Il Nobel per la Medicina 2023 va a Karikò, vera vincitrice del soffitto di cristallo

Ottobre, tempo di premi Nobel: quest’anno lo scettro d’oro va a Katalin Karikò e Drew Weissman, genitori del meccanismo del vaccino a mRna.La notizia è freschissima: il due ottobre del 2023, in Svezia, sono stati assegnati i premi Nobel per le discipline scientifiche più disparate. Particolare attenzione è sempre rivolta al settore della medicina, sicuramente per l’impatto sulla vita quotidiana, magari più comprensibile di altre scoperte, di ognuno di noi. Quest’anno, i vincitori sono Katalin Karikò, biochimica ungherese, e Drew Weissman, medico e scienziato americano. I due sono stati resi celebri dai loro studi sull’Rna messaggero, che ha posto le basi per i vaccini a mRna utilizzati per contrastare la pandemia da Covid-19.

La scoperta

Karikò e Weissman hanno fatto scoperte con un’importanza senza precedenti sull’mRna. I due hanno mostrato per la prima volta nuovi modi di interazione tra l’acido ribonucleico messaggero e il sistema immunitario degli organismi. In base a questo, gli scienziati hanno potuto sviluppare le basi per i nuovissimi vaccini a mRna contro il Coronavirus, creati e prodotti in temi record. Già vincitori di un premio Breakthrough per la scienza del 2021, Karikò e Weissman hanno continuato a macinare studi su studi, fino alla svolta che ha garantito loro non solo il Nobel, ma anche lo stop della crisi sanitaria dettata dal Covid-19.

La diversità di genere

Katalin Karikò è la tredicesima donna ad aver vinto il premio Nobel per la medicina. Sembra un numero molto alto, ma è poca cosa in confronto ai vincitori di sesso maschile. La questione della disuguaglianza di genere si propone quindi anche nelle alte sfere della scienza e dell’accademia. Nonostante l’altissima istruzione che le donne possono raggiungere (traiettoria di vita raggiunta da sempre più figure femminili rispetto a quelle maschili), il fatto che il loro lavoro venga riconosciuto con un premio, con una posizione di prestigio o con uno stipendio facoltoso non è per nulla scontato. Le differenze in ambito lavorativo e di vita sono ancora enormi fra uomini e donne e tutt’ora le possibilità di risoluzione sono da scandagliare.

Il soffitto di cristallo

Questa difficoltà oggettiva delle donne di superare le barriere di prestigio, potere e risorse è ancora rilevante nel 2023. Ciò deriva dal fatto che culturalmente gli stereotipi di genere sono difficili da smantellare. Nonostante la scolarizzazione sia garantita da decenni e il fatto che le donne siano mediamente più istruite degli uomini, ci sono tutt’ora delle limitazioni a cui le prime sono sottoposte. Per esempio, vi è ancora un’importante segregazione nei settori educativi: alcuni ambiti sono ancora appannaggio quasi completamente femminile, come quello artistico, dell’insegnamento e linguistico, mentre altri sono prettamente maschili, come quello tecnico e scientifico. Ciò deriva dal fatto che le agenzie di socializzazione (sia la famiglia, sia la scuola, ma anche la società stessa) tendano ancora a educare le persone attraverso stereotipi di genere, con ruoli e aspettative specifiche per uomini e donne. Sul mondo del lavoro, queste differenze non cessano: le lavoratrici sono meno, pagate meno e più soggette a contratti part time e a tempo determinato in confronto ai lavoratori. La riconoscenza dei loro sforzi è minore, dato che la maggior parte di loro non riesce, per i motivi già elencati, ma anche per il ruolo principale di caregiver in famiglia, arrivare ai posti più prestigiosi di aziende e organizzazioni.

Lascia un commento