Il Superuovo

Il fenomeno della pioggia magica che accomuna Prince Roger Nelson e Gabriele D’Annunzio

Il fenomeno della pioggia magica che accomuna Prince Roger Nelson e Gabriele D’Annunzio

Nonostante anni di distanza e carriere completamente diverse Prince Roger Nelson e Gabriele D’Annunzio potrebbero avere alcune cose in comune.

prince

Nel 1903 Gabriele D’Annunzio pubblicò Alcyone all’interno di un progetto più ampio denominato le Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi, questa opera riflette un cambiamento d’atteggiamento da parte dell’autore  nei confronti della natura e dell’individuo. Nel 1984, Prince pubblica Purple Rain che segna l’avvio di una vera e propria metamorfosi trasformando l’artista da mito delle teenagers a leggenda della musica internazionale.

La genesi di un capolavoro

Artista decisamente eclettico, il suo merito è quello di aver fuso assieme anni di black music, dal funk al pop passando per la disco music. L’album Purple Rain, non è altro che la rappresentazione della versatilità del suo autore, pubblicato nel 1984 sotto l’etichetta Warner Bros Records, rimase in classifica per molto tempo. Prince una volta rientrato a Minneapolis, dopo il tour per l’album 1999, si stava preparando per la realizzazione di una sceneggiatura che riguardasse la sua vita, includendo dei nuovi brani. Purple rain esce il 25 giugno del 1984 e diventa title track dell’album e titolo del film diretto da Albert Magnoli.

Il film tratto dalla title track

L’artista interpreta i panni del suo alter ego Kid, un individuo controverso che possiede delle potenzialità musicali incredibili. La sua situazione familiare è critica poichè il padre, musicista frustrato, picchia la madre. Il giovane Kid scopre, nel rapporto con Apollonia, parte del carattere di suo padre inducendo la ragazza ad allontanarsi da lui. La canzone Purple Rain è il filo conduttore, continuamente interrotto, dalle vicissitudini della storia ma nel momento di massima desolazione che affligge il personaggio, la musica esplode in tutta la sua potenza.

Le molteplici interpretazioni

Ma cosa sarà questa pioggia viola che è rimasta in classifica per 24 settimane e che ha incantato diverse generazioni di ascoltatori? Il brano che ci fa alzare il volume dell’autoradio portandoci a cantarne automaticamente il ritornello, di che parla? In tanti hanno cercato di rispondere a questo interrogativo, le risposte sono state molteplici, disparate e bizzarre. Alcuni pensano che possano essere le lacrime causate da una delusione cocente, un’altra scuola di pensiero considera questa strana fonte come il lasciarsi totalmente andare alle emozioni, un testo di amore o di scuse

I never meant to cause you any sorrow
I never meant to cause you any pain

 

Vi sono anche varie teorie riguardo al colore inteso come commistione di rosso e blu, il sangue ed il cielo, l’anima ed il corpo, magia e metamorfosi o magari semplicemente un uomo che voleva vedere ridere una donna in questa strana dimensione della pioggia purpurea

I only wanted to one time to see you laughing
I only wanted to see you
Laughing in the purple rain

La pioggia non solo nella musica ma anche nella letteratura

Il tema della pioggia è sempre stato trattato tanto in musica quanto in letteratura poichè, in certi casi, non è altro che la rappresentazione dello stato d’animo dell’individuo che si esplica attraverso il paesaggio circostante. A questa visione si aggiunge una connotazione benefica poichè rappresenta quel fenomeno che giunge dopo un periodo di siccità mentre nella dimensione spirituale simboleggia purificazione.

Gabriele D’Annunzio e le prime fasi della sua produzione letteraria

Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio fu un autore che si caratterizzò per una produzione letteraria abbastanza vasta, esordì sin da subito all’età di sedici anni con la raccolta poetica Primo Vere. Tralasciando tutte le opere che egli scrisse, poichè furono veramente tante, se dovessimo tracciare un profilo generico dell’autore potremmo suddividere il suo pensiero in tre macro-periodi. Al primo periodo appartiene la figura dell’esteta di colui che va alla ricerca del bello perchè lo scopo principale è quello di fare della propria vita un’opera d’arte. Risente fortemente dell’influsso di autori come Theophile Gautier e probabilmente il romanzo Controcorrente di Huysmans. L’opera di questo primo periodo è il Piacere, il cui protagonista, Andrea Sperelli, non è altro che l’alter ego dell’autore. Il secondo periodo è quello del superuomo, a cui fa capo Claudio Cantelmo protagonista del romanzo Le Vergini delle Rocce, qui si delinea la personalità di questo uomo potenziato che si pone al di sopra delle masse per poterle guidare, prendendo parte attiva alla vita politica (ponendosi in antitesi con l’oltreumo di Nietzsche).

Il  terzo macro-periodo: il  panismo dannunziano

Nelle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi e nel particolare nel volume Alcyone l’autore tratta il tema del panismo. Cos’è il panismo? Questa parola descrive il processo di fusione dell’uomo con la natura. Un esempio è  La Pioggia nel Pineto. La poesia si apre con i due protagonisti, un uomo ed una donna, che in silenzio ascoltano il cadere della pioggia sui loro corpi e sulla vegetazione. Ogni elemento presente in questo luogo, allo scendere della pioggia, emette un suono diverso come fosse un’orchestra

E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.

Al poeta sembra che non ci sia più alcuna differenza tra loro e la vegetazione infatti Ermione, la donna che è con lui, ha il volto bagnato ma gioioso lei appare come una ninfa

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.

Una volta terminata la trasformazione i due vagano di cespuglio in cespuglio senza una meta precisa.

Prince e D’Annunzio

Come i protagonisti dannunziani per via di una pioggia particolare si fondono con la natura divenendo creature silvestri così, ai giorni nostri, la componente magica della pioggia purpurea, commistione di sangue e cielo, libera il suo compositore dalle angosce di un grande dolore.

 

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