Il noumeno di Kant si trasforma in fenomeno grazie alle scoperte scientifiche

La filosofia Kantiana è alla base di quelle moderne, ma analizzando i suoi due elementi basici, attraverso un ragionamento logico, si può arrivare ad una conclusione più evoluta.

 

Il noumeno da sempre attanaglia la mente di tutte le generazioni, questo perché l’uomo e costretto, a causa della sua natura, a scoprire e a capire. Quindi da sempre si domanda, si interroga e sperimenta per poter capire e mettere una fine ai suoi dubbi.

 

Fenomeno e Noumeno

Tutti gli studenti dei licei tra quarto e quinto superiore hanno studiato il filosofo Immanuel Kant e sicuramente si ricordano tutte le opere e soprattutto la definizione di ”Fenomeno” e ”Noumeno”. Il ”Fenomeno” è quell’ente conosciuto dall’uomo attraverso la conoscenza condotta dall’esperienza, invece il ”Noumeno” è quell’ente che l’uomo può definire soltanto ipotizzando e non può mai conoscerlo veramente a pieno. Il primo concetto è facilmente intuibile, per il secondo molti testi lo introducono facendo l’esempio con Dio, Dio è quell’ente che l’uomo non può conoscere attraverso l’esperienza, ma soltanto ipotizzandolo. Per poter proseguire con il discorso bisogna prima ampliare i nostri orizzonti perché dire che il ”Noumeno” è riconducibile soltanto a Dio si pone un grosso limite nel capire l’importanza di questa differenziazione di enti. Infatti riconducendoci alla definizione dell’elemento analizzato si può con certezza affermare che il moto dei pianeti in passato era un ”Noumeno”, si può affermare che l’atomo era un ”Noumeno”, si può continuare così per ogni scoperta scientifica, mi limiterò ad analizzare soltanto questi due. Il moto dei pianeti si è sempre teorizzato fin dall’antica Grecia, ma soprattutto con la rivoluzione copernicana rimane una teoria ipotizzata, si può ben vedere che rientra a pieno nella definizione di ”Noumeno”, ma quando è diventato ”Fenomeno”? Lo è diventato quando la tecnologia dell’uomo è arrivata al punto di provare sperimentalmente quello che era stato ipotizzato. Per l’atomo il ragionamento è uguale, perché si parla di atomo sempre sin dall’antica Grecia, è stato ipotizzato come la più piccola parte della materia e perciò indivisibile, quindi dal greco ἄτομος, la domanda è la stessa, è diventato ”Fenomeno” nel ‘900.

Lo strappo al velo di Maya

Come abbiamo visto la scienza riesce a trasformare ciò che possiamo soltanto ipotizzare in un qualcosa che comprendiamo a pieno, questo si può vedere come uno strappo al famoso ”Velo di Maya” che come disse Shopenhauer copre e distorce la nostra visione del mondo veritiero. Quindi soltanto attraverso la ricerca scientifica si può identificare un qualcosa come ”Fenomeno”, e quindi solo con essa si può liberare il mondo da quel ”velo” costruito dall’ignoranza che dilaga nel momento in cui non ci si sofferma ad analizzare in pieno quello che si sta studiando.

 

L’esistenza di nuovi Noumeni

La ricerca però ci ha portato a scoprire nuovi Noumeni. Prendiamo in esempio la meccanica quantistica, per adesso non è totalmente confermata perché sperimentalmente, con i mezzi disponibili nella nostra epoca, non è ancora possibile verificarla a pieno. Infatti si può articolare filosoficamente le categorie: teorici; sperimentali. I teorici sono coloro che scoprono e ipotizzano i noumeni, gli sperimentali sono coloro che invece li trasformano in fenomeni. Vista l’importanza delle nuove scoperte scientifiche non si può creare una vera e propria gerarchia tra i due campi, si potrebbe però dire che senza la scoperta di un Noumeno non si può renderlo un Fenomeno. Come anticipato nell’introduzione l’uomo cerca di colmare tutti i suoi dubbi, ma senza dubbi l’uomo non sarebbe più, veramente, se stesso per questo l’importanza dei due enti sono equiparabili.

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