“Il Grande Mare”: come David Abulafia e Omero raccontano il Mar Mediterraneo

Il mar Mediterraneo protagonista di storia e letteratura contemporanea e non

Da millenni il mar Mediterraneo è testimone delle battaglie che hanno segnato le sorti della storia internazionale e degli incontri tra civiltà che hanno dato vita alla cultura contemporanea. Oggi continua ad essere oggetto di studio per storici e sociologi e motivo di ispirazione per nuove produzioni letterarie.

Mediterraneus ovvero “in mezzo alle terre”

Il mar Mediterraneo deve il suo nome alla parola latina mediterraneus ovvero “in mezzo alle terre”. Circondato da tre diversi continenti, rappresenta da migliaia di anni un luogo di incontri e scontri tra civiltà geograficamente vicine e culturalmente lontane. Le sue acque navigabili hanno reso possibile fenomeni di colonizzazione da parte di Cretesi, Greci, Cartaginesi e Romani, fondamenta della storia contemporanea. Dopo la scoperta dell’America si iniziò a parlare dello spostamento del baricentro economico mondiale dal Mediterraneo all’Oceano Atlantico, ma sono moltissimi gli eventi geopolitici che, ancora oggi, vedono protagonista il “Mare Nostrum”. Si può pensare all’apertura del canale di Suez, ai fenomeni di emigrazione dal continente africano e asiatico o alla primavera araba nei paesi nordafricani. Questi sono solo alcuni degli esempi che portano il Mediterraneo ad essere ancora al centro dei dibattiti contemporanei.

 “Il Grande Mare” di David Abulafia

Per l’importanza dell’area geografica in cui è situato, il Mar Mediterraneo è stato per moltissimi anni anche centro di scambio di innovazioni tecniche e soprattutto di idee. Furono i Fenici, ad esempio, a permettere ai Greci di iniziare ad usare l’alfabeto e i numeri. Le civiltà che si incontrano tra le sponde di questo mare continuano nei millenni a scambiarsi merci, culture e tradizioni. Lo storico inglese David Abulafia, all’interno del suo saggio “Il Grande Mare”, descrive tutte quelle tappe storiche che, secondo lui, rendono il mar Mediterraneo la vera “culla delle civiltà”. Il professor Abulafia è uno specialista del periodo rinascimentale e insegna storia del Mediterraneo presso l’università di Cambridge. In questo saggio del 2016, Abulafia ripercorre gli spostamenti di grandi condottieri, di colonizzatori e di mercanti che hanno reso questo bacino “forse il più dinamico luogo di interazione tra società diverse sulla faccia del pianeta”.

“Odissea” la prima opera mediterranea

L’idea di un mar Mediterraneo ricco di misteriose civiltà da conoscere affascina la mente dell’uomo già agli albori della cultura greca. Nell’ “Odissea”, il protagonista, Odisseo, viene trascinato dal dio del mare Poseidone in diverse isole e località costiere nel tentativo di ostacolare il suo rientro in patria. All’interno di questo poema epico il mare riveste un’importanza simbolica fondamentale e può essere luogo di salvezza, come nel caso della fuga dalla maga Circe o da Polifemo; o motivo di pericolo, ad esempio nell’episodio delle Sirene o di Scilla e Cariddi. In ogni caso, le vicende raccontate nell’opera dimostrano come questo mare avesse impressionato la popolazione greca che aveva creato numerosi miti e personaggi misteriosi che lo abitavano. Molti filologi hanno provato ad indovinare a quali luoghi geografici corrispondessero le descrizioni nel poema, tentando anche di delineare la possibile rotta dell’equipaggio di Itaca. Anche se ancora non si possono avere certezze al riguardo, l’ “Odissea” resta uno dei poemi epici più avvincenti della storia della letteratura di tutti i tempi e il primo ad avere luogo proprio nel mar Mediterraneo.

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