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Il mistero del “Pozzo delle Cozze”: ecco cosa possono rivelare l’anatomia e la fisiologia

Il mistero del “Pozzo delle Cozze”: ecco cosa possono rivelare l’anatomia e la fisiologia

Nelle Prealpi Bergamasche, precisamente nella “Lacca della Seggiovia”, si cerca di fare chiarezza su una peculiarità scoperta circa 15 anni fa.

Pozzo delle Cozze (bergamo.corriere.it)

All’interno della Lacca della Seggiovia, dopo un complesso percorso da seguire, s’incontra uno spettacolo unico nel suo genere, ovvero la presenza sulle pareti di strutture del tutto simili a delle cozze fossilizzate. Nonostante questa particolarità sia stata scoperta anni fa, si cerca ancora di fare chiarezza e al momento le ipotesi sono due: o si tratta davvero di cozze, oppure sono concrezioni formatesi con un processo del tutto simile a quello delle stalagmiti. A fare chiarezza su questo mistero possono però tornare utili alcuni importanti elementi di anatomia e fisiologia di questi animali.

CARATTERISTICHE GENERALI DEI MULLUSCHI BIVALVI

I molluschi bivalvi presentano un corpo la cui faccia ventrale è costituita dal “piede”, mentre la faccia dorsale è costituita prevalentemente dalla massa viscerale e dal pallio, ovvero l’organo deputato alla formazione della conchiglia. I bivalvi sono pertanto caratterizzati da un corpo molle contenuto all’interno di una conchiglia composta da due valve, una destra e una sinistra, collegate tra loro dorsalmente. Il punto di collegamento viene definito cerniera e generalmente presenta delle sorte di dentelli in grado d’incastrarsi tra loro. La fase di chiusura delle valve viene definita “attiva” in quanto determinata dalla contrazione dei muscoli adduttori, mentre l’apertura è definita “passiva” in quanto si determina in seguito al rilassamento muscolare. Le differenze tra i muscoli adduttori possono essere utilizzate per fare una distinzione tra i vari molluschi bivalvi: nel caso delle cozze, queste vengono definite come molluschi bivalvi anisomiari nel momento in cui il muscolo adduttore anteriore e posteriore risultano essere diversi tra loro. Un’altra importante caratteristica comune tra i bivalvi è la presenza del piede, ovvero un’importantissima struttura muscolare deputata al movimento e all’infossamento dell’animale sul fondale marino. Nei mitili (ovvero le cozze) il piede è dotato della ghiandola del bisso: questa è in grado di produrre una sostanza mucosa che solidifica a contatto con l’acqua formando un’insieme di fili (bisso) che consentono all’animale di ancorarsi sui vari substrati. Per quanto concerne l’alimentazione, i bivalvi sono definiti come macrofagi filtratori e la loro alimentazione è composta prevalentemente da microalghe, batteri e zooplancton.

Anatomia generale dei mitili (codepazze.com)

APPARATO CADIOCIRCOLATORIO DEI BIVALVI

I molluschi bivalvi possiedono un sistema circolatorio aperto in cui il sistema dei vasi risulta essere incompleto e dove pertanto i fluidi circolanti entrano in diretto contatto con le cellule dei vari tessuti in zone definite come seni o lacune. Questi animali, inoltre, non hanno il sangue come fluido circolante ma l’emolinfa, composta anch’essa da plasma e cellule circolanti e con funzioni pressoché analoghe a quelle del sangue. Nel caso dei mitili l’emolinfa viene prodotta prevalentemente dai reni. I bivalvi presentano un cuore costituito da uno o due atri in collegamento con un ventricolo che, nonostante le piccole dimensioni, è in grado di produrre una contrazione sufficiente grazie ad una spessa parete muscolare. Dal ventricolo origina poi un’aorta anteriore dalla quale si generano arterie che irrorano la massa viscerale e il piede. Dalle arterie si originerà poi una serie di seni all’interno dei vari organi che si svilupperanno in seni di maggiori dimensioni dai quali l’emolinfa ritornerà ai reni e alle branchie.

(enciclopedino.it)

APPARATO RESPIRATORIO E DIGERENTE

In questi animali gli scambi gassosi sono possibili grazie alla presenza di una serie di coppie di branchie all’interno del mantello. Le branchie, in connessione con l’esterno con un sifone inalante e uno esalante,  sono dotate di ciglia e la ventilazione della superficie respiratoria è possibile proprio grazie al movimento di queste strutture che convogliano l’acqua verso le branchie. Le ciglia non sono però solamente coinvolte nel processo respiratorio, bensì anche nei processi di alimentazione. Nel momento in cui si verifica il passaggio dell’acqua, le ciglia sono in grado di intrappolare le particelle alimentari presenti nell’acqua. Una volta intrappolate, queste vengono spinte verso il solco alimentare e da qui vengono ulteriormente indirizzate verso i palpi labiali. I palpi labiali sono organi deputati alla selezione del materiale arrivato in base a dimensione e materiale del quale è costituito, e svolte le mansioni di cernita, il cibo viene trasferito alla bocca. Le particelle scartate, invece, verranno convogliate in direzione nella cavità del mantello ed eliminate sotto forma di pseudofeci. Per quanto riguarda la digestione, questa avviene sia a livello extracellulare che intracellulare. Il cibo raggiunge lo stomaco, organo che al suo interno presenta lo stilo cristallino, una regione cigliata con diverticoli digestivi e uno scudo gastrico. All’interno dello stomaco il cibo viene sminuzzato meccanicamente in seguito all’azione dello stilo cristallino che durante la digestione è in grado di ruotare, grazie alla presenza di ciglia, agendo come una sorta di pestello. Il movimento dello stilo cristallino favorisce il rimescolamento del contenuto dello stomaco e trascina al suo interno dei filamenti di muco provenienti dall’esofago. In seguito il cibo opportunamente sminuzzato passa nei diverticoli digestivi dove si verifica la digestione intracellulare e l’assorbimento. Le cellule dei diverticoli sono poi in grado di trasferire i prodotti della digestione all’emolinfa, rendendo quindi disponibili i nutrienti per tutto l’organismo.

 

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