Il mondo della filosofia piange Sir Roger Scruton: conosciamolo attraverso il saggio Sulla Natura Umana

Il 12 gennaio scorso è venuto a mancare Sir Roger Scruton, uno dei padri dell’antropologia filosofica inglese

Sir Roger Scruton

Su tutti i giornali di stasura culturale, il 12 gennaio si piteva leggere il tristo annuncio: la morte a 76 anni del noto filosofo inglese a causa di un tumore, con il quale combatteva da anni e che nello scorso weekend ha avuto la meglio sul filosofo. Autore stimato e insignito del titolo di sir, è stato un noto sostenitore del movimento dei conservatori inglese.

 

Kenan Malik sul The Guardian ci lascia il suo ricordo sul filosofo

Kenan Malik, opinionista e giornalista inglese, sabato scorso ha vouto lasciarci le sue memorie e la sua analisi a riguardo del filosofo appena scomparso. Apre il suo scritto ricordando il suo primo incontro con il filosofo, circa 20 anni fa in un simposio in Svezia, durante il quale a colpirlo non fu il suo pensiero filosofico, ma la sua vena polemica e conservatrice con la quale è in disaccordo, ma del quale elogia la sua fermezza nel non lasciare le sue convinzioni. “Whatever its defects,” Scruton wrote in his memoir Gentle Regrets, “my life has enabled me to find comfort in uncomfortable truths.” His death last week seems an appropriate moment to reflect on the “uncomfortable truths” of Scruton’s conservatism, and on the relationship between the philosopher and the polemicist, queste sono le parole con cui introduce la riflessione suo pensiero, trovandosi in totale disaccordo con lui. “I am glad to have known Roger Scruton, grateful for our conversations, fractious though they often were, and saddened by his death. What I learned from him, however, only strengthened my conviction that I am not, and could never be, a conservative”. Così conclude invece il suo ricordo, di certo non positivo, ma in modo costruttivo, facendo emergere il lato suo critico.

Sulla natura umana, l’ultimo testo dell’ autore da lui spiegato con le sue parole

«A renderci unici in natura è l’autocoscienza, la consapevolezza della nostra vita interiore come prospettiva sul mondo, ma anche la nostra capacità di entrare in rapporto gli uni con gli altri come ‘io’ e ‘tu’ e questo cambia tutto per noi esseri umani perché non possiamo considerarci semplici oggetti in natura ma dobbiamo vederci come esseri liberi che interagiscono da un punto di vista trascendente». Racconta così il suo libro nel 2017, appena uscito, esponendo il suo punto di vista e la sua indagine critica “Sulla Natura umana”. Così Roger Scruton, il più brillante filosofo inglese, descrive il suo ultimo libro On human nature, «Sulla natura umana» pubblicato in questi giorni da Princeton University Press. Credente, anglicano, arrivato a Dio ascoltando le Passioni di Bach, odiatissimo dalla sinistra perché conservatore eppure riconosciuto come uno dei più brillanti intellettuali del nostro tempo, è così che Scruton spiega che la sua opera ha sempre avuto l’obbiettivo scoprire che cosa distingue gli esseri umani dagli altri animali e perché il fatto che siamo nel mondo diventa un problema per noi. In questo libro affronta questioni che sono importanti per i credenti, e in particolare per i cristiani, nell’ambito del tema di come collocare la loro visione della natura umana nel contesto della biologia che la scienza sta scoprendo in questo momento. Un libro da conoscere ed un connubio interessante tra religione, filosofia, scienza e biologia.

Chi era davvero il baronetto inglese della filosofia? Scopriamolo insieme la sua vita

È stato un accademico, curatore, editore, avvocato, giornalista, romanziere, compositore e uno dei più controversi pensatori britannici. Un tema ricorrente del suo pensiero è il tentativo di comprendere e difendere le conquiste della cultura occidentale. Nella sua filosofia politica cerca di articolare e difendere il conservatorismo che faceva risalire ad Edmund Burke, il critico inglese della Rivoluzione francese. Curatore, dal 1982 al 2001, della Salisbury Review, una rivista politica conservatrice, Scruton ha scritto oltre 50 libri su filosofia, arte, musica, politica, letteratura, cultura, sessualità, e religione, oltre a romanzi e due opere liriche. Tra le sue pubblicazioni vi sono The Meaning of Conservatism (1980), Sexual Desire (1986), The Aesthetics of Music (1997), e How to Be a Conservative (2014). Ha scritto con regolarità su riviste quali The Times, The Spectator, e The New Statesman. Scruton ha abbracciato il conservatorismo dopo aver osservato, nel Sessantotto, le proteste studentesche del Maggio francese. Dal 1971 al 1992 è stato docente e professore di estetica al Birkbeck College, presso l’Università di Londra, e in seguito ha ricoperto varie altre cariche accademiche a tempo parziale in altre università anche negli Stati Uniti. Divenne noto negli anni Ottanta per aver contribuito a creare network accademici segreti nell’Europa dell’Est allora sotto il controllo dell’Unione Sovietica. Per questa ragione è stato insignito della Medaglia al Merito della Repubblica Ceca dal Presidente Václav Havel nel 1998. Dopo avere appreso nel luglio 2019 di avere un tumore, Scruton si è sottoposto a chemioterapia. È morto il 12 gennaio 2020 all’età di 75  anni. Un’eredità pesante la sua con cui dovranno competere i ragazzi che si approcciato alla materia.

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