Il momento della vecchiaia visto in letteratura da Houellebecq e nell’arte da Klimt

Che significato assume la vecchiaia nella nostra epoca? è il momento della saggezza o della disperazione?

Houellebecq

La vecchiaia è il momento culmine della vita, è l’ultimo periodo, in cui si tirano le somme di una vita già vissuta, quasi al termine.

Eppure non per tutti la vecchiaia è quel momento di pace, in cui la frenesia della vita giovanile si zittisce in riflessioni sul senso delle cose, in un riflettere che riassume una lunga esperienza, e che forse arriva a rispondere alle tante domande che si suole fare in gioventù.

Per tanti il momento dell’anzianità è un momento di disperazione. Momento in cui ci ritrova con un corpo vecchio, in una società che pare esaltare il corpo fino all’inverosimile, fino al parossismo, che ci porta in una condizione di crisi nel momento in cui il tempo ha fatto il suo corso.

La vecchiaia in ”la possibilità di un’isola” di Houellebecq

La possibilità di un isola è un romanzo dello scrittore francese Houellebecq, uscito nel 2005. Il libro ha destato subito particolare scalpore, per via non solo del registro linguistico particolarmente dissacrante, che rasenta talvolta l’empietà, ma anche per i temi trattati in modo assai aspro.

Uno di questi temi è la vecchiaia.

Il romanzo ha come protagonista Daniel, un comico francese, che vuole raccontare la sua vita fatta di successi e di domande, di dubbi. Perché Daniel non sa cosa vuole dalla vita, non riesce a capire la vita. Non sa che cosa sia l’amore, e non capisce nella nostra epoca quale sia il fines tra amore e sesso.

Arriva ad un certo punto a conoscere Isabelle, una giornalista, una donna della quale si innamora perdutamente e che alla fine sposa. La loro vita amorosa è di pari passo con una vivace attività sessuale, che li porta per un decennio ad amarsi follemente. Ma pare però che l’unica cosa che fomenti quella scintilla amorosa sia solo un qualche cosa di carnale. Tanto che nel momento in cui a causa dell’età e del degrado fisico i due non si trovano più ad avere corpi piacenti, smettono di avere rapporti sessuali. Questo porta il loro matrimonio nell’oblio, fino a quando decidono di separarsi.

In questo passaggio del romanzo troviamo già il tema della vecchiaia. La donna si sente vecchia, inutile e non riesce a dare un senso alla propria esistenza nella società attuale. Arriva addirittura ad incolpare il marito di colpe che non ha, di tradimenti mai compiuti, proprio perché a suo avviso l’uomo fa parte della società, e dunque ragiona come la società. L’uomo allora in questo contesto perde qualsiasi senso razionale, non è altro che un modello animalesco, in una società che pare ritornare verso uno stato quasi primordiale.

La conseguenza è che i rapporti amorosi nella società corrente, secondo Houellebecq, si limitano ad un qualche cosa di istintivo, si limitano all’apparenza dei corpi, al fine naturale dell’uomo, ossia la procreazione.

Eppure, il nostro Daniel, dopo essersi separato dalla moglie, si getta nella società accettandone le regole. E avendo un certo successo, come comico e quindi avendo un cospicuo reddito economico, si ritrova in poco tempo a condividere il proprio letto con una donna molto più giovane lui.

Ma lui arriva ad innamorarsene, a ritrovare ciò che forse aveva avuto in precedenza con la moglie. La giovane pare invece non avere nessun interesse verso un rapporto amoroso e sentimentale, il tutto per lei si riduce all’animalesco, al sesso.

E dopo poco tempo, come quasi sempre succede in questi casi, decide di lasciare Daniel, per un altro ragazzo, o forse per altri mille, non si sa, la storia finisce lì. Però la cosa interessante, che ci mostra l’autore, è come nella nostra epoca il corpo non sia altro che una merce, utilizzabile per i propri scopi, economici o di piacere.

E in questo gioco animalesco, in questa società che pare aver perso un qualsiasi interesse verso la razionalità e la bellezza dei sentimenti, si cade nella disperazione, appena tutto ciò svanisce. E così la vecchiaia assume le caratteristiche di una vera e propria condanna.

Michel Houellebecq

Michelle Houellebecq è lo pseudonimo di Michel Thomas, che è uno scrittore, saggista, poeta, regista e sceneggiatore francese.

L’autore è uno dei più rilevanti scrittori della letteratura francese contemporanea, ed è spesso assimilato al movimento letterario anglosassone detto Anticipazione Sociale.

Egli è inoltre anche un critico letterario, ed è famoso per le sue prese di posizione molto drastiche verso l’islam. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, e in Italia, la casa editrice Bompiani ha pubblicato in una raccolta la sua opera omnia.

La vecchiaia in Klimt, le tre età della donna

”Le tre età della donna” è un’opera di Gustave Klimt, conservata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. L’opera è stata realizzata nel 1905 e si tratta quindi di un’opera riconducibile all’epoca della maturità dell’autore.

Le figure qui sono asciutte, materializzate in forme che ricordano l’oro, in un sintetico decorativismo geometrico.

Il quadro raffigura le tre età di una donna: l’infanzia, la maternità e l’inevitabile declino della vecchiaia.

La donna anziana qui è rappresentata nella sua cupezza, nella sua disperazione. Nasconde il viso con una mano, che va ad appoggiarsi su dei capelli lunghi, ricci e crespi, che le pendono dal volto. La pelle è tirata, vecchia, pare essere la pelle di una donna segnata da una vita di lavoro, e che la porta alla debolezza, alla stanchezza.

Anche la posizione curva della schiena dà la stessa idea.

A dispetto di ciò però vi è anche la donna giovane, che invece ha capelli lunghi, soffici e incoronati da fiori. La pelle è bianca e liscia, simile quasi a quella di un bambino.

La donna anziana, nella sua vecchiaia pare volere lasciare spazio alla donna giovane. Pare volersi togliere di torno, uscire da quadro e andare verso un altrove.

E allora per Klimt la vecchiaia è l’ineluttabile, l’anticamera della fine.

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