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Il film Disney-Pixar “Up” e Italo Calvino ci insegnano a vivere sospesi

Vivere sospesi è possibile? Questa è la storia dei protagonisti del “Barone Rampante” di Calvino e del film animato “Up”

Palloncino Vento Palloncini - Foto gratis su Pixabay

Imparare a vivere con un po’ di leggerezza in più, di certo, non farebbe male. La pesantezza delle giornate si contrappone alla leggerezza di un pensiero, ed è per questo che insieme a UP e a un personaggio dal nome particolare, Cosimo Piovasco di Rondò, cercheremo di capire come e se si può vivere da “sospesi”.

 

Il film di animazione UP

Nel 2009 la Walt Disney Pictures in collaborazione con la Pixar Animation Studios farà uscire un film animato, intitolato UP. La locandina vede rappresentata una casa volante, attaccata ad una grandissima quantità di palloncini colorati. La trama è quella un anziano signore, purtroppo vedovo, il quale combatte contro un’impresa edilizia che vuole abbattere la sua casa e che gli propone in continuazione di andare ad alloggiare in una casa di riposo. Fermamente contrario, il Sig. Fredricksen si impegnerà fino alla fine, mentre un curioso bambino, Russel, entrerà di colpo nella sua vita. Tutto impettito e vestito di giallo busserà con insistenza alla porta dell’anziano signore, per guadagnarsi uno dei suoi distintivi di “esploratore della natura selvaggia”. A causa della pressione dell’impresa e anche per un dolce desiderio, Carlo Fredricksen deciderà di “scappare” in maniera molto particolare. Ex venditore di palloncini, legherà questi ad una marea di fili che farà uscire dal camino, così da poter cominciare il suo viaggio verso le cascate paradiso. Lì voleva andare a vivere con quella che nel film sembra la sua assoluta metà, Ellie. Il giorno della “partenza”, un piccolo intoppo: Russel rimarrà nel portico, mentre la casa si librerà in aria: qui comincerà la fantastica avventura dei due.

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Italo Calvino, “Il Barone Rampante”

Il romanzo di Calvino non si esime da questo tipi di fantasia. La narrazione si snoda grazie al racconto del fratello Biagio, che racconta la storia di Cosimo e di ciò che lo ha portato alle sue decisioni. Sia Biagio che Cosimo infatti, figli di un nobile ligure e entrambi Baronicini, hanno avuto delle controversie con i genitori ma Cosimo deciderà di fuggire. Allora dodicenne andrà a rifugiarsi su un albero, e da lì, non scenderà più. Cosimo diventa sempre più abile: si sposta fra gli alberi, impartisce lezioni di lettura e arriverà addirittura ad incontrare Napoleone Bonaparte e lo Zar di Russia.

Calvino naturalmente nasconde una profonda metafora, quella dell’uomo che vive lontano da tutto e da tutti. L’andare a vivere sugli alberi è un modo per fuggire dalla realtà, per fuggire dall’oppressione delle circostanze e dei luoghi. Un modo dunque, anche di ritrovarsi e di capirsi.

 

Perché si sceglie di vivere “sospesi”?

Sia nel caso del Sig. Carl Fredricksen che nel caso di Cosimo c’è come una sorta di “elevazione” che li porterà a staccarsi dalla terra. Questi due personaggi infatti è come se fuggissero da qualcosa, per trovare, naturalmente, qualcosa di migliore. L’anziano signore della Disney-Pixar va via da una situazione che gli sta troppo stretta, dove non può vivere – o quantomeno- come vuole lui. Nella cascate paradiso oltre e ritrovare il sorriso, riuscirà a vivere tante avventure e a incontrare anche il suo aviatore preferito, benché questo non gli riservi grandi sorprese. Il caso di Cosimo invece, nasconde una morale forse più realista. Anche lui scappa via ma Calvino dietro questa fuga tesse bene la trama e la realtà di un uomo stanco, un po’ oppresso, situazione che rispecchia anche la sua in parte. UP e il “Barone rampante” condividono allora questo piccola grande particolare e ci insegnano a spingerci, saltare e volare un po’ più alto per stare meglio e ritrovare la nostra felicità.

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