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Il Medioevo nel fantasy: “Il Signore degli Anelli” ci guida alla scoperta dell’immaginario medievale

Il Medioevo nel fantasy: “Il Signore degli Anelli” ci guida alla scoperta dell’immaginario medievale

Tolkien conosceva molto bene il Medioevo. Oltre a studiarlo per mestiere ne era affascinato sin nel profondo.

L’opera mitopoietica di Tolkien abbonda di elementi derivanti direttamente dall’immaginario del fantastico medievale e se ne serve in continuazione per cerare atmosfere suggestive e incantevoli. Un vero e proprio tripudio di Medioevo.

Tolkien e i fantasy. Un amore dichiarato

Il fantasy è un genere più o meno recente, almeno nella sua forma ufficiale e matura. Si è affermato a livello mondiale grazie alle opere di scrittori e studiosi del calibro di J.R.R. Tolkien e, più di recente, grazie all’incredibile successo della saga di Harry Potter. Ovviamente, parlare del fantasy come una realtà omogenea è a dir poco fuorviante; gli elementi di differenza tra le varie opere sono molti e marcati. E’ però possibile intravedere elementi in comune, come ad esempio il collegamento, diretto o meno, ad atmosfere ed ambienti medievali. Dal punto di vista letterario il Medioevo conserva tutt’oggi un’attrattiva enorme, tanto che anche libri fantasy più propriamente urban, come la già citata saga di J.K. Rowling, si nutrono di elementi medievali più o meno direttamente richiamati. Ma l’opera fantasy in cui domina il Medioevo, sotto tantissimi punti di vista, è sicuramente l’opus magnum di Tolkien, ovvero il mondo del Signore degli Anelli. Sebbene anche gli altri libri di Tolkien appartenenti al mondo da lui creato siano pervasi di questo elemento, ritengo che nel Signore degli Anelli questa connessione appaia quanto mai evidente. Un discorso a parte meriterebbe il Silmarillion, troppo complesso per essere trattato qui.

Tolkien era professore ad Oxford di letteratura medievale inglese e dunque conosceva molto bene il Medioevo. I suoi saggi accademici sono rinomati e conosciuti tra gli specialisti. Egli stesso era molto appassionato di letteratura medievale che oggi potremmo senza troppe esitazioni definire fantasy, con solo una punta di anacronismo. Ad esempio, celebre è il suo saggio “Il Medioevo e il fantastico”, all’interno del quale vengono esaminate diverse opere medievali che sono pregne di elementi fantastici. In particolare le pagine dedicate a Beowulf riflettono questa profonda passione di Tolkien, che è poi stata riversata nelle sue opere letterarie. Ma quali sono gli elementi mutuati dall’immaginario medievale che compaiono nei libri di Tolkien? L’elenco è lungo, per cui ci limiteremo a vedere quelli che per me risultano essere i più affascinanti.

“Il Signore degli Anelli” e l’immaginario fantastico medievale

Tra i moltissimi elementi medievali presenti nel mondo di Arda i primi che vengono in mente sono di sicuro i costumi e gli ambienti. Fortezze enormi come il Fosso di Helm o torri malvage come Barad-dur traggono la loro linfa vitale proprio da stili architettonici tipici del Medioevo. Ovviamente non sono aderenti ala realtà storica, ma mutuano da essa l’idea architettonica che ci sta dietro. La torre è un elemento centrale sia del Medioevo storico che dell’immaginario medievale. Non solo per noi ma anche per gli stessi medievali, fortezze e torri erano catapultate in una dimensione immaginifica e fantastica, come si evince dai numerosi poemi che tale periodo ci ha lasciato (pensiamo alla torre del malvagio nella quale vive rinchiusa una bellissima principessa).

Oltre all’architettura, anche i costumi e gli abiti dei personaggi tolkeniani si ispirano direttamente allo stile medievale. Cotte di maglia, elmi, calzoni, spade, scudi, corone e tanto altro ancora sono di derivazione esplicitamente medievale. Non solo, addirittura si può intravedere una traslazione dell’epica medievale nelle pagine di Tolkien. Un esempio principe su tutti è la spada di Aragorn, Anduril, la quale è una spada speciale che ha alle spalle una storia altrettanto speciale, in quanto è stata forgiata dai frammenti di Narsil, la spada che ha tagliato le dita a Sauron, strappandogli l’Unico Anello. Anduril può essere paragonata ad Excalibur oppure alla spada del paladino Orlando, secondo una logica di vivificazione delle armi che era molto familiare ai nostri amici del Medioevo. Inoltre, la presenza di maghi, magia, creature mitologiche e razze diverse è un chiaro prestito del Medioevo. Non che prima del Medioevo la magia non esistesse, sia chiaro. Ma i nani, gli elfi e gli stregoni rappresentati da Tolkien assumono i connotati e le caratteristiche tipici del folklore medievale. Gandalf ha un cappello a punta, una lunga barba grigia ed è possente, caratteristiche d’obbligo dei maghi medievali. I nani e gli elfi poi conoscono la loro stagione di fioritura principale proprio nel Basso Medioevo e i loro aspetto nell’opera di Tolkien è di pura derivazione fiabesca medievale.

Le saghe medievali e Tolkien. Nomi, scritture, idee

Altro elemento di stampo unicamente medievale sono sicuramente i nomi di molti personaggi tolkeniani, primi fra tutti i nani. Come dichiarato dallo stesso scrittore nella raccolta di lettere private tradotta in italiano con il titolo de “La realtà in trasparenza”, i nomi dei nani provengono direttamente dalle liste di nomi che erano inserite nelle saghe epiche medievali. Evitando di fare un elenco prolisso di tutte le saghe da cui Tolkien ha tratto i nomi, qui ci basta sottolineare che tali saghe non hanno solo fornito una fonte di prim’ordine per la nomenclatura tolkeniana, ma hanno fornito all’acuto scrittore anche l’ispirazione per diverse scritture da lui impiegate. Ne è un esempio, per restare in tema nani, l’alfabeto nanesco, modellato direttamente sulle rune norrene. Le rune vengono anche utilizzate da altre razze, e Gandalf stesso firma le sue magie, quando necessario, con una runa che indica una G.

Da documenti di natura diversa ma comunque medievali il professore di Oxford ha ricavato la base per le sue famose scritture, prime tra tutti l’elfico. La grafia elegante, i tratti allungati, le legazioni tra lettere tipiche della scrittura elfica derivano in massima parte dalle diverse scritture che, dal X secolo in poi si sono sviluppate in molti monasteri, tra cui Corbie e Luxeil. Ovviamente il lavoro di rimaneggiamento è stato ampio, ma il modello di partenza è indubbiamente costituito appunto da tali grafie. Da ultimo, ma non per queto meno importante, credo sia interessante sottolineare come la struttura stessa della mitopoiesi tokeniana sia debitrice nei confronti del Medioevo.

L’intera storia, infatti, pregna di elementi derivanti dalla religione cristiana, si sviluppa attraverso un nodo soteriologico marcatamente epico. La lotta per eliminare e distruggere il Male che affligge il mondo si sviluppa secondo una logica cara ai racconti epico-fantastici medievali. Il Male è incarnato da uno spirito potente, che tramite sortilegi e inganni vuole rendere schiavo il mondo. Opere di questo stampo abbondano nella letteratura medievale, dal ciclo arturiano a Chretién de Troyes. È difficile non vedere un parallelismo nella vicenda del Signore degli Anelli, Sauron, chiamato anche l’Ingannatore o semplicemente il Nemico. Insomma, di elementi medievali è veramente piena l’opera di Tolkien, che dimostra la profonda conoscenza dell’immaginario medievale da parte dello scrittore inglese (nato in Sudafrica). Vorrei però ricordare, in conclusione, che tutti questi elementi vengono da Tolkien reinterpretati e modificati, anche profondamente. Per cui non si deve dedurne che abbia semplicemente copiato l’immaginario medievale, ma piuttosto che ha contribuito in qualche modo a plasmarlo e traghettarlo fino ai giorni nostri.

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