Il generale divenuto Presidente: scopriamo la vita e la carriera di Charles de Gaulle

Generale, figura di riferimento dell’ antinazismo in Francia e successivamente Presidente, Charles de Gaulle è stato senza dubbio uno dei volti più importanti della storia francese.

Charles de Gaulle è stato una figura di rilievo sia dal punto di vista militare che politico all’interno del panorama francese. Analizziamo dunque la sua vita e la sua carriera.

La carriera militare e la prima guerra mondiale

Charles de Gaulle ottenne una formazione militare presso la scuola militare di Saint-Cyr, attraverso un percorso di studi iniziato nel 1909 e terminato nel 1912, quando ottenne il titolo di sottotenente ed entrò a far parte del 33° reggimento di fanteria comandato da Philippe Pétain. Successivamente, prese parte alla prima guerra mondiale come tenente nell’11esima compagnia del 33° reggimento di fanteria di Arras. Durante il conflitto fu ferito svariate volte e venne anche fatto prigioniero dei tedeschi, rimanendo tale fino alle fine del conflitto. A seguire, entrò a far parte dello Stato Maggiore ed ottenne incarici politici in quanto esperto di guerra.

France libre

Nel corso della seconda guerra mondiale, Charles de Gaulle ha rappresentato lo spirito anti-nazista francese. Di fronte all’occupazione tedesca dello stato francese, che venne diviso in zona occupata e zona libera, nel 1940 pubblicò un appello “a tutti i francesi“, incitando loro a resistere di fronte alla guerra globale in corso. Un impegno che non passò inosservato a Winston Churchill, il quale fece trasmettere dalla BBC  le parole del generale de Gaulle, che da lì a poco si sarebbe spostato proprio in Inghilterra, a causa delle minacce di morte incontrate in Francia. Fu proprio sul suolo inglese che venne organizzato France libre, un movimento orientato alla resistenza nei confronti della potenza tedesca, con un forte coinvolgimento dei territori coloniali. Piano piano andò delineandosi un’organizzazione ben definita sia dal punto di vista politico che amministrativo, e nel 1942 la resistenza nelle colonie si unì a quella francese, e la France libre divenne così France combattante. Charles de Gaulle svolse un ruolo fondamentale nel processo di liberazione dalla potenza tedesca, partendo dalla fondazione nel 1943 , insieme al generale Henri Giraud, il Comitato francese di liberazione nazionale (CFLN), che l’anno successivo divenne Governo provvisorio della repubblica francese (GPRF). Una volta raggiunta la liberazione, la Francia assistette all’introduzione di importanti riforme da parte di de Gaulle, tra cui l’estensione del diritto di voto alle donne e l’istituzione di un sistema di sicurezza sociale moderno.

La crisi algerina

Meritevole di attenzione è anche la crisi algerina, sfociata in una vera e propria guerra, che ha coinvolto lo stato africano e la Francia. Nel 1830 l’Algeria divenne parte dei domini coloniali francesi e con il tempo venne suddivisa in dipartimenti, che vennero considerati francesi da ogni punto di vista. Sebbene molti territori controllati dalla Francia avessero ottenuto l’indipendenza dalla seconda metà del XX secolo, come Tunisia e Marocco, l’Algeria non conobbe lo stesso risvolto storico e appariva contraddistinta da una situazione molto complicata, con i francesi che ricoprivano posizioni di rilievo nei vari contesti algerini, al contrario della popolazione araba locale. Nel 1954 ad Algeri venne fondato il Fronte di Liberazione Nazionale, che avviò una serie di guerriglie e attacchi nei confronti del governo parigino. Dall’altro lato, venne costituita anche l’Organisation de l’armée secrète, un movimento che si contrappose al Fronte di Liberazione Nazionale in favore di un’Algeria Francese. Nel 1956 la guerriglia si trasformò in guerra totale con misure sempre più cruente, come rappresaglie e attentati, con una risposta francese altrettanto forte e capitanata dal generale Massu. Di seguito, Charles de Gaulle, decise di recarsi in Algeria e di incontrare personalmente l’esercito locale, prendendo poi la decisione di attuare il diritto di autodeterminazione del popolo algerino, una misura che dapprima sollecitò i disordini interni, ma che dopo avviò la strada per l’indipendenza.

L’ottenimento della carica presidenziale e il secondo mandato

Nel 1959 divenne Presidente della Repubblica Francese, inaugurando così la nascita della V Repubblica Francese, la quale si definiva con un governo di tipo semipresidenziale e riconosceva il conferimento di maggiori poteri al Presidente della Repubblica. Egli si fece da subito promotore di una serie di obiettivi strategici. Come prima cosa, evidenziò misure capaci di sostenere l’economia, come l’introduzione del nuovo franco. Inoltre, nel già avviato clima di guerra fredda, volle sottolineare l’indipendenza francese sia dalla parte sovietica che dall’insediamento della potenza americana nel contesto Europeo: in altre parole, la Francia si volle tagliare fuori dalle controversie tra Stati Uniti e Unione Sovietica. De Gaulle portò avanti ulteriori sistemi di riforma, promosse, nel 1962, un referendum circa l’introduzione di un sistema di elezione diretta del Presidente, un’iniziativa che riscosse un forte sostenimento dalla base popolare. Egli veniva percepito molto positivamente dai cittadini, motivo per il quale venne riconfermato come Presidente della Repubblca Francese alle successive elezioni del 1965. Il forte sostegno iniziale cominciò però a perdere di corpo, quando nel 1968 le proteste studentesche coinvolsero anche la Francia, che conobbe una pesante crisi sia politica che istituzionale. Tale clima indusse de Gaulle a ritirarsi dalla scena politica, per l’esattezza il 29 aprile 1969, un anno prima della sua morte, avvenuta nel novembre del 1970.

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