Il koloa: come l’anatra delle Hawaii rischia di estinguersi e come (forse) la stiamo salvando

Da settant’anni il koloa è una specie a rischio di estinzione. Scopriamone le cause e i miglioramenti negli ultimi tempi.

Rappresentazione del koloa o germano delle Hawaii. (Oiseaux.net)

Oggi vogliamo presentarvi il koloa: una curiosa specie che abita le isole hawaiane. Se vi state chiedendo cosa mai possa essere un koloa, altro non è che una specie particolare di anatra, imparentata con il più comune germano reale, che tanto siamo abituati a vedere alle nostre latitudini. Proprio per questo motivo un altro nome con cui si indica questa curiosa specie è germano delle Hawaii. Si tratta di una specie endemica, termine che in biologia si riferisce a chi è tipico ed esclusivo di una determinata zona o regione. Ma perché abbiamo deciso di parlarvene? Perché il nostro amico koloa è una specie nella lista rossa IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources), lista che racchiude le specie a maggior rischio estinzione. Per la verità, proprio in questi giorni, su Focus.it è stata pubblicato un articolo a riguardo che evidenzia un leggero miglioramento da questo punto di vista. Nonostante ciò, però, rimane una specie in difficoltà. E noi, insieme a voi, vogliamo capirne il perché.

Categorie di classificazione nella lista rossa IUNC. Il koloa si trova nella categoria EN (arancione), la penultima prima dell’estinzione vera e propria. (IUCN)

Rischio estinzione: a cosa è dovuto?

Innanzitutto, tra i motivi che hanno portato i koloa a rimanere in appena 2200 esemplari compare un problema spesso trattato negli ultimi tempi: l’inquinamento, affiancato dal riscaldamento globale. L’azione dell’uomo, infatti, come spesso accade, non ha fatto altro che rovinare l’habitat naturale di questi animali. Si pensi all’inquinamento atmosferico provocato dalle industrie o dalle auto, o a quello del suolo provocato da insetticidi, pesticidi, e vari prodotti utilizzati nell’agricoltura. Il riscaldamento globale, invece, alla miriade di conseguenze negative che porta con sé affianca l’alterazione dei tanti cicli biologici che dominano gli ecosistemi. A tutto ciò, che oramai ha raggiunto anche le sperdute isole Hawaii nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico, si aggiunge quello che spesso, in questi casi, risulta essere un bel problema. Intorno agli anni Sessanta, infatti, quella dei koloa era un’estinzione già avviata e già allora si contava un numero ristretto di esemplari sull’arcipelago (e conseguentemente su tutto il globo). Si pensò, allora, di integrare la scarsa presenza di germani delle Hawaii nelle isole con l’introduzione dei germani reali, che, come prima abbiamo sottolineato, sono lontani parenti dei koloa. Va ricordato che, per le Hawaii, i germani reali altro non sono che una specie alloctona, e cioè importata da una regione straniera. Come evidenziato in un articolo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, le specie alloctone rappresentano una grave minaccia per la biodiversità. L’articolo riporta infatti un dato significativo: il 20% delle estinzioni di uccelli o mammiferi è riconducibile all’introduzione di specie alloctone.

Germano reale maschio (a sinistra) e femmina (a destra), parenti del koloa.

Specie alloctone e specie endemiche: come vivono a contatto?

I problemi che le specie alloctone spesso comportano, messe a contatto con le specie endemiche di una determinata area, sono la diffusione di nuove malattie (in Italia un esempio è la malattia delle piante provocate dal batterio Xylella fastidiosa che ha distrutto un enorme numero di ulivi, arrivato dal continente americano attraverso l’importazione in Europa di specie vegetali americane), la competizione per scarsità di risorse o ancora la predazione da parte della specie introdotta. In questo caso non si è verificata nessuna delle tre situazioni, ma ne è entrata in gioco una quarta: non sono mancati, infatti, i casi in cui i germani reali, essendo imparentati con i koloa, ci si accoppiassero, dando origine a specie ibride. La minaccia, di conseguenza, diventava la scomparsa della specie geneticamente pura rispetto a quella ibrida: spesso infatti accade che in questi casi assuma il predominio la specie maggiormente presente, portando l’altra all’estinzione.

Koloa. (U.S. fish and wildlife service)

La reazione dei koloa all’introduzione dei germani reali

Nonostante ciò, però, pare che i koloa abbiamo reagito bene. Come riporta l’articolo di Focus di qualche giorno fa, infatti, un’analisi su circa 400 esemplari avrebbe dimostrato che la purezza genetica del germano delle Hawaii è ancora in salvo, e che quindi fra koloa, germani reali e specie ibridata si sia creato un perfetto equilibrio, una situazione nella quale nessuna delle tre specie sta prevalendo sulle altre. Bisogna a questo punto continuare a monitorare la situazione e stare molto attenti, in quanto una piccola immissione di nuovi geni rischierebbe di distruggere l’equilibrio creatosi fino ad ora. Per il momento non resta che fare dei grossi complimenti agli scienziati che hanno seguito il caso, in quanto grazie al loro lungo e paziente lavoro (durato circa settant’anni), i koloa possono finalmente tirare un primo, sofferto, sospiro di sollievo.

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