condivide con il rapper considerazioni riguardo a Dio, in quanto entrambi credenti senza essere religiosi, allo Stato, in quanto entrambi vicini ad un pensiero anarchico, e alla famiglia, in quanto entrambi desiderosi di rapporti unicamente basati sull’unione.

IZI e Spinoza: il potere come macchina della paura

“Sibili sempre, simili mai, questo serpente sai segue la gente, fino a che non la divide per sempre”: questo recita una strofa in Pasta e Molliche, tredicesima traccia dell’album. Il serpente citato da Izi rappresenta l’odio generato dal potere, come sentimento fine a sé stesso di sfiducia e di separazione, che porta gli individui ad essere spaventati, rancorosi e violenti, e soprattutto, incapaci di vedere il vero nemico, proprio come un cane incatenato, il quale non odia il suo padrone ma i cani liberi:

  • E’ più facile odiare che comunicare perché siete vittime, subite tutto quanto invece che stanare colpe, quindi date sempre dello stronzo al mondo, come fosse una persona” (Carioca, dodicesima canzone dell’album).

Anche Spinoza, nella sua Etica, opera di fondamentale importanza nel pensiero liberale/anarchico, sosteneva la natura essenzialmente malvagia del potere, il quale, per funzionare, deve necessariamente puntare alla diffusione di paura, ed in generale, di sentimenti negativi, in modo tale da indebolire i cittadini rendendoli schiavi delle passioni e degli istinti, spesso dannose, invece di dare loro la consapevolezza, la quale però, se raggiunta, non renderebbe più necessario il potere stesso:

  •  “Non lo sapevi che siamo solo pedine, guarda su quanti ricchi si fanno le polverine, guarda giù in quartiere si fanno le polverine, guardo avanti e faccio sci di fondo sulle polverine, perché ormai è normale che se uno sbirro ti picchia forte, ci è andato giù tutta la notte”  (Weekend, sesta canzone dell’album).

Spinoza sarebbe stato assolutamente d’accordo con la strofa precedente. Il potere, alimenta tristezza e paura, punendo, spesso anche in modi altrettanto violenti, coloro che portano avanti comportamenti figli proprio di quell’oppressione.

  • Conoscevo un ragazzo che restava giù al parco ad odiare un po’ tutti, non si fidava neanche di se stesso perché era depresso, un po’ come gli adulti.” (Grande, quindicesima canzone dell’album.)

Izi e Spinoza: spiritualità e Dio, si può essere credenti senza essere religiosi?

Izi è uno dei pochi rapper che parla anche di spiritualità. La fede è un aspetto importante nella vita degli individui, nonché presente in ognuno, sia per distaccarsene che per avvicinarsi ad essa.

  • Non mi serve la vostra falsa fede perché solo Dio la sa la mia strada, non mi frega delle vostre bandiere io voglio solo odio, voglio solo un poco di pace per me.” (Pace, quinta canzone dell’album).

Quello che Izi critica è l’ipocrisia di fondo che esiste fra molti credenti, i quali spesso contraddicono ciò in cui dicono di credere o lo esasperano a tal punto da farlo diventare l’opposto, da un messaggio di amore ad un comportamento di odio e intolleranza verso gli altri. Spinoza dal canto suo, ebbe una visione di Dio originale e fascinosa, riassumibile nella famosa massima spinoziana, sulla quale si sono versati litri di inchiostro, del “Deus Sive Natura”, letteralmente “Dio ossia la natura“. Spinoza identificava Dio non come un essere superiore che ha dato vita al mondo, ma come il mondo stesso, eliminando il concetto di un Dio che giudica, che da una visione morale al mondo, la quale è solo umana. Sono invece gli uomini a giudicare moralmente, a prescindere da quale sia il motivo che li spinge a farlo:

  • Odiava chi giudica perché se giudica doveva avere un motivo di fondo, poi odiava i politici, i preti, gli affitti, le diete, le cose che non gli piacevano, i medici, i debiti, scemi del cazzo che sparano sempre per il suo Paese. (Grandequindicesima canzone dell’album)

La strofa sopra citata presente in Grande, penultima traccia del disco e grande esempio di storytelling,  è un attacco diretto alla banalizzazione della fede, in quanto troppo spesso vista solo come motivo moralista e di giudizio, usata spesso come chiave di pettegolezzo e non come assolutamente intima sfera di pensiero, usata spesso nella storia come pretesto per guerre e conflitti (scemi del cazzo che sparano sempre per il suo Paese). La fede non è un mezzo per qualcosa, ma una strada strettamente personale per risolvere problemi interiori:

  • Se siamo fatti a tua immagine, chiamaci a corte, rifacci compagine” (Zorba, ultima canzone dell’album)
  • “Ti prego, Signore, stammi qui vicino, prendo i nodi del mio pettine e li divido”. (Volare IIseconda canzone dell’album.)

Izi e Spinoza: consapevolezza come strada per la libertà.

  • Pochi esseri umani hanno un’anima, nessuno ha un’anima alla nascita.  L’anima va acquisita, coloro che non ci riescono, muoiono” (Zorba, ultima canzone dell’album).

In questa strofa Izi sostiene che la consapevolezza sia la vera strada verso l’acquisizione dell’anima. Spinoza sostiene una tesi analoga in quanto all’acquisizione della piena libertà. I due concetti non sono gli stessi, anima e libertà possono essere sovrapposti solo in una visione poco critica della questione, in quanto si dovrebbe prima definire l’una e l’altra. Il filosofo di Amsterdam sosteneva che la via perché un uomo raggiunga la libertà (ricollegandoci a quanto detto prima, libertà dalla paura dello Stato e dai pregiudizi religiosi e moralisti) è acquisire la piena consapevolezza della propria ragione. Aletheia di Izi costituisce un viaggio fra paure, illusioni e oppressioni, alle quali la filosofia di Spinoza sembra trovare soluzioni dirette, oltre che risposte concettuali.

 

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